All'attacco, Bambini!

di Giorgio Gagliardi

martedì 31 gennaio 2017

Siria - La pace che non sembra tanto evidente: si muore ancora anche nei corridoi umanitari/Syria - Peace that does not Seem that Obvious: People Continue to Die in Humanitarian Corridors

L'umanità che non esiste più, solo pulizie etniche con torture varie.

1) Siria, Putin annuncia: “Tregua concordata tra Assad e formazioni ribelli”

Il presidente russo ha annunciato il raggiungimento da parte del governo siriano e di alcune tra le principali formazioni ribelli di un accordo per il cessate il fuoco.
29 DICEMBRE 2016 15:55 di Davide Falcioni

L'incubo della guerra in Siria potrebbe finalmente volgere al termine: è di oggi infatti la notizia che il governo guidato da Bashar Al Assad ha concordato una tregua con una rappresentanza dei gruppi ribelli. A renderlo noto è stato il presidente russo Vladimir Putin, che ha specificato come il raggiungimento – mediato da Mosca e Ankara – sia finalizzato ad avviare un negoziato di pace. L'Esercito siriano ha annunciato di aver accettato la tregua in tutto il Paese, e che le armi verranno fatte tacere a partire dalla mezzanotte di oggi. Anche il Consiglio Nazionale Siriano, importante raggruppamento dell’opposizione, ha dichiarato di essere favorevole al cessate il fuoco, aggiungendo tuttavia che i gruppi armati ritenuti ‘moderati’ sono pronti a difendersi se attaccati. Stando a quanto riferisce il Tass, Putin ha spiegato che “sono stati firmati tre documenti” per siglare “un cessate il fuoco tra governo siriano ed opposizione armata”, oltre a provvedimenti per controllarne l’attuazione. Il terzo documento invece sarebbe “una dichiarazione di disponibilità ad avviare colloqui di pace su un accordo per risolvere il conflitto siriano”, ha dichiarato il presidente russo, che ha poi aggiunto: "Questo è un considerevole risultato del nostro lavoro congiunto, degli sforzi del ministero degli Esteri e dei nostri partner nelle regioni”. In una, il Cremlino ha annunciato le che le organizzazioni ribelli che aderiscono alla tregua sono Faylaq Al-Sham, Ahrar al-Sham, Jaysh al-Islam, Suwar Agi Sham, Jaysh al-Mujahideen, Jaysh Idlib e Jabhat al-Shamiyah. Secondo Serghei Shoigu, ministro della Difesa russo, “i comandanti più influenti dell’opposizione armata hanno preso parte ai negoziati, che sono durati due mesi, e hanno permesso di individuare il territorio controllato dai ribelli”. Il raggiungimento di un accordo è stato possibile anche grazie alla mediazione della Turchia, che ha comunque specificato che il cessate il fuoco non viene applicato nei confronti di organizzazioni ritenute terroristiche dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Tra queste, dunque, ci sono l’Isis e i qaedisti del Fatah al Sham (ex Fronte al Nusra). 


Se si vedono i grandi manifesti appesi lungo i muri della Siria si resta esterrefatti: Assad ne è il manipolatore ed è rappresentato come un salvatore dell'umanità Siriana che ha schiacciato per 5 anni. Ormai sta passando nel dimenticatoio politico anche il macello o genocidio siriano, il genocidio più massacrante, sadico, criminale… di cui Aleppo e Mosul (Irak) rappresentano una parte importante. Ma i politici fanno presto a dimenticare tutto e a dire cose strampalate per coprire (ma non si riesce) chi è veramente il dittatore affiancato dalle nazioni che le sono amiche, e che ora entrano a far parte delle decisioni future della Siria. Ma nessuno dimentica i macelli fatti da tutti gli aerei sulla popolazione, le torture applicate sistematicamente a bambini e donne che cercavano scampo lungo i corridoi umanitari e che erano seccati da cecchini, appostati per uccidere proprio gli inermi, le donne, i bambini…

La stampa dice e non dice, una stampa che descrive tutto ed ha registrato tutto può pubblicare un po' di quella triste e sacrilega storia che, come sempre è modificata, le cifre diminuiscono a vista d'occhio. I bambini tornano a giocare dove possono e le donne tornano alle loro case distrutte o quasi e i media le ritraggono inneggianti a quella nuova pace portata dai loro oppressori macellai, pace che non esiste se non in superficie. Non si parla più di rappresaglia, di pulizia etnica: le notizie sono scomparse da molti media e il macellaio (o il suo sosia, dice qualcuno) compare come un liberatore, sorridente attuatore di un genocidio che si ripercuoterà sulle future generazioni siriane. Le nazioni che prima distruggevano coi bombardamenti di ogni tipo ora dettano le trattative della cosiddetta pace. Forse non hanno letto quello che descrive un certo Matteo (2, 1 16) “Vox in Rama audita est....Rachel plorans filios suos... “(in Rama si è udito l'urlo ed il pianto di Rachele che piange i suoi figli e non vuole essere consolata), ma probabilmente anche chi dovrebbe ricordare l'episodio crudele l'ha fatto passare in secondo piano.

Pace, pace, ma che pace si continua a predicare? Tanto le industrie belliche continuano a produrre armi da vendere. Consoliamoci, che c'è Qualcuno che scrive bene e con inchiostro indelebile ed al momento decisivo tirerà fuori tutti gli appunti che non si cancellano...
Ogni giorno emerge quello che non fanno le nazioni e purtroppo anche i medici ed gli ospedali oppressi dallo Stato respingono i malati dei migranti e non ne hanno il minimo rimorso. È la volta di un bambino rohinga di sedici mesi portato più volte in vari ospedali della Malesia e respinto altrettante volte finché, pace per lui, è morto per mancanza voluta di cure mediche. Ne dovremo sorbire ancora di questi crimini perpetrati dalle istituzioni, dagli stati, e da medici che hanno dimenticato il giuramento di Ippocrate e sono al servizio di uno stato che detta leggi criminali contro popolazioni oppresse e decimate di giorno in giorno.

Inutile descrivere gli orrori cui sono stati sottoposti i familiari del piccino ed ormai purtroppo le foto di questi piccoli che stanno producendo un'escalation inimmaginabile continuano ad occupare le pagine di internet giustamente ed altri rivelatori di bugie, mafie, omicidi, crimini di tutti i gradi dello stato compaiono fugacemente (ora è il turno del Myanmar, in Birmania, ma non è l'unico ad essere accusato di trattare la popolazione inerme come cose da distruggere, altra pulizia etnica da far apparire come mille bugie a suo favore).

Svegliamoci, perché tra poco potremo vedere anche le foto dei nostri figli/nipoti come il povero Mohamed mussulmano, ma che Dio ama come gli altri e che senz'altro ha ricevuto con tutti gli onori. La bestia umana, se così si può chiamare quel tipo di pulizia etnica che abbiamo visto susseguirsi nei secoli, dilaga, anche se è iniziata una ribellione della popolazione contro queste barbarie ritenute giuste e su cui mantenere il silenzio per non turbare le varie feste che si susseguono fin dai tempi dei romani  - “Panem et circenses”.
Ritornando alla Siria, sembra che nonostante alcune nazioni si siano sedute a discutere sulla vita dei rimasugli di popolazione che resta ad Aleppo, Mosul ed altre città, la guerra dichiarata terminata per tregua o altro invece continua ancora e con la stessa violenza, la popolazione continua a morire ed a fuggire, ammesso che riesca a sopravvivere. Ma fino a quando sopporteremo tutto questo? Mettiamo paura anche a quei politici che sbrodolano parole su parole e basta, che ci saccheggiano e basta. Sanno fare solo quello e si è visto a fine d'anno: passata la festa gabbato lo santo, ed ecco aumenti come luce, gas, autostrade, per ora, poi si vedrà, magari troppo tardi. Buttiamo a mare quelli che hanno cariche, ma non si sognano nemmeno di quello che scrivono o dicono; basta ignoranti al governo che sorridono a denti stretti e poi fanno i loro comodi come sempre, magari con lauree prese di traverso, mentre a loro importa solo quanto rende la loro onorevolezza.

Basta! La difesa è per i più deboli, quelli che non ce la fanno a vivere o a scappare. Fermiamo gli omicidi etnici. Ringraziamo il numero crescente di volontari veri che aiutano quelle popolazioni: grazie a quelli che aiutano, come possono, a questi volontari e specialmente a quelli che muoiono nel dare aiuto alla popolazione, come quei sei dell'elicottero nell'Italia centrale che sono morti nell'andare a recuperare uno sciatore ferito. Ma quelli che sorridono alla televisione e si sono macchiati di crimini orrendi facciamo in modo che vengano giudicati e puniti dalla vera giustizia, non da quella che difende i dittatori o gli amici degli amici, ma da una Giustizia che sa il fatto suo e registra tutto.

Le fonti elencate qui sotto riportano articoli interessanti, come gli scontri segnalati dall'entrata in vigore della pace e la situazione dei bambini che sono a rischio di morire per sete, fame, paura, e per tutte le forme di terrorismo psicofisiologico che subiscono in continuazione; le cifre fanno inorridire e vengono da fonti locali.

Pauroso e crudele: dei 300.000 bambini intrappolati ancora in quelle città, ci si chiede, se sopravvivono, come diventeranno da adulti, ammesso che arrivino a quell'età? E poi c’è un'altra sconcia e ultima moda: quella delle gite chiamate turistiche, che consiste nel  portare i turisti a visitare gli orfanatrofi, istruendo senz’altro per l'occasione i piccoli ad un comportamento tale da provocare pietà e soldi. Ma a questo mondo non c'è nulla di nuovo: nei secoli scorsi negli ospedali psichiatrici inglesi c'erano ampi finestroni che, alla domenica, tramite il versamento di un penny, permettevano di portare i bambini a vedere i ricoverati come se si trattasse di un circo.

Fonti:
- Siria: tregua dalla mezzanotte. Onu: "Speranza di vera pace" (Radio vaticana) http://www.intopic.it/notizia/10987992/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- Siria, segnalati scontri due ore dopo l’entrata in vigore della tregua. La tregua fra le parti in conflitto, mediata da Russia e Turchia, è scattata alla mezzanotte locale in tutta la Siria. CRONACAMEDIO ORIENTE 30 DICEMBRE 2016  08:43 di Susanna Picone
http://www.fanpage.it/siria-segnalati-scontri-due-ore-dopo-l-entrata-in-vigore-della-tregua/
- Siria, allarme di Onu e Unicef: "Almeno 300mila bambini sono in trappola" - Lunedì, 16 Gennaio 2017 Tgcom http://www.intopic.it/notizia/11049670/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- L’ultima moda radical chic: gite turistiche agli orfanotrofi
Mercoledì, 18 Gennaio 2017 (Informare per Resistere) http://www.intopic.it/notizia/11059191/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha

2) Siria, segnalati scontri due ore dopo l’entrata in vigore della tregua

Siria, segnalati scontri due ore dopo l’entrata in vigore della tregua
La tregua fra le parti in conflitto, mediata da Russia e Turchia, è scattata alla mezzanotte locale in tutta la Siria.
CRONACA MEDIO ORIENTE 30 DICEMBRE 2016  08:43 di Susanna Picone

Sembra essere una tregua fragile quella scattata nella notte tra giovedì e venerdì in Siria, dove a mezzanotte ora locale (le 23 in Italia) è entrato in vigore il cessate il fuoco tra il regime e l'opposizione. La tregua, che è stata preceduta da un intenso bombardamento, è stata siglata da Russia e Turchia e accettata sia dall'esercito siriano sia dalle fazioni ribelli. Ad annunciare l’accordo per il cessate il fuoco è stato ieri il presidente russo Vladimir Putin: “Poco fa è arrivata la comunicazione che è avvenuto un evento che noi non soltanto abbiamo aspettato a lungo, ma su cui abbiamo lavorato molto per renderlo possibile”. “Gli accordi – ha aggiunto il presidente russo – sono fragili e hanno bisogno di pazienza e attenzioni particolari”. Gli scontri in Siria – Le prime violazioni sarebbero arrivate circa due ore dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco. (…)
Secondo quanto segnalato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr), ribelli avrebbero violato la tregua e conquistato una posizione nella provincia di Hama. Un gruppo ribelle accusa invece il governo di bombardare aree dei villaggi di Atshan e Skeik nella provincia di Idlib, che confina con quella di Hama.
Susanna Picone


C'era da aspettarsi che la strage di Aleppo, Mosul ed altre città non si fermasse, così come decantato dai media che trasmettono e citano conferenze su conferenze teoriche che non sono messe in pratica, transazioni nemmeno teoriche  (che però fermano alle frontiere carichi di generi primari per chi ha mangiato erba e foglie per sopravvivere), mirate a trovare soluzioni per la Siria, come primo esponente di una guerra civile o meglio un genocidio programmato, perché si infierisce sempre sui più deboli, indifesi e che non hanno mezzi (se non pochissimi) di sussistenza, ai limiti con la morte, quella vera e che riempie le fosse comuni alla chetichella, fosse che cominciano a comparire quale prova dell'efferatezza dei governativi.

Cosa ci si può aspettare da fazioni comandate da dittatori che sorridono e ti fregano alle spalle, ritorsioni a tappeto contro quelli che prima uccidevano in massa con tutti i mezzi possibili? Le ritorsioni o stragi ci sono sempre state alla pseudo-fine di una guerra e qualche notizia del genere arriva da fonti sicure del luogo, anche se c'è qualche valutazione impropria, non per diffondere delle bufale, ma perché è già pericoloso inviare notizie vere contro la dittatura imperante, notizie che talvolta non possono più essere comprovate perché chi ha visto è poi morto o non può più parlare, perché incidentato o infortunato a causa di qualche pallottola non più di piombo che gli arriva dai soliti cecchini strapagati dalla dittatura ed appostati per uccidere chi si muove o affronta i cosiddetti corridoi umanitari.

Intanto continuano i morti per l'esplosione di kamikaze che per lo più ora sono donne e bambine in Nigeria o luoghi vicini e colpiscono per fare più morti in mercati o fuori dalle chiese, delle moschee o degli ospedali. E le bambine vengono addestrate a questi mezzi per aumentare la paura della popolazione e tenerla sottomessa. Inoltre l'interruzione della fornitura d'acqua a Damasco è un altro crimine meschino di cui si sono macchiati i governativi; non si sa ancora a cosa ricorreranno per indebolire le persone che non sono riuscite a fuggire o non sono state uccise nell'avanzata della conquista delle varie città.

Si ringraziano sempre i volontari veri che restano sul posto a disposizione dei superstiti per cercare di aiutarli, nonostante il pericolo di finire colpiti o dagli aerei, o da qualche cecchino, o da militari che avanzano distruggendo: le associazioni internazionali continuano a chiedere l’aiuto di tutti per le popolazioni la cui sofferenza è inimmaginabile e ce lo confermano quei corrispondenti volontari che sono sempre sul posto.

Fonti:

- Il parroco di Aleppo: Siria ridotta in macerie, ma ora speriamo- Domenica, 1 Gennaio 2017 (Radiovaticana) http://www.intopic.it/notizia/10994431/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- Nigeria, uccise 3 ragazze kamikaze: volevano colpire mercato - Giovedì, 5 Gennaio 2017 (Tgcom) http://www.intopic.it/notizia/11007148/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- Secondo le Nazioni Unite interrompere la fornitura d’acqua a Damasco si può considerare un crimine... - Giovedì, 5 Gennaio 2017 (Internazionale) http://www.intopic.it/notizia/11010351/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- Siria, autobomba nel nord del paese: almeno 60 morti e cinquanta feriti – 7 gennaio 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/07/siria-autobomba-nel-nord-del-paese-almeno-60-morti-e-cinquanta-feriti/3300732/
Conflitto in Afghanistan, Onu: un terzo popolazione senza aiuti - Martedì, 10 Gennaio 2017 (Tgcom) http://www.intopic.it/notizia/11025963/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha

3) Mohammed come Aylan: la foto che spezza il cuore e il dramma dei Rohingya in Birmania.

In Myanmar è in atto una vera e propria pulizia etnica contro la minoranza rohingya. Il governo (inclusa l'ex premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi) sono accusati di non agire. Ed ora il padre di questo bimbo morto mentre cercava di fuggire dal Paese con la propria famiglia spera che qualcuno si muova a loro favore.
ASIA 4 GENNAIO 2017  16:21 di Biagio Chiariello

Un grido di dolore e d’aiuto arriva dal Myanmar (Birmania). Il padre di un bambino, che è stato trovato morto nel fango dopo aver tentato di fuggire dal Paese, ha supplicato “il mondo di prendere atto della loro situazione”. Il piccolo Mohammed Shohayet, un bimbo di appena 16 mesi, aveva cercato di lasciare la sua casa di Rakhine insieme alla sua famiglia alla volta del Bangladesh. Il piccolo era infatti un rohingya, minoranza musulmana molto vessata in Myanmar a causa di presunti  attacchi nei confronti di alcuni posti di blocco della polizia di frontiera. Attacchi ai quali le forze dell’ordine hanno risposto con una massiccia rappresaglia.

Stando alle accuse, che hanno trovato fondamento anche nei documenti raccolti e pubblicati da Amnesty International, le forze birmane hanno vessato la popolazione rohingya con omicidi, torture e stupri, costringendola alla fuga.  Da ottobre sarebbero oltre 30mila le persone fuggite dai propri villaggi in cerca di salvezza. Tra queste c’era anche la famiglia del piccolo Mohammed: il bimbo era insieme alla madre e al fratello quando la barca che avrebbe dovuto portarli in Bangladesh è affondata nel fiume Naf. Il suo corpicino è stato poi trovato nel fango a faccia giù in una posizione che ricorda in maniera assolutamente tragica quella di Aylan Kurdi, il giovanissimo rifugiato annegato al largo della costa della Turchia mentre cercava di fuggire in Siria.

E ora il padre di Mohammed, Zafor Alam, sta supplicando il mondo affinché prende atto della situazione dei rohingya. “Nel nostro villaggio, i soldati ci sparano addosso. I miei nonni sono stati bruciati vivi. Tutto è stato bruciato dai militari. Non è rimasto niente”, è la sconvolgente testimonianza dell’uomo alla CNN. “Ora che ho perso anche Mohammed mi sento come se volessi morire. Non vi è nessuna ragione per la quale io debba continuare a vivere. Ma voglio solo che il mondo veda e capisca cosa stiamo passando. Il governo del Myanmar non sta facendo nulla. Oggi giorno che passa, significa altri rohingya uccisi” dice con amarezza Zafor.

Solo qualche giorno fa, in una lettera aperta, un gruppo di premi Nobel per la Pace e di ex ministri di vari paesi ha chiesto all’Onu di “intervenire per evitare la pulizia etnica, nella quale si stanno compiendo crimini verso l’umanità”. I firmatari, tra cui l’ex presidente del Consiglio italiano Romano Prodi e l’ex ministra degli Esteri Emma Bonino, hanno criticato Aung San Suu Kyi – famosa per l’attivismo nel campo dei diritti umani e a sua volta premio Nobel per la pace nel ’91 – per non aver agito a favore dei rohingya, nonostante il ruolo centrale nel governo, in difesa “di una tra le minoranze più perseguitate del mondo, che per decenni hanno subito campagne di marginalizzazione e deumanizzazione”.


Guardiamo bene la foto impietosa e inumana do Mohamed di16 mesi, prono nel fango, con la faccia nel fango e le manine che cercavano un appoggio che non hanno trovato per potersi sollevare e respirare una volta in più: tutto questo non è successo, né sappiamo bene come è stato questo crimine pazzesco più o meno cosciente.

Attenzione! Non era un giocattolo: era un bambino vero e proprio, la cui immagine grida vendetta contro una umanità intera che non lo ha aiutato; nemