All'attacco, Bambini!

di Giorgio Gagliardi

sabato 24 dicembre 2016

Il terrificante genocidio nascosto è diffuso in tutto il mondo, ma i media trasmettono auguri, tranne che alle vittime: ci sono le cosiddette “feste” e, anche se TUTTO é come prima, anzi peggio di prima, sulla strage cala il SILENZIO/The Concealed Horrifying Genocide Continues Throughout the World, but the Media are Busy Exchanging Season Greetings, Save for the Victims: the So-called “Holidays” Are around the Corner, even though NOTHING Has Changed and Things Are in fact Getting Worse


1) Nigeria, gli attentati di Boko Haram che nessuno racconta
12 dicembre 2016 di: Antonella Napoli

Nessun media importante ne ha dato notizia e chi ne ha parlato ha preferito porre l’enfasi sul ‘ritorno’ di Boko Haram e sul ruolo delle due donne che venerdì scorso si sono fatte esplodere nel nord-est della Nigeria. Giusto un cenno alle vittime, il bilancio finale è stato di 60 morti e 43 feriti.

Eppure la centralità di questi attacchi sono proprio loro. E non da venerdì.

Quanto accaduto a Madagali, all’interno di un mercato, è solo l’ennesimo atto di aggressione a una popolazione allo stremo.

Gli jihadisti africani affiliati a Isis ogni giorno attaccano villaggi, rapiscono donne e bambini e spargono sangue in tutto il Paese. E gli ‘strumenti’ con cui compiono i loro orrori sono quasi sempre inconsapevoli e loro stessi vittime di un’azione di terrore senza fine.
In tutti noi ancora è nitida l’immagine rubata da una telecamera della municipalità locale delle quattro bambine impaurite che qualche mese fa sono state usate come bombe in una moschea a Maiduguri. Veri e propri ordigni umani, non baby kamikaze, come qualcuno si ostina a chiamarle.

Non c’è, quindi, termine più inappropriato, inadeguatamente sbagliato, per definire queste vittime del terrorismo di stampo islamico.

Il resoconto della Bbc è stato impietoso. Ci ha raccontato che l’attacco di cui sono state incolpevoli artefici ha causato 40 feriti e 16 morti. Ci ha mostrato le loro sagome con passo incerto. Poi la prima deflagrazione.

Gli attentati sono avvenuti nello spazio antistante la più grande moschea della cittadina nigeriana, poco prima della preghiera del venerdì, quando la zona era molto affollata.
La più piccola aveva solo 9 anni, la maggiore non ne aveva ancora compiuti 13.
Alla più giovane del gruppo è stato ordinato di mettersi seduta nei pressi del luogo di culto. Le altre quattro sono state posizionate poco lontane, vicino alla residenza di un capo vigilantes.

Si guardavano negli occhi, senza sapere cosa fare. Per un attimo, forse, avranno pensato di scappare… Poi quattro esplosioni all’unisono, innescate a distanza, hanno chiuso la partita straziando i loro acerbi corpi. Una fine veloce, indolore… ma non per tutte.
Una quinta bambina non è stata così ‘fortunata’. La sua cintura esplosiva si è inceppata. Ha alzato le mani al cielo, ha cercato di salvarsi… ma le forze di sicurezza non hanno avuto pietà, o scelta, e hanno esploso più colpi per ‘neutralizzarla’.

Due settimane prima, in attacchi analoghi, erano morte altre 115 persone.

Né l’ultimo, né il precedente attentato sono stati rivendicati ma le autorità nigeriane li attribuiscono ai fondamentalisti di Boko Haram.

Da quando è stato preso d’assedio lo Stato di Borno, oltre sette anni fa, è stato un crescendo.

I terroristi hanno dato il via alla loro guerra sanguinaria per l’instaurazione della Sharia (la legge islamica), con un bilancio di oltre 20mila morti.

Le violenze sono aumentate da quando, nel maggio dello scorso anno, è stato eletto il nuovo presidente della Nigeria, il musulmano Muhammadu Buhari.

Da subito Buhari si è distinto per la lotta contro gli integralisti, ottenendo importanti successi e catturando molti esponenti del gruppo affiliato allo Stato islamico.
Anche per questo Boko Haram ha decisamente puntato sull’utilizzo di bambine e adolescenti per compiere i terribili atti di terrorismo degli ultimi mesi.

E tornando su questo punto, deve essere chiaro che gran parte delle giovanissime vittime dei fondamentalisti si ritrovano ad agire senza essere consapevoli di quanto loro stia accadendo, quando ciò non avviene contro la loro volontà.

(http://www.articolo21.org/2016/12/nigeria-gli-attentati-di-boko-haram-che-nessuno-racconta/)

Certo che, ormai così è vicini alle feste, molti si danno da fare per dimenticare mangiando e saltando, perché così c'è scritto nel calendario: si parla di cenone, di prenotazioni per l'inferno, scusate… intendevo per gli spettacoli, anche se non è sbagliato parlare di inferno, che però spiritualmente è vicino, ma fisicamente è lontano.

L'inferno per esempio è ad Aleppo, città tristemente rappresentativa per il genocidio che dura da 5 anni,  non ancora conquistata (dicono) a suon di assassini contro civili, donne (stuprate) e bambini (cui ne fanno di tutti i colori): e tutti questi sono affamati, hanno mangiato erba e foglie, bevuto acqua inquinata, sono stanchi ma non dormono, perché gli scoppi non li fanno più riposare, ma solo arrabbiare e distruggere psicologicamente. Queste sono le feste vissute dagli abitanti di Mossul, Nigeria, Messico e Birmania. Ma che importa? Sono lontani e le notizie sono magistralmente ed abilmente ritoccate da direttori di media che non vogliono guastare le feste che ormai sono rese marce da delinquenti, corrotti, bugiardi, affaristi sporchi e crudeli, politici che non sanno quello che dicono, ma continuano a parlare e declamare idiozie da paura.

Intanto l'ISIS perfeziona i suoi kamikaze. Ora tocca alle bambine, magari a due o sei alla volta, che vanno dove viene loro ordinato di andare e, una volta arrivate, come ai mercati o assembramenti vari, qualcuno poco lontano schiaccia un tasto e si scatena l'inferno. I media ora tacciono, qualche rara giornalista che va in quei luoghi descrive scene inimmaginabili, ma non è cambiato nulla: continuano ad aumentare le statistiche dei morti per la guerra, la fame, l'acqua, il freddo e la mente che non accetta più il logorio continuo degli spari, dei bombardamenti, delle paure ormai di tutto. Ormai gli auguri ed i regali riciclati cercano di cancellare la logorante descrizione delle torture, degli eccidi vari, delle fosse comuni e della scomparsa progressiva di parenti, figli, madri, padri e volontari che resistono ancora in quei posti infami.

2) Aleppo, Mosca annuncia la fine della battaglia (o strage criminale?)

Aleppo, ripresi i bombardamenti. Condanne dall’Europa dopo l’ultimo assedio

Poche ore prima delle notizie sull'accordo, l'Onu aveva lanciato l'allarme per le atroci violenze ad Aleppo, dove l'esercito di Damasco e le milizie alleate combattevano per riprendere il controllo della zona est.
MEDIO ORIENTE 14 DICEMBRE 2016 08:13 di Susanna Picone

Ad Aleppo i combattimenti, secondo un annuncio arrivato nelle ultime ore, dovevano finire: l'esercito di Damasco controlla la città e ha messo fine alle sue operazioni militari contro i ribelli nella parte orientale, ha fatto sapere l'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, poco dopo che è stata diffusa la notizia di un accordo per l'evacuazione della parte di Aleppo in precedenza in mano ai ribelli. Una fonte militare siriana ha confermato che un accordo per il cessate il fuoco è stato raggiunto, parlando di un'evacuazione dei combattenti ribelli dalle 4 italiane di mercoledì.  La nuova intesa per riprendere l'evacuazione di civili e combattenti armati è stata confermata anche dalle fazioni dei ribelli citate dai media arabi. "Nelle prossime ore l'intesa verrà' implementata", e in cambio, afferma un responsabile citato da Al Arabiya, i combattenti anti-governativi consentiranno "una simile evacuazione da due villaggi fedeli a Damasco sotto assedio nella regione di Idlib", le locatila' di Foua and Kefraya

In città però si attende ancora: secondo l'Osservatorio siriano sui diritti umani non si hanno ancora notizie dell'avvio delle operazioni. Numerosi autobus, secondo l'Osservatorio, si trovano ancora nei quartieri devastati dalla guerra mentre i civili attendono per lasciare la città. Non si conoscono per il momento i motivi del ritardo. Dopo che è stato annunciato il ritardo nell'evacuazione da Aleppo est di civili e ribelli, prevista nell'accordo di tregua, è arrivata anche un’altra notizia da parte di attivisti dell'opposizione citati dall'agenzia Ap: nonostante il cessate il fuoco annunciato ieri sera, stamani sono ripresi i bombardamenti governativi. Mosca spera che la situazione ad Aleppo est possa essere risolta “in 2 o 3 giorni”, ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov aggiungendo che le richieste di tregua puntano “solo a dare respiro ai militanti”.

Le atroci violenze compiute nelle ultime ore – Intanto, però, la vittoria dell’esercito siriano porta con sé anche la notizia della morte di oltre 80 civili nelle ultime ore. Rupert Colville, portavoce delle Nazioni Unite, ha detto che secondo i rapporti ricevuti le morti sono avvenute mentre le forze filo-governative setacciavano le zone roccaforte dei ribelli. Tra le vittime di Aleppo ci sarebbero anche undici donne e tredici bambini. L’Unicef ha detto che un centinaio di bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie sono rimasti intrappolati in un edificio sotto attacco per diverso tempo. Dopo l’ultimo assedio la Commissione Internazionale della Croce Rossa ha lanciato l'ennesimo appello secondo cui centinaia di persone che non hanno mai preso parte alla guerra non hanno nessun posto dove scappare. Dall’Italia la Farnesina ha chiesto che venga garantito pieno accesso alle agenzie umanitarie dell'Onu ed all'Icrc in tutta Aleppo est, affinché si possa assicurare assistenza e protezione alla popolazione. Amnesty International ha rivolto un appello urgente a tutte le parti in conflitto affinché la popolazione civile sia protetta.

Allarme internazionale dopo l'ultimo assedio – La gravità della situazione ha spinto Francia e Gran Bretagna a chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, presieduta dal segretario generale dell’Onu Ban Ki moon. Il presidente francese Hollande ha detto che ci sono 120.000 ostaggi sotto le bombe ad Aleppo, una situazione “inaccettabile”, che “fa male al cuore a tutti”, ha poi detto la cancelliera  tedesca Merkel. “Non lasceremo nulla di intentato presso il regime siriano, ma anche Russia e Iran”, hanno aggiunto i leader di Germania e Francia, perché “la popolazione civile venga protetta e il sostegno umanitario possa essere assicurato”.

Tour Eiffel spenta per solidarietà Aleppo – La Tour Eiffel resterà spenta questa sera in segno di solidarietà con la popolazione di Aleppolo ha deciso da Anne Hidalgo, la sindaca di Parigi.



Siria, Unicef: “Strage di bambini peggiore di Bosnia e Ruanda” (http://www.dire.it/14-12-2016/96012-siria-unicef-strage-di-bambini-peggiore-di-bosnia-e-ruanda/  riportato da http://www.intopic.it/notizia/10935525/)

3) Orrore a Damasco: una bimba di 8 anni usata come kamikaze per un attentato

Una bambina di otto anni sarebbe stata usata come kamikaze in un attentato in un commissariato di polizia a Damasco. Lo riferiscono fonti siriane filogovernative. La piccola è morta, mentre almeno un agente è rimasto ferito.

16 DICEMBRE 2016 19:10 di Susanna Picone

L'esplosione che oggi ha scosso una stazione di polizia a Damasco, capitale della Siria, sarebbe stata provocata da una bambina di appena otto anni. Una bambina che è stata fatta saltare in aria con indosso una carica esplosiva. A riportare la notizia è l’agenzia governativa siriana Sana, che comunica anche che i terroristi avrebbero fatto entrare la piccola kamikaze in una stazione di polizia nel quartiere di Midan e a quel punto avrebbero azionato l’ordigno a distanza. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha confermato la notizia dell’esplosione ma non l’età del kamikaze. Una fonte della polizia ha detto ad Al-Watan che la bambina sembrava persa e che avrebbe chiesto di usare il bagno quando l'esplosivo è stato fatto detonare. La piccola è morta nell’esplosione mentre almeno un agente di polizia è rimasto leggermente ferito. Secondo altre fonti, oltre alla bambina sarebbero rimaste uccise anche altre tre persone.

Il dramma dei bambini in Siria –  Intanto ad Aleppo il regime siriano ha  sospeso l'evacuazione dei civili e dei combattenti dell'opposizione dalle ultime zone ancora in mano ai ribelli lasciando così migliaia di persone intrappolate. E dall’Unicef arrivano dati drammatici riguardo i bambini della città. Secondo Anthony Lake, direttore generale Unicef, nelle ultime ventiquattro oltre 2700 bambini sono stati evacuati da Aleppo orientale, alcuni dei quali malati, feriti o senza i genitori. “Tuttavia – ha spiegato – centinaia di altri bambini vulnerabili sono ancora intrappolati in questa parte della città e rischiano di morire se non saranno evacuati in breve tempo”. “L'Unicef e i suoi partner sono in attesa, pronti a evacuare questi bambini. Imploriamo tutte le parti coinvolte nel conflitto di permetterci di portarli in salvo”, ha aggiunto il direttore Unicef.


Altre fonti:
- Bimba usata come kamikaze a Damasco
L’esplosione ha colpito un edificio della polizia nel quartiere al-Midan, nel centro città.
(http://www.lastampa.it/2016/12/16/esteri/bimbakamikaze-fatta-saltare-in-aria-a-damasco-vj6Xs9sGaxW1ORb2HLES2J/pagina.html).
- Attentato a Damasco: usata bimba di 8 anni come kamikaze
Attacco kamikaze nella capitale siriana: l'attentatore era però una bimba di 8 anni. A Damasco il primo attacco suicida compiuto da minorenni in Siria (di Anastasia Latini)
- Siria, Unicef: “Strage di bambini peggiore di Bosnia e Ruanda”
Mercoledì, 14 Dicembre 2016 Dire
 (http://www.intopic.it/notizia/10935525/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

4) Ancora fiamme ad Aleppo: i ribelli bruciano i bus destinati all’evacuazione
Ancora fiamme ad Aleppo: i ribelli bruciano i bus destinati all’evacuazione
Sono almeno 5 i pullman dati alle fiamme che avrebbero dovuto liberare parte della popolazione che vive nella zona ad Est della città siriana. Intanto, è atteso per il prossime ore il voto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla risoluzione che chiede l'accesso immediato degli osservatori internazionali per garantire gli aiuti umanitari.
MEDIO ORIENTE 18 DICEMBRE 2016  16:51 di Ida Artiaco

Non c'è pace per Aleppo. I ribelli antigovernativi siriani hanno attaccato e bruciato diversi pullman, almeno cinque, che per fortuna erano ancora vuoti e che avrebbero dovuto essere usati per l'evacuazione dei villaggi sciiti nella provincia di Idlib. Lo ha riferito la Bbc. Proprio l'evacuazione graduale di questi centri faceva parte dell'accordo per la liberazione della popolazione civile che vive nella parte orientale della città, ancora sotto il controllo delle forze d'opposizione. Le operazioni sono condotte sotto la supervisione della Croce rossa internazionale e la Mezzaluna rossa siriana, e sono riprese normalmente, anche se a rilento anche a causa degli ultimi scontri e dopo la momentanea sospensione dei giorni scorsi.

La tv di Stato siriana accusa "terroristi armati", termine usato per tutti i ribelli anti-Assad, mentre a loro volta i ribelli additano forze pro-governative. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, il gruppo Jabhat Fatah al-Sham — ovvero i qaedisti di Al Nusra — avrebbe tentato di impedire ai bus l’accesso ai due villaggi sciiti. La preoccupazione della comunità internazionale sulla situazione in cui continuano a vivere i residenti, tra cui molte donne, bambini e ammalati, cresce ora dopo ora. Sarebbero centinaia di migliaia le persone intrappolate nelle zone assediate di Aleppo. In mattinata erano stati assegnati alle famiglie i numeri degli autobus, alcuni dei quali sono stati però bruciati.

Intanto, è atteso per le prossime ore il verdetto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che voterà su una risoluzione che chiede l'accesso immediato e incondizionato a osservatori internazionali nelle zone assediate di Aleppo e in tutta la Siria al fine di garantire la distribuzione degli aiuti umanitari. La Francia ha avanzato una proposta nella quale si chiede al segretario generale Ban Ki Moon di ridispiegare questi soggetti già sul posto per "effettuare un controllo diretto e neutro e riferire in merito alle evacuazioni". La risoluzione sottolinea inoltre che l'evacuazione dei civili "deve essere volontaria e per destinazioni di loro scelta". L'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha detto che la Russia esaminerà la risoluzione, ma si è detto scettico sull'invio immediato di osservatori.


Fonti:

- Onu, sulla Siria la Russia pone il veto e rilancia con una contro proposta
Domenica, 18 Dicembre 2016 Il Giornale
(http://www.intopic.it/notizia/10951394/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

5) Migranti, naufragio nell’Egeo: almeno 5 morti, anche 4 bimbi
La tragedia al largo delle coste occidentali della Turchia, in slavo altre otto persone recuperate dai soccorsi
EUROPA 20 DICEMBRE 2016 - 12:39 di Antonio Palma

Nuova tragedia dell'immigrazione al largo delle coste occidentali della Turchia. Una piccola imbarcazione con circa una quindicina di persone a bordo, che probabilmente tentavano di raggiungere la Grecia, infatti è naufragata nelle scorse ore  nelle acque del Mare Egeo trascinando in fondo al mare almeno 5 persone. Ne danno notizia i media locali citando il governatore della città costiera di Ayvalik, Namik Kemal Nazli, dove i cadaveri sono stati portati dopo essere stai recuperati insieme ai superstiti dell'affondamento.

Tra le vittime purtroppo figurano anche quattro bambini, il restante cadavere recuperato dai soccorsi apparterrebbe invece ad una donna. Secondo le stesse fonti, i soccorsi giunti sul luogo del naufragio sarebbero riusciti a trarre in salvo altre otto persone che si trovavano sullo stesso natante, tra cui un bimbo di 3 anni, ora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale della zona. Non è escluso che le vittime, tutti cittadini afghani, appartenessero alla stessa famiglia che cercava di raggiungere come tante altri gruppi familiari le coste dell'isola greca di Lesbo.


6) Siria. Nessuno è in grado di dire quanti siano i morti. Mercoledì un’iniziativa in Fnsi
Africa del Nord e Medi oriente, Articoli, Esteri, 20 dicembre 2016 di: Riccardo Cristiano

Una settimana dopo la caduta di Aleppo est per mano delle milizie khomeiniste, dell’aviazione russa e di quel che resta dell’esercito siriano, l’Onu, come fu nel caso di Sarajevo, è rimasto fuori dalla storia, non riuscendo neanche a votare l’invio di osservatori e la garanzia di incolumità per chi decidesse di lasciare la città. Aleppo cosí appare da giorni in balia degli eventi e di plausibili razzie. Molti testimoni raccontano di atrocità indicibili, ipotizzando una gigantesca deportazione di massa, al fine di rimodellare la realtà demografica del Paese, probabilmente già in atto.

Il termine genocidio per la Siria ormai è usato frequentemente. Nessuno è in grado di dire quanti siano i morti. Davanti a questa tragedia epocale l’Europa è distratta, esitante.
La Fedierazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione dei Giornalisti Amici di padre Dall’Oglio e Articolo 21 ritengono proprio dovere impedire che tutto questo venga ridotto all’attesa di una sbandierata e mai effettuata “evacuazione” che, oltre a non esserci, costituirebbe, se imposta, la fine del diritto.

Mercoledì 21 dicembre  alle 16,30 alla Fnsi (Roma, Corso Vittorio Emanuele II n 349) ne parleremo con monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, la professoressa  Anna Foa e l’imam di Trieste Nader Akkad. Apre l’incontro Raffaele Lorusso, segretario Fnsi.

(http://www.articolo21.org/2016/12/siria-nessuno-e-in-grado-di-dire-quanti-siano-i-morti-mercoledi-uniniziativa-in-fnsi/).

7) Aleppo, l’allarme dell’Unicef: “4 mila bambini rischiano di morire, sono rimasti soli”

Ennesimo appello dell'associazione umanitaria nel giorno dell'#AleppoDay. Molti bambini sono orfani e hanno bisogno di cure mediche. All’Unicef fa eco Save The Children: "Centinaia di bimbi in condizioni di estrema vulnerabilità anche per il freddo ed il gelo".
MEDIO ORIENTE 22 DICEMBRE 2016 - 12:23 di Biagio Chiariello

Almeno 4 mila bambini sono intrappolati ad Aleppo Est e rischiano di morire nell’inferno della guerra che in questi giorni infuria nella città siriana. E' l'allarme lanciato dal portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini nel giorno dell'#AleppoDay. Sono in quel che resta della città, molti sono orfani e senza famiglia, hanno bisogno di aiuto immediato o rischiano la morte". Mentre l'evacuazione continua, "notizie non confermate riportano anche di bambini e civili morti sui bus a causa del sovraffollamento: un fatto orribile. Occorre vigilare perché certi fatti, se confermati, non si verifichino, sarebbe paradossale, disumano".  I bambini di Aleppo – prosegue il portavoce di Unicef Italia – hanno vissuto esperienze devastanti durante l'assedio ora sono esposti al trauma ulteriore della continua incertezza d'evacuazione o meno da Aleppo est ed hanno bisogno di assistenza medica immediata". "Bisogna fare in fretta – aggiunge Iacomini – perché ad Aleppo est sono finiti medicine, acqua e riscaldamento, case ed ospedali sono ridotti in macerie. E' una corsa contro il tempo. Molti dei bambini evacuati non sono vaccinati. Prima dell'assedio la copertura vaccinale era appena del 30%, copertura che ora è crollata ulteriormente fino alla fine dell'assedio”.

All’Unicef fa eco Save The Children, che evidenzia come tra le circa 26.000 persone arrivate nelle aree rurali di Aleppo e Idlib negli ultimi giorni, ci siano tantissimi bambini e neonati, “in condizioni di estrema vulnerabilità anche per il freddo ed il gelo, spesso malnutriti, dopo mesi sotto assedio senza cibo adeguato”. Secondo quanto accertato dagli operatori umanitari dell’associazione, in centinaia sarebbero i bambini rimasti soli, spesso separati dai genitori nella confusione che si crea dopo la discesa dai bus con i quali le popolazioni sono state evacuate da Aleppo est. "I loro volti e le loro mani sono completamente neri e ricoperti di polvere di carbone, visto che negli ultimi giorni hanno bruciato mobili e qualsiasi altra cosa pur di riscaldarsi in qualche modo", spiega Muslem Essa, un operatore umanitario impegnato con l'organizzazione locale Violet a Idlib. A peggiore il tutto c’è poi la tempesta di neve che si sta abbattendo sulla Siria. “Queste famiglie continuano a dormire in strada o in edifici bombardati, privi di cure mediche, cibo e carburante”, prosegue Save the Children che sta fornendo aiuti alimentari, sovvenzioni in denaro, coperte e kit di emergenza a migliaia di famiglie sfollate.


Fonti:
- “I media di tutto il mondo mentono sulla Siria”. Il video (pieno di bugie) diventa virale
Mercoledì, 21 Dicembre 2016 (Fanpage)
(http://www.intopic.it/notizia/10961669/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

- Siria, Onu approva creazione di gruppo lavoro su crimini di guerra
Giovedì, 22 Dicembre 2016 (Tgcom)
(http://www.intopic.it/notizia/10965157/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

- Quelle guerre dimenticate
Sabato, 24 Dicembre 2016 Gli occhi della guerra
(http://www.intopic.it/notizia/10972663/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

8) Il disperato appello degli orfani di Aleppo: “Fateci uscire da qui”
I bambini dell'orfanotrofio di Aleppo est hanno lanciato un drammatico grido d'aiuto al mondo. La piccola Yasmeen di soli dieci anni chiede a tutte le persone che hanno a cuore i diritti dei bambini di salvare lei e i suoi "fratelli" dai bombardamenti. Sono affamati e impauriti e l'unica cosa che vogliono è abbandonare la città al più presto.
MEDIO ORIENTE 15 DICEMBRE 2016  18:29 di Mirko Bellis

Con indosso un cappello di lana rossa, la piccola Yasmeen Qanouz, una bambina siriana di 10 anni ha lanciato un disperato appello al mondo intero. E’ rimasta intrappolata nell'inferno di Aleppo assieme ad altri 47 bambini nell'orfanotrofio Moumayazoun nella parte orientale della città.

Il video di un minuto è stato rilasciato dalla Syrian American Medical Society, un'organizzazione no profit negli Stati Uniti formata da centinaio di medici siriani e americani.

Nel filmato Yasmeen è circondata dagli altri bambini dell’orfanotrofio, alcuni poco più che neonati. Nel suo straziante grido d’aiuto rivolto “a tutte le persone che hanno a cuore i diritti dei bambini”, la piccola afferma di vivere nella struttura da due anni, da quando ha perso i genitori. Nonostante la sua giovane età, Yasmeen è cosciente del pericolo che sta vivendo e dice: “Questo potrebbe essere l'ultima volta che mi vedete o sentite la mia voce".

Nella stanza poco illuminata, gli altri bambini rimangono silenziosi e pallidi in volto ad ascoltare le parole della loro compagna. Sperano di riuscire ad abbandonare Aleppo e di poter alimentarsi ma hanno paura dei raid aerei e per questo non osano lasciare l’orfanotrofio. "Mi appello alle organizzazioni per i diritti umani e le organizzazioni per i diritti dei bambini in tutto il mondo: aiutateci ad uscire da Aleppo”. Il loro desiderio più grande è quello di vivere in pace “come qualsiasi altro bambino del mondo”.

In questo orfanotrofio sono rimasti solo dieci adulti ad occuparsi dei piccoli. Gli altri, secondo quanto ha affermato al Daily Mail, Muhammad Azraq, il direttore del centro, hanno deciso di abbandonare la struttura dopo l’intensificarsi dei bombardamenti. “I bambini mi hanno chiesto di fare il video e di inviare le loro parole per mostrare al mondo ciò che sta accadendo ad Aleppo”, ha dichiarato Azraq. La situazione dei piccoli è disperata. “Molti di loro soffrono malnutrizione – ha aggiunto il direttore –  e alcuni stanno letteralmente morendo di fame”. Il bambino più piccolo ha solo 10 mesi ed è stato estratto dalle macerie solo il mese scorso. Lui ce l’ha fatta ma tutta la sua famiglia è rimasta uccisa da un bombardamento. “Resterò a proteggere i bambini. Sono come i miei fratelli, i miei figli”, ha concluso Azraq.

Per questi bambini, come per gli altri civili dei quartieri appena riconquistati dall'esercito regolare siriano, l’evacuazione non sarà semplice. Questa mattina un convoglio è stato attaccato da una milizia sciita filo-Assad e il bilancio è di quattro persone uccise e altre quattro ferite. Gli autobus e le ambulanze dovranno portare, lungo un corridoio lungo 21 chilometri, 5.000 miliziani con i membri delle loro famiglie e tutti i civili che intendo abbandonare la città.

Da quando è iniziato la guerra civile in Siria, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono morti quasi 16.000 bambini.


Pazzesco l'uso di espressioni indicanti la fine della battaglia di Aleppo da parte di diversi media quando tutti sanno che è stata una strage cruenta, una pulizia etnica di persone inermi senza alcun sussidio a causa della distruzione di ospedali, affamati, disidratati, psicologicamente stressati, ai limiti della sopravvivenza e che tentavano di fuggire da bombardamenti continui ed uccisioni casuali: i militari entravano nelle case e uccidevano torturando, mentre altri civili inermi che tentavano di fuggire dal massacro che arrivava da ogni parte spesso erano uccisi, non importa se bambini, donne, anziani, feriti. Cadaveri umani di ogni età lungo la strada dove passava la gente che tentava di fuggire coi bambini e pochissimi bagagli, freddo, cecchini ancora pronti a far fuoco su tutto quello che vedevano muoversi… e questa la chiamano battaglia.

Le nazioni interessate lanciano rimandi tra loro sulle responsabilità, altre, forse le più interessate, tacciono, promettono soluzioni che sono subito sconfessate. Ambulanze e camion pieni di generi di base per sopravvivere fermi alla frontiera in attesa che qualcuno rilasci un via libera per soccorrere chi, ormai sempre meno, urla per il dolore fisico e psicologico.

Le statistiche cambiano di giorno in giorno e in base alla fonte da cui provengono. Certo che non è una soluzione anche il cessare il fuoco che dopo un giorno o due riprende e non si sa con quali intenti, ma facilmente intuibili. Si dice che chi avrebbe sopraffatto gli altri lascerà passare chi depone le armi, ma poi sarà veramente così? Se entrano nelle case e uccidono tutto quanto si muove come ci si può fidare? E le nazioni stanno a guardare, fanno grandi riunioni, ma le vittime che raggiungono qualche nazione ospitante parlano di ben altro e invocano aiuto per chi è ancora nei seminterrati, perché ormai non ci si fida più di nessuno. Tutti piangono qualcuno che non li ha abbandonati, ma è stato ucciso dopo tortura o altro; gridano le vittime che si sono salvate anche se portano i segni sul corpo della loro fuga e implorano pietà per chi è ancora là ad aspettare, aspetta non sa che cosa e pensa, extrema ratio, alla fuga che non conosce.

Ed intanto leggiamo che i bimbi sono usati come proiettili a lungo raggio, facendoli esplodere con il telecomando, uno, due o sei alla volta... Li fanno esplodere perché le bimbe non sono veramente sicure di quello che succede, né lo sapranno mai perché a un tratto le fanno esplodere e loro sono sventrate da quelle bombe perché qualcuno, non esposto, preme l'interruttore d'accensione dell'esplosivo. Bravi! Proprio bravi quei massacratori, vigliacchi fino alla fine, perché non si sa cosa promettono a quei bimbi che indubbiamente rimbambiscono, anche a causa della somministrazione di captadon, flakka o altro per togliergli il senso critico che ricorderebbe loro che hanno una vita da vivere, agendo così come automi per poi morire squartati dalle bombe che indossano.

Da ultimo assistiamo ad una perversa e ormai consueta sostituzione di nomi per confondere chi legge, nomi che non cambiano nulla, ma servono ad imbrogliare la gente che legge queste allucinanti modalità espressive inventate sempre più per confondere, da menti abituate a generare confusione. Adesso i migranti sono stati suddivisi in due classi: quelli che provengono da guerre e quelli che fuggono dalla miseria e da altre calamità provocate dall'uomo, che si chiamano “migranti economici”. Ci si chiederebbe il perché, ma è inutile tentare di penetrare nella mente di coloro che devono fare i giochetti ad uso e consumo dei politici. I migranti dalla guerre sono accolti secondo le leggi traballanti che ci sono ora, gli altri quelli “economici” possono essere ricacciati nei posti da dove provengono, non importa se al loro paese non c'è più nulla e se possono essere uccisi da pallottole vaganti: sono rimandati indietro dopo tutti gli sforzi ed i borseggiamenti che hanno subito. Anche se il loro numero non è più quello di partenza non ha importanza: i pensatori di questi imbrogli sono sempre i soliti e riempiono gli uffici governativi pronti solo a sostituire nomi e a rendere difficile ciò che dovrebbe essere espresso in maniera facile e comprensibile.

Alcune volte, se si riesce a leggere, si rinuncia a capirci, ma intanto quel guazzabuglio di nomi passa per legge o applicazione di normative, anche se la grammatica e la logica irripetibile nasconde una profonda parentopoli al servizio di chi vuole imbrogliare la gente spesso proveniente da studi accelerati grazie a modalità occulte, ma reali.


Perciò i migranti “economici” andrebbero avvisati di cosa si cela dopo il faticoso e pazzesco viaggio compiuto per trovare da vivere un pochino meglio, ammesso che lo sia. Aspettiamo altri cambiamenti, declamati come soluzioni attuali che sono pronte ad essere sostituite da altre di comodo da parte di chi comanda, mentre parecchi politici si alternano a presentare le soluzioni scritte da altri.

sabato 17 dicembre 2016

Continua la mattanza pianificata dei migranti in mare ed in terra/The Scheduled Slaughter of the Migrants in the Sea and on Land Continues


1) L'Eccidio programmato dei Migranti con i barconi sfasciati
Migranti, ancora naufragi nel Mediterraneo: 240 morti, tra cui donne incinte e bambini
4 NOVEMBRE 2016 11:30 di Claudia Torrisi

Questa mattina sono state soccorse 552 persone nel Canale di Sicilia. Sempre più tragico il bilancio del naufragio di mercoledì scorso: tra i dispersi ci sarebbero anche bambini e donne in gravidanza, denuncia l'Unicef, secondo cui tra i sopravvissuti c'è trentunenne liberiana che ha perso il figlio di due anni, la figlia di tredici e il fratello di ventuno.

Questa mattina soccorse 552 persone nel Canale di Sicilia. Sempre più tragico il bilancio del naufragio di mercoledì scorso: tra i dispersi ci sarebbero anche bambini e donne in gravidanza, denuncia l'Unicef, secondo cui tra i sopravvissuti c'è trentunenne liberiana che ha perso il figlio di due anni, la figlia di tredici e il fratello di ventuno.


Migranti, nuovo naufragio: 103 morti. Superstite: “Ci hanno tolto giubbotti salvataggio”
17 NOVEMBRE 2016 14:54 di Claudia Torrisi

Gli operatori di Msf a bordo della nave Argos - impegnata nei soccorsi nel Canale di Sicilia - hanno salvato e portato a bordo ventisette sopravvissuti al naufragio, e hanno recuperato i cadaveri di sette persone: "Questa tragedia è inaccettabile".

Ancora una tragedia del mare nel Canale di Sicilia, dove un'imbarcazione con a bordo circa centotrenta persone sarebbe affondata, causando un bilancio provvisorio di sette morti e novantasei dispersi. A dare la notizia è stata l'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere, impegnata nelle operazioni di soccorso. "I ventisette uomini ora su Argos erano su una barca con a bordo centotrenta persone. Loro sono gli unici sopravvissuti", si legge in un tweet dell'account ufficiale dell'organizzazione, che conclude dicendo che questa "tragedia è inaccettabile".

Gli operatori di Medici senza frontiere a bordo della nave Argos – impegnata nei soccorsi nel Canale di Sicilia – hanno salvato e portato a bordo ventisette sopravvissuti al naufragio, e hanno recuperato i cadaveri di sette persone. Sembra che insieme a loro sul gommone, però, ci fossero circa centotrenta persone. Il numero dei dispersi al momento, quindi, ammonta a novantasei.

La tragedia di oggi è solo l'ultima verificatasi negli ultimi giorni. All'inizio della settimana, infatti, oltre duecento persone hanno perso la propria vita in mare, cercando di raggiungere l'Europa: ci sono oltre centotrentacinque dispersi e quindici sopravvissuti nel naufragio avvenuto lunedì; mentre martedì sono state tratte in salvo ventitré persone dopo che un gommone si è capovolto al largo della Libia, con un bilancio di cento dispersi.

Non si fermano, dunque, le morti nel Mediterraneo, facendo del 2016 l'anno più nero. Ieri sono stati diffusi di dati del terzo Rapporto sulla protezione internazionale in Italia per il 2016, secondo cui da gennaio di quest'anno alla fine di ottobre i migranti morti nel tentativo di raggiungere l'Europa sono stati 4.899, 3.654 dei quali nel Mediterraneo.


Decapitazioni e fosse comuni, il colpo di coda del Califfato a Mosul
Sabato, 12 Novembre 2016 Il Secolo XIX
Le forze alleate avanzano, ma gli jihadisti terrorizzano i civili. L'Onu raccoglie 42mila testimonianze: storie spaventose

(Continua su: http://www.intopic.it/notizia/10807742/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha)

2) Aleppo, bombardato ospedale pediatrico. Un medico su FB: “Salvateci”
MEDIO ORIENTE 16 NOVEMBRE 2016 17:58 di Davide Falcioni

Il raid è stato condotto dall'aviazione siriana ed ha causato la morte di un autista di ambulanze e due piccoli pazienti.

Un ospedale pediatrico in un quartiere dell'est di Aleppo è stato bombardato questa mattina dai caccia dell'aviazione siriana, coadiuvati da quelli dell'esercito russo: un autista di ambulanza e almeno due pazienti, entrambi bambini, sono morti in seguito alla distruzione di alcune aree dell'edificio. Il raid è stato effettuato nell'ambito di una nuova campagna organizzata dal regime di Bashar al Assad contro i ribelli siriani che controllano alcune aree della città.

Il dottor Hatem, direttore della struttura sanitaria, ha raccontato in un post sulla sua pagina Facebook: "È stata una giornata orribile per l'ospedale pediatrico. Io, il mio staff e tutti i pazienti siamo seduti in una stanza nel piano interrato nel tentativo di proteggerci dalle bombe. Vorremmo lasciare questo luogo ma non possiamo a causa degli aerei che sorvolano la zona". L'ospedale colpito visitava circa 4mila persone ogni mese ed è uno dei sei centri medici bombardati dall'aviazione di Assad nelle ultime 48 ore. Oltre ad Aleppo i cacciabombardieri hanno preso di mira anche diverse aree di Idlib, provincia nord occidentale della Siria controllata da un'alleanza di ribelli e jihadisti.

Dopo una tregua durata alcune settimane il regime di Assad ha ripreso ieri con intensità i raid sui quartieri controllati dai ribelli ad Aleppo: contemporaneamente Mosca ha annunciato una nuova offensiva ufficialmente contro i jihadisti a Idlib e Homs (centro). Le incursioni russe sono state condotte dalla portaerei Admiral Kuznetsov, attraccata da una settimana al largo della costa siriana allo scopo di rafforzare la presenza militare russa. Dal canto suo Washington ha condannato i raid russi giudicandoli imperdonabili, anche se l'arrivo alla Casa Bianca di Trump potrebbe mutare sostanzialmente i rapporti con il Cremlino e dare il via a una nuova stagione di collaborazione.


3) Bambini estratti vivi dalle macerie dei bombardamenti

Sono storie che andrebbero ricordate sui libri di scuola, ma saranno al massimo ricordate dalle scuole locali e forse solo negli archivi dei quotidiani che le riportano Tuttavia, sono successe veramente e tragicamente, anche se con un lieto fine, a differenza di altri casi con bambini estratti morti pieni di ferite o di quegli altri (di cui si è già parlato) in cui sentivano le urla venire da sotto le macerie dalle quali non si potevano estrarre.

Non si intende presentare queste come storie strappalacrime, ma come storie che urlano contro l'ingiustizia e condannano apertamente tutte quelle nazioni che partecipano ai bombardamenti anche chimici sulle città come Aleppo, Mossul e altre delle nazioni vicine che hanno lo stesso trattamento.

È veramente orribile vedere un corpicino che piange, urla o non dice nulla venire liberato dalle macerie che lo immobilizzano e venire estratto poco alla volta da mani di volontari che cercano di ridurre quel martirio mentre chi lo ha bombardato e fatto finire sotto le macerie se ne va tranquillo col suo aereo di qualsiasi nazione, tranquillo e del tutto incurante circa quello che ha fatto con un rapporto del bombardamento fatto o del cannoneggiamento: al massimo conteranno le bombe lanciate, poi dopo qualche comunicato daranno cifre più o meno attendibili di madri uccise, di famiglie decimate e via così. Ma se qualcuno osserva bene il bimbo che viene estratto capisce alla svelta l'enormità del crimine commesso: non si può non vedere oltre al corpo martoriato gli occhi di quel bambino che parlano, che chiedono aiuto o che sono immobili, storditi ad aspettare le mani miracolose che lo estraggono. Il bambino ha un viso senza emozione o che è talmente atterrito che è fisso, quasi inebetito, anche se gli danno da bere e le mani caritatevoli fanno alla svelta, più che possono ad aiutare rincuorando quel bambino tra parole e pianti che ormai sono solo interiori… Tanti casi hanno visto e quanti morti hanno già estratto: li sogneranno di notte e non saranno più i medesimi perché questi salvataggi più o meno riusciti non si dimenticano, ma nel sonno riaffiorano alla mente con tutto il loro dolore e la loro rabbia. Penseranno senz'altro ai loro bambini in una casa più sicura, bimbi che non hanno vissuto se non una vita affettuosa o perlomeno più decente, ma quegli occhi i volontari non li dimenticano.

Provate a parlare con volontari con quelle esperienze e vedrete le lacrime più o meno trattenute di un’umanità che non ha avuto alcuna riserva a buttarsi in quell’avventura che per parecchi è stata senza ritorno, seppelliti e squartati dalle bombe che cadevano indistintamente anche su di loro, annullando la loro famiglia che ora li piangerà per sempre, anche se gli appiccicheranno una medaglia discutibile perché data senza provvedere o stimolare la fine di queste esperienze sfascia famiglie con degli scioperi o provvedimenti atti a far mettere fine a queste vergogne e a questi crimini contro l'umanità.

Ringraziamo ancora tutti quei volontari, di cui non si conoscono i nomi, ma che ci sono ed agiscono in favore delle vittime. Grazie! Vi ricordiamo sinceramente e vi raccomandiamo anche a Qualcuno (Dio) che metta fine a questo macello criminale e che dia la paga giusta a chi provoca queste morti inutili il cui fine è legato soprattutto al soldo delle armi e agli eventuali interessi locali di appropriazione di terre che possiedono particolari sostanze o minerali.

Giustizia per questi innocenti e che siano protetti dal maligno e dai suoi sgherri tra gli uomini, traditori della razza umana e che non giocano se non a distruggere in ogni modo, fisicamente e psicologicamente.

A questi bimbi aggiungiamo anche quelli spiaggiati o annegati, che giacciono in fondo al mare, sfuggiti dalle mani dei loro genitori quando i barconi affondavano, o finiti disidratati sotto la sabbia dei deserti che attraversavano, o uccisi dagli assassini che chiamano scafisti o trafficanti di uomini: gente spesso piena di flakka o altra droga, che compie ogni atrocità nei confronti di coloro che cercano una via, alquanto brutta e pericolosa, pur di salvare la propria famiglia, se possibile con quei barconi che spesso affondano perché impropri, ma redditizi per il solito denaro che gronda sangue innocente senza alcuna punizione severa ed appropriata. Il motivo della mancata punizione è che non si contano i morti che possano annegare e quindi lo scafista subisce solo una determinata pena, non proporzionata ai morti e alle famiglie distrutte, famiglie che piangeranno minori senza famiglia e che magari vengono imbarcati da qualche parente o anche soli (adesso li chiamati “minori non accompagnati”) e non riusciranno, spesso, a non sopravvivere se non miseramente.

- Siria, bambino estratto vivo dalle macerie dopo i bombardamenti ad Aleppo (http://youmedia.fanpage.it/video/aa/V7XB1-SwWqe_86N9)
pubblicato il 18 agosto 2016 alle ore 16:19

- Siria, neonato estratto vivo dalle macerie ad Aleppo (VIDEO) – Fanpage
In un video diffuso online un bambino viene tirato fuori vivo dalle macerie di un bombardamento ad Aleppo dopo circa sedici ore.
13 LUGLIO 2014 - 14:01 di Antonio Palma

Un bimbo di appena due mesi è stato estratto vivo dalle macerie della sua abitazione distrutta dalle bombe in Siria dopo esservi rimasto sepolto per circa sedici ore. La buona notizia, che arriva dal Paese martoriato da mesi di guerra civile, morti e distruzioni, è testimoniata da un video pubblicato online dall'emittente araba al-Arabiya la cui autenticità però non è verificabile. Le immagini, che sono state riprese da molti network internazionali, mostrano un uomo che scava a mani nude tra le macerie di un'abitazione, poi si comincia a sentire il pianto del piccolo intrappolato ed infine si vede la sua liberazione tra le grida di giubilo dei presenti. Il piccolo, che secondo alcune fonti locali era intrappolato da 16 ore sotto le macerie, viene tirato fuori da uno dei soccorritori che riesce ad infilare la mano in una minuscola fessura e a salvarlo da quella che poteva sembrare una morte certa. Nel video si vede il bambino estratto che è completamente coperto di polvere e che piange a dirotto, mentre intorno si sentono delle urla di gioia dei soccorritori e qualcuno che parla di miracolo.


- Aleppo, sotto le macerie c'è un bambino: il salvataggio disperato
pubblicato il 24 settembre 2016 alle ore 13:34
Finita la tregua, sono ricominciati i bombardamenti sulla città di Aleppo; il bilancio è terribile: circa 80 i morti, tra i quali molti bambini. La protezione civile siriana però non si è arresa alla disperazione e pattugliando la zona ha estratto vivo dalle macerie della sua casa un bambino di circa 5 anni.

(http://youmedia.fanpage.it/video/aa/V-Zj6eSwakqx2iJs).

Tre o più fatti umanitari che arrivano dai luoghi dove c'è guerra a oltranza ci incoraggiano e incoraggiano anche i volontari sul posto di salvataggio: tre, se non più, bambini sono stati estratti vivi dalle macerie; giù in mezzo alle macerie c'è gente che lavora sodo, magari anche piangendo, ma felici di essere utili. Non piangono solo al sentire le grida dei bambini sepolti dalle macerie che non riescono a raggiungere, ma anche per quei piccoli che riescono a salvare… Benedette lacrime di gioia in mezzo a tanto dolore e rabbia! Qualche ricordo buono c'è e vi spingerà ad andare avanti, incuranti di quello che può succedere; molti di noi che possono solo leggere e darvi aiuto finanziario vi seguono e qualche lacrima di gioia spunta anche a noi sperando che anche quei politici testardi che vogliono costruire muri o fare pulizie etniche cerchino di capire che l'umanità si sforza di andare avanti nonostante i loro sgambetti. Un’umanità che aumenta sempre più, specie coi giovani, che ogni volta che qualche disastro meteorologico o umano si abbatte su determinate zone, corrono a “dare una mano”: li hanno chiamati “angeli del fango”, “angeli della’acqua” e altro. Giovani che lasciano quello che stanno facendo, magari anche i propri studi per il futuro, per aiutare chi si ferma in preda al panico per quello che succede, dimenticando i loro interessi. Bravi! E grazie! Che quel Qualcuno che vede tutto vi sappia ricompensare.

4) Bombe su Aleppo: è di nuovo strage di bambini in Siria

Qualche giorno fa le bombe a grappolo su un campo di calcio e la morte di decine di bambini, ieri una strage vicino Damasco e oggi l’ennesimo raid di un cacciabombardiere dell’esercito della Siria di Assad.
29 NOVEMBRE 2012 - 17:10 di Susanna Picone

Ci sarebbero almeno cinque bambini e due donne tra i quindici civili morti oggi in Siria, quando un cacciabombardiere dell’esercito di Assad ha colpito la zona ovest della città di Aleppo. Questo è quanto riportato direttamente da Rami Abdel Rahman, il direttore dell’Osservatorio siriano dei diritti umani, che racconta l’ennesima strage di civili – e di bambini – compiuta solo qualche giorno dopo quella in un campo di gioco nei pressi della capitale Damasco. L’aereo di Assad – denuncia la ong – ha sganciato due bombe sul quartiere di Al Ansari e così sono caduti due edifici: le vittime sono almeno 15, altre venti persone sono rimaste ferite e alcune in maniera molto grave. Solo ieri, invece, vi è stata un’altra strage vicino Damasco dovuta a diversi “attentati terroristici”. Gli attivisti dell’opposizione, come spesso succede, hanno anche messo in rete, in relazione alla strage di Aleppo, alcuni video nei quali mostrano i corpi senza vita dei bambini, le macerie e i danni provocati nella zona del raid.

Scontri anche a Damasco – E non solo ad Aleppo, dove nelle ultime ore i ribelli hanno rivendicato di aver preso il controllo di una base dell’aviazione militare siriana, si registrano anche oggi scontri e vittime. Secondo quanto scrive l’agenzia Reuters ci sono stati altri scontri tra i ribelli siriani e l’esercito fedele al presidente Assad alle porte della capitale Damasco ed è stata chiusa la strada principale di accesso all’aeroporto. La compagnia aerea Emirates, da quanto si apprende, ha anche sospeso “fino a nuove comunicazioni” i voli per la capitale della Siria. Ci sono stati dei bombardamenti su Kafr Souseh e Daraya, due zone vicine al centro dove i ribelli – l’hanno riferito attivisti dell’opposizione – hanno attaccato unità dell’esercito. Diverse anche le difficoltà nelle comunicazioni, con le connessioni a Internet fuori uso e le linee telefoniche che funzionano a singhiozzo.


5) Bombardato l’ultimo ospedale ad Aleppo. L’umanità è morta in Siria
(20 novembre 2016 di: Antonella Napoli)

Dopo l’ennesimo fallimento su una proposta di mediazione portata a Damasco, l’inviato dell’Onu in Siria, Staffan De Mistura, ha affermato che “il tempo per Aleppo Est sta per scadere”. Le parole del diplomatico delle Nazioni unite non sono solo un monito, ma qualcosa di più. Aleppo Est non esiste più. Gia ora.

L’umanità è morta con le decime di bambini uccisi nelle ultime 24 ore, compresi i neonati nell’ospedale pediatrico, l’unico ancora operativo nella zona della città distrutta dai raid aerei, lasciando 250.000 residenti completamente senza assistenza sanitaria.

In precedenza altre quattro strutture erano state colpite e costrette a chiudere. L’Omar Bin Abdul Aziz Hospital è stato bombardato poco dopo le 8:30 di ieri e non per errore ma come obiettivo dei jet russi e siriani che hanno preso di mira in maniera sistematica i civili e non solo i ribelli.

Testimoni raccontano di “bombardamenti intensificati” negli ultimi giorni.

David Nott, chirurgo di Msf con decenni di esperienza di lavoro in zone di guerra, racconta che da quando è impegnato a supportare i medici di Aleppo ha “visto cose che in tanti anni non erano mai state così orribili”.

Immagini di pazienti, tanti, troppi bambini, con lesioni terribili, di persone abbandonate sul pavimento in un pronto soccorso, di morti mescolati ai vivi.

Uno scenario da apocalisse, la fine di una città dilaniata dalle bombe. Senza più speranze. E la comunità internazionale le ha voltato le spalle.

I siriani di Aleppo sono condannati. Nessuno si preoccupa di loro.

“Siamo solo arabi sunniti che vivono in un inferno di cui nessuno vuol più sentir parlare” dice Farida, giovane infermiera scampata all’ultimo raid.

“Se avessimo tra noi un francese il mondo intero si mobiliterebbe per lui. E invece siamo ignorati. I feriti stanno morendo. Oggi ho visto un paziente con lo stomaco aperto in sala operatoria abbandonato a se stesso, donne che avevano appena dato alla luce i loro bambini lasciare la sala parto ancora sanguinanti, neonati morti asfissiati nelle incubatrici rovesciate dalla deflagrazione delle bombe”.

Sono almeno 250 le persone rimaste uccise ad Aleppo da martedì scorso, 55 civili, inclusi 8 bambini denuncia l’Osservatorio nazionale siriano, solo ieri.

Damasco, tramite l’agenzia ufficiale Sana, accusa invece i ribelli di aver colpito con un mortaio la scuola al Furqan nella zona occidentale sotto il controllo dei governativi. Sette gli scolari uccisi, morta anche una maestra.

Aleppo, seconda città della Siria, dal 2012 è spaccata in due: la zona ovest controllata dal regime del presidente Bashar al Assad e i quartieri ad Est in mano ai ribelli.

Nelle ultime settimane l’esercito di Assad, supportato dai russi, ha riconquistato gran parte del territorio, massacrando senza remore la popolazione civile che si frappone fra loro e la supremazia assoluta sull’opposizione armata.

In questa ennesima giornata di dolore l’unico segnale di vicinanza alla Siria è arrivato, come già in passato, dalla Santa Sede. Papa Francesco, a chiusura del Giubileo ha indicato monsignor Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco, quale primo cardinale nominato per l’occasione in Vaticano.

“L’annuncio della nomina – ha detto Zenari – è un messaggio di speranza. I patriarchi, i vescovi, la gente, sono entusiasti perché ora la Siria è l’unico Paese che ha un Nunzio cardinale, quindi non siamo dimenticati. Sappiamo che il Papa ci menziona sempre. È stato un bel gesto”.

Il neo cardinale è nel Paese da otto anni. Ha vissuto il conflitto dall’inizio, giorno dopo giorno. Lo ha visto evolversi continuamente, in modo sempre peggiore. Ma non ha mai perso “la fede in una possibile soluzione”.

La speranza di monsignor Zenari, che una svolta possa prima o poi arrivare, è riposta nella convinzione che l’uomo, essendo dotato di coscienza e intelligenza, a un certo punto faccia prevalere la propria natura umana e “convincersi che non si possa andare avanti in questa maniera”.

Ma guardando al bollettino di guerra delle ultime 24 ore è difficile credere che ad Aleppo sia rimasto un solo, minimo, barlume di umanità.

(http://www.articolo21.org/2016/11/aleppo-bombardato-lultimo-ospedale-lumanita-e-morta/).

Ospedali di Aleppo e altri centri, ma una tattica per schiacciare chi non vuole il dittatore o qualche suo sosia che ogni tanto di presenta in mezzo alla gente come se nulla stesse succedendo. Si legge con rabbia quanti bambini muoiono al giorno, se non per i bombardamenti e le conseguenze psicologiche, anche per fame, disidratazione, malattie non curate dalla semplice aspirina che non c'è più o costa troppo per chi non ha nulla.

Possibile che i capi delle varie nazioni non vadano laggiù a vedere cosa succede oppure pestino veramente i pugni sul tavolo e gridino o parlino veramente ogni giorno di quello che succede in Siria, mentre qua e là si distribuiscono medaglie ed onorificenze varie al posto di aiutare a far passare i rifornimenti attraverso i famosi corridoi umanitari diventati anch'essi regno dei cecchini ed impraticabili per i civili e bambini che fuggono?

Dimenticavo che il 20 novembre si è celebrata la giornata mondiale dei diritti dei bambini e queste dimostrazioni di inumanità sono il chiaro messaggio che mandano le varie nazioni, quelle che bombardano e poi incolpano gli altri, colpevoli anche loro di distruggere tutti gli abitanti possibili.

Una scuola elementare nel quartiere Al Furqan di Aleppo è stata cannoneggiata uccidendo bambini e una maestra, ma tanto uccidere per uccidere anche le scuole elementari vanno bene.

Inoltre solo in Nigeria sono stati uccisi 150 attivisti, cioè volontari che erano sul posto ad aiutare la gente, uccisi dai terroristi che imperversano ancora nella regione e che colpiranno ancora, perché non sono mai sazi delle atrocità che hanno commesso e sono pieni di flakka, o similari, compiono le più orribili torture con morte finale di fronte ai familiari che assistono impotenti a salvare i loro familiari. Come cresceranno, nel futuro, ammesso che ci arrivino, quei bimbi che sono vedono i propri cari colpiti da tali atrocità? Li sogneranno ogni notte, avranno paure impreviste a ogni rumore sospetto, coveranno rabbia contro ogni minima ingiustizia contro di loro… Ecco come la criminalità agisce sull’infanzia o preadolescenza; anche se per fortuna potranno discutere il loro caso con psicologi preparati i ricordi resteranno sempre iscritti nei centri della memoria emozionale e non si sa come.

E così continueranno, nonostante i messaggi inviati a tutto il mondo, che ha i suoi grattacapi uguali in altre zone, ad assassinare in ogni maniera, non risparmiando i bombardamenti chimici (vietati): se ne fregano altamente oppure si incolpano a vicenda e così lasciano l'incertezza del fuoco amico chimico.

E i medici sul campo continuano a morire, non importa di che nazione… essi sono lì ad assistere coi loro operatori sanitari eppure anche loro sono colpiti indiscriminatamente da bombe e schegge da qualsiasi parte arrivano. Ringraziomoli tutti questi medici e questo personale medico, che sanno del pericolo in cui incorrono, ma sono comunque là a curare e a svolgere il compito che si sono prefissi nella vita: curare gli ammalati o feriti dovunque essi siano. Grazie e bravi per quello che fate aldilà di ogni bandiera.

Anche questo messaggio, scritto in italiano, se non cade nel vuoto, è letto da poche persone: spero che almeno chi lo legge fino in fondo partecipi nell’urlare contro tale mattanza, contro tale macello, e nel denunciare, in qualsiasi modo, la delinquenza di chi uccide così brutalmente non solo in Siria, ma anche in Africa, in Birmania e in tutte quelle nazioni che subiscono violenze da nazioni che non vogliono migranti e si sentono invase da disperati alla ricerca di una vita per loro e i loro figli, anche se talvolta lo fanno in modo improprio. Imploriamo da Chi può, cioè da Dio, che fermi quelle mani lorde di sangue.

6) Mark, il bimbo eroe che a 3 anni ha salvato il papà con due yogurt
Il bambino inglese ha salvato il genitore dal coma diabetico, anche se ma nessuno gli aveva mai spiegato come intervenire in questi casi.
EUROPA 23 NOVEMBRE 2016 10:10 di A. P.

Nonostante la sua tenera età, sa benissimo quale sia la malattia del padre, per questo quando il genitore è svenuto in casa, rischiando di andare in coma, lui è subito intervenuto salvandogli la vita. È la storia del piccolo Mark Jones, un bambino inglese di tre anni ora considerato un vero e proprio eroe dai familiari per il suo gesto tempestivo. Il padre, il 34enne Mark Jones che soffre di diabete di tipo uno e fa l'insulina quattro volte al giorno, infatti improvvisamente ha accusato un attacco di ipoglicemia cioè un rapido abbassamento del livello di zucchero nel sangue al di sotto dei valori normali che può portare anche al coma.

Nell'abitazione di famiglia a Droylsden, nella contea della Greater Manchester, in Inghilterra, non c'era nessun altro al momento del fatto, quindi è toccato al piccolo Mark intervenire. Il bambino ha capito subito cosa stesse accadendo, è andato in cucina e ha preso dal frigo due yogurt alimentando a forza il papà fino a farlo riprendere. "Sono molto fiera del mio bambino perché è riuscito a salvare il suo papà" ha dichiarato la madre ai giornali britannici, spiegando che il piccolo sapeva del padre e aveva visto lei intervenire in altre occasioni ma nessuno gli aveva mai spiegato nel dettaglio come intervenire in casi come questo.


Questo articolo è stato inserito per non farsi troppo attanagliare dalla continua violenza che ogni giorno ci arriva dai media, anche se non nazionali perché molti episodi vengono tralasciati per non creare troppa paura o rabbia nella popolazione. Il piccolo Mark ha tre anni, è un bambino, ma quando vede suo papà star male, non va avanti a giocare, ma nel suo cervello scatta il segnale rosso di allarme: il papà sta male. L'ha visto altre volte così e lo riconosce adesso, non si lascia prendere da paura o altro, corre a prendere lo yogurt come faceva la mamma quando il papà stava male e lo porta al papà e così una seconda volta finché vede che il papà stare bene. Un esempio che ci viene dai soliti bambini molto attenti alle emozioni e ai propri familiari anche se questi molte volte li trascurano: loro sentono che devono fare qualcosa e lo fanno.

Grazie bambini dell'ennesima lezione di umanità che date agli adulti! Grazie e continuate così. Forse il mondo migliorerà proprio per voi che ancora non conoscete la grettezza degli adulti e vi lasciate guidare dalla vostra innocenza.

7) Siria: MSF, allarme per il terribile aumento delle vittime civili nelle regioni di Damasco e Homs
28 novembre 2016

L’intensa ripresa del conflitto nelle zone assediate vicino Damasco e Homs, dalla seconda metà di novembre, sta portando a un significativo aumento delle vittime di massa. Venerdì scorso, numerosi attacchi aerei hanno colpito Ghouta Est e i medici della zona riferiscono di molte vittime, compresi donne e bambini. Ma il bilancio non è definitivo. Il fatto poi che siano state colpite scuole e zone residenziali, suggerisce che almeno parte di questi attacchi abbiano indiscriminatamente preso di mira aree civili.

Dal 17 novembre le strutture supportate da MSF a Ghouta Est (una zona di città assediata vicino Damasco) e Al Waer (un quartiere sotto assedio vicino Homs) hanno riferito numeri veramente alti di feriti e morti. Gli ospedali nella zona di Ghouta Est hanno riportato 261 feriti e 30 decessi, mentre l’ospedale di Al Waer ha riportato 100 feriti e 13 decessi in un solo giorno di intensi bombardamenti. Mentre per Al Waer non abbiamo ancora un’analisi dei dati sull’età e il genere, a Ghouta Est il 43% dei feriti e il 60% dei morti sono donne e bambini al di sotto dei 15 anni.

Sempre a Ghouta Est, nei giorni scorsi un paramedico è rimasto gravemente ferito durante un bombardamento aereo, un tecnico anestesista è stato ferito da un cecchino a Zabadani, tre ambulanze sono state colpite e distrutte, e un ospedale da noi supportato è stato danneggiato dallo scoppio di una bomba su un palazzo vicino, rendendo inagibile il reparto di terapia intensiva proprio nel momento in cui i pazienti ne hanno un disperato bisogno.
“Mentre continuiamo a puntare i riflettori sulla catastrofica situazione ad Aleppo Est, non possiamo dimenticare quanto il conflitto sia intenso anche in altre zone del paese” dichiara la dott.ssa Anja Wolz, direttrice dei programmi di supporto medico di MSF in Siria. “La scorsa settimana, due scuole di Ghouta Est sono state colpite in un attacco aereo mentre gli studenti stavano uscendo a fine giornata. Tutti i feriti, tranne uno, erano donne e bambini. Sedici di loro sono stati curati in una struttura supportata da MSF e altri sono stati portati in ambulanza in altre strutture della zona. Una decina di giorni fa, un’équipe di soccorso stava cercando di estrarre alcune vittime dalle macerie di un bombardamento ad Al Waer quando è stata attaccata da colpi di mortaio, con il risultato che nove dei soccorritori sono stati feriti e hanno avuto bisogno loro stessi di cure”.

L’equipe medica supportata da MSF ha riportato che molti residenti in queste zone si sono radunati nei seminterrati per paura dei bombardamenti regolari che colpiscono le aree residenziali. Le ambulanze sono dislocate in zone diverse invece di essere parcheggiate nei depositi centralizzati per le risposte d’emergenza per paura che possano essere tutte distrutte in un unico attacco. Inoltre alcuni ospedali hanno dovuto sospendere le regolari attività mediche dato che tutte le équipe sono impegnate nel pronto soccorso e nel reparto di chirurgia.

“Ancora una volta proviamo orrore di fronte al numero di donne e bambini tra i feriti e i morti che arrivano nelle strutture mediche supportate da MSF” prosegue Wolz. “Dovremmo tutti preoccuparci davvero della sorte dei civili intrappolati in queste aree di intenso conflitto. Se i bombardamenti e gli scontri non cesseranno, le parti in conflitto dovranno come minimo fare estremamente attenzione a evitare di colpire le équipe mediche e le ambulanze che svolgono le loro attività salva-vita”.

Alcune strutture sanitarie stanno inoltre esaurendo le forniture. Abbiamo ricevuto e risposto a tre richieste di emergenza per flebo, antibiotici e analgesici. Inoltre, in questo momento stiamo lavorando per rispondere ad altre 19 richieste di rifornimento da parte dele strutture di Ghouta Est.

MSF gestisce 6 ospedali in tutta la Siria del nord, supporta più di 70 centri di salute e ospedali in tutto il paese e fornisce donazioni mediche d’emergenza ad hoc a una rete di circa 80 ulteriori strutture mediche. Nelle strutture supportate non sono presenti équipe di MSF.

(http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/siria-msf-allarme-il-terribile-aumento-delle-vittime-civili-nelle-regioni-di-damasco-e).

- Le vendono Usa e Germania, muoiono i siriani: ecco le armi di Frontex contro i migranti
Martedì, 29 Novembre 2016 Linkiesta

Fucili d'assalto americani, pistole mitragliatrici tedesche, tecniche usate dai contractors britannici in Somalia contro i pirati. Ecco le armi di Frontex e Guarida Costiera greca usate nel mar Egeo contro migranti e trafficanti di uomini

(Continua su: http://www.intopic.it/notizia/10877002/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

- Somalia: posticipate presidenziali, ma il Paese muore di sete
Martedì, 29 Novembre 2016 Radiovaticana
(Continua su: http://www.intopic.it/notizia/10877041/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

8) Siria: Il medico di Aleppo, vi racconto il sangue lavato via ogni giorno
Martedì, 29 Novembre 2016 Apocalisse Laica

Roma – Mentre la battaglia per la conquista di Aleppo est è entrata nella sua fase finale, anche i quartieri occidentali della città martire della Siria piangono i loro morti. Nella zona ovest, saldamente sotto il controllo dell’esercito governativo di Bashar Al Assad, i razzi provenienti dalle aree ancora in mano ai ribelli continuano a piovere quotidianamente. E le vittime anche in questo caso sono civili indifesi e incolpevoli. Emile Katti è un chirurgo ortopedico, direttore dell’ospedale Al-Rajaa di Aleppo ovest. L’Agi lo incontra a margine di un convegno dal titolo evocativo e dolente, ‘La vulnerabilità dell’umano: la sfida delle popolazioni fragili alla sanità pubblica’ organizzato dal Campus Bio-medico di Roma.
Corpi straziati, bimbi mutilati: l’orrore quotidiano lavato via dai camion dei rifiuti
In arabo Al-Rajaa significa ‘speranza’, termine che Katti utilizza molte volte mentre mostra alla platea, in un contrasto voluto e straniante, immagini di corpi straziati dalle bombe, di macerie, di bambini mutilati, di strade insanguinate che con regolarità quotidiana i camion della raccolta rifiuti lavano via con potenti getti d’acqua. Testimone diretto dell’altra Aleppo, Katti dirige una struttura con 65 posti letto, uno dei più grandi ospedali della città, di proprietà della Custodia di Terra Santa. Spiega che le strutture pubbliche ad Aleppo Ovest sono tre, mentre quelle private sono una quarantina, ma solo 5 hanno più di 50 posti letto. E tutte sono continuamente in emergenza.

Il tweet disperato di Bana, “tra la vita e la morte”

L’ospedale ‘Speranza’ e il suo team multireligoso e multi-etnico
Il personale medico e paramedico dell’ospedale ‘Speranza’ è lo specchio della Siria multiculturale e interreligiosa di un tempo. I dottori, gli anestesisti, i chirurghi, gli infermieri, appartengono a tutte le confessioni religiose e a tutte le etnie presenti nel paese, curdi e armeni, cristiani cattolici, cristiani maroniti, musulmani sciiti, sunniti o alawiti. “Queste sono le nostre pietre morte”, dice Katti mentre sullo schermo passano in sequenza foto della cattedrale siro-cattolico devastata, della chiesa armena bombardata, della cattedrale maronita sventrata dai razzi.

“Le nostre pietre vive”
“Queste invece sono le nostre pietre vive”, aggiunge con finto cinismo, e le immagini mostrano ferite orrende, carni spappolate, uomini e bambini colpiti da schegge. “Comprendo che adesso l’attenzione del mondo sia sui quartieri est della città – dice Katti – ma se Aleppo Est è l’inferno, da noi la situazione è altrettanto drammatica. Ogni giorno siamo terrorizzati dalle bombe e dai razzi sparati dall’altra parte della città. La situazione di insicurezza è costante, le vittime decine, i feriti centinaia”. L’Osservatorio siriano per i diritti umani, circa due settimane fa, ha dato notizia di 75 civili uccisi, tra cui 25 bambini, nei quartieri occidentali di Aleppo a causa degli attacchi sferrati dai ribelli.

(Continua su: su http://www.agi.it/estero/2016/11/28/news/siria_il_medico_di_aleppo_vi_racconto_il_sangue_lavato_via_ogni_giorno-1282257/ del 29/11/2016 riportato da http://www.intopic.it/notizia/10877406/r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha/).

La relazione è molto più lunga, ma si è preferito ridurla e dare più risalto ai soccorritori che sono presenti in loco, che sono di più etnie e religioni e che lavorano tutti insieme a salvare vite o curare feriti incuranti della loro vita a beneficio dei soggetti che sono colpiti dalle bombe, dai razzi, e dal fuoco amico.

Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
- Siria: ong, 14 civili morti in raid aereo su provincia Idlib (http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/siria-ong14-civili-morti-in-raid-aereo-su-provincia-idlib/news-dettaglio/4674008 - 4 dicembre 2016.
- Siria, ong denuncia: più di 6mila morti in due anni di raid (http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2016/09/23/siria-morti-raid.html | Sky TG24 del 23 settembre 2016).
- “Morirò, signorina?” la straziante domanda di un bimbo siriano dopo attacco con gas.
Il video diffuso dall'associazione Syria Charity girato nell'ospedale pediatrico di Aleppo, poche ore prima che venisse bombardato.
(continua su: http://www.fanpage.it/morirò-signorina-la-straziante-domanda-di-un-bimbo-siriano-dopo-attacco-con-gas/ - http://www.fanpage.it/ del 22 novembre 2016).
- Siria: si stringe il cerchio attorno ad Aleppo est. Mosca e Pechino contro cessate-il-fuoco (http://www.intopic.it/notizia/10906088/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha del 6 dicembre 2016).

Non si sa più a cosa dare risalto per far presente a tutti cosa succede in Siria, in Irak e nel Mar Mediterraneo. Dovunque morti sparati o annegati o morti per mancanza di viveri.

Le nazioni abbozzano programmi che non sono quasi mai sufficienti a dare sussistenza fisica ai pochi che restano in città come Aleppo (hanno detto voci autorevoli che “Aleppo è andata”, cioè è finita, non rimarrà più nessuno) e Mosul (Irak) dove esplosioni kamikaze, mine, cecchini e bombe dall'alto fanno in continuazione vittime tra tutti, inclusi i soliti bambini che crescono con il rombo degli aerei e con gli spari di giorno e di notte nelle orecchie… Povera generazione di traumatizzati e di infelici. C'è da dire che muoiono anche molti volontari e medici, che operano in strada, perché gli ospedali sono distrutti.

Cosa vogliamo di più? Non è un’ennesima pulizia etnica, un annientamento umano quello a cui assistiamo, purtroppo impotenti a prestare soccorso valido? Anche i corridoi umanitari non sono poi tanto umani, perché li chiudono e li riaprono a piacere, e intanto i bombardamenti sono a tutto gas, i barconi naufragano e nessuno impedisce agli stessi di partire.

Ci sono anche qua politici che si fanno belli dicendo che si procede a programmare, ma l'ONU implora di smettere di distruggere Aleppo e se lo dice l'ONU vuol dire che ormai non ha più voce in capitolo. La situazione è in mano a nazioni che fanno finta di aiutare ed intanto bombardano o cannoneggiano a più non posso. In mare è la stessa cosa barconi fatiscenti partono e lasciano le loro tracce nei morti annegati perché il barcone si sfascia: d anche qui bambini e adulti inghiottiti dalle onde che li posano sul fondo del mare. Sulla terra del Centro Africa i kamikaze continuano a far vittime tra i cristiani di tutte le età. Ma esistono anche altri siti dove i migranti sono indesiderati, in Malesia come in Messico. Si assiste ad altre iniziative contro i migranti che cercano le vie più impensate per raggiungere un posto dove si vive in qualche modo meno pericoloso, almeno si pensa così. Poi il nuovo Presidente USA promette un alto muro col Messico molto alto e lungo per impedire ai migranti di passare e questo certo non migliora le pensate politiche circa la soluzione della questione migranti. Anche l’Ungheria non vuole più migranti e avanti verso il baratro dell'umanità futura.

10) Pensiamo anche alla recente uccisione con bombe di un volontario andato in Siria per far ridere i bambini. Anas Bahsa ha deciso così: è andato ad Aleppo e faceva ridere i bambini che dimenticavano per un momento i guai, la fame e sete che li consumavano. Lui non ci ha pensato due volte ad andarci, Faceva non il reporter dei morti ammazzati, ma il clown, per far ridere i bambini e probabilmente anche gli adulti: aveva un bel coraggio in quei momenti a distogliere i bambini dalla paura e dalla rabbia della situazione di estremo bisogno. Poi l'irreparabile. Una bomba ha distrutto quel mondo costruito a fatica per i bambini: morto anche lui ammazzato da un bombardamento, forse ancora col naso dipinto di rosso. Non è stato ferito, è stato assassinato, come i suoi piccoli spettatori. Che vigliaccate vengono fatte in nome e per nome di nazioni i cui capi sono dittatori crudeli, che non guardano nemmeno i propri cittadini. Il loro motto si immerge nella paranoia del potere e nell'ingiustizia più schifosa, nell'allearsi con nazioni che bombardano, che vogliono liberare chi ha diritto ad altre libertà, che non sono offerte a nessun costo. Riporto un articolo che ricorda il clown che faceva ridere i bambini di Aleppo perché è un vero eroe, come tanti altri volontari, che avrà la sua ricompensa non dagli uomini che hanno partecipato in qualche modo ad ucciderlo, ma da Chi ci sovrasta. Grazie infinite, Anas al-Basha, per il tuo fine e per quello che hai fatto e volevi fare per i bambini sfortunati di Aleppo. Senz'altro ti ricorderanno sempre.

Morto Anas al-Basha, il “clown di guerra” che riusciva a far sorridere i bambini di Aleppo

Il pagliaccio era un membro dell'associazione "Space for Hope" ed è morto in seguito a un bombardamento dell'aviazione siriana. 1 DICEMBRE 2016 17:04 di Davide Falcioni
Era una delle poche ragioni di felicità in una città altrimenti provata dalle bombe che cadono a centinaia ogni giorno dal cielo, o dai cecchini che dai tetti dei palazzi uccidono combattenti e miliziani delle opposte fazioni. Per i bambini di Aleppo Anas al-Basha, clown di 24 anni era una un giovane eroe, uno dei pochi uomini a non circolare con un fucile in spalla bensì con una buffa parrucca e un naso rosso: anche qual rarissimo motivo di gioia ora non c'è più, ucciso in seguito a un bombardamento dell'aviazione siriana nel quartiere di Mashhad, nella parte orientale della città, dove l'esercito di Assad spalleggiato dalla Russia negli ultimi giorni ha guadagnato molto terreno tra le macerie. A renderlo noto è stata la Associated Press.

Anas al-Basha era un membro dell'associazione "Space for Hope" ("Spazio per la speranza"), promotrice ad Aleppo di numerose iniziative per adulti e bambini. In quello che l'Onu ha definito il più "vasto cimitero del mondo", i clown avevano avviato una collaborazione con 12 scuole fornendo un preziosissimo supporto psicologico per 300 bambini che hanno perso i genitori. In questo contesto Anas ogni giorno indossava la sua parrucca e trascorreva ore con i bimbi, mentre fuori cadevano i missili. L'associazione era riuscita a realizzare anche degli asili/parco giochi sotterranei negli ultimi mesi, ma di recente – a causa dell'intensificazione del conflitto – ha sospeso le operazioni.

Anas aveva deciso di rimanere ad Aleppo fino all'ultimo malgrado i suoi genitori avessero deciso di lasciare la città da molto tempo. Lui no, tanto che qualche mese fa aveva deciso di sposarsi. Anas faceva il clown di guerra: saranno in molti a rimpiangerlo.

Giovane eroe, uno dei pochi uomini a non circolare con un fucile in spalla bensì con una buffa parrucca e un naso rosso: anche qual rarissimo motivo di gioia ora non c'è più, ucciso in seguito a un bombardamento dell'aviazione siriana nel quartiere di Mashhad, nella parte orientale della città, dove l'esercito di Assad spalleggiato dalla Russia negli ultimi giorni ha guadagnato molto terreno tra le macerie. A renderlo noto è stata la Associated Press.

(Continua su: http://www.fanpage.it/morto-anas-al-basha-il-clown-di-guerra-che-riusciva-a-far-sorridere-i-bambini-di-aleppo/).

Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
- Morto Anas al-Basha, il “clown di guerra” che riusciva a far sorridere i bambini di Aleppo (http://www.fanpage.it/morto-anas-al-basha-il-clown-di-guerra-che-riusciva-a-far-sorridere-i-bambini-di-aleppo/ dell’1 dicembre 2016).
- Siria: Onu implora lo stop all'assedio su Aleppo Est (La Voce) (http://www.intopic.it/notizia/10887934/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha del 2 dicembre 2016).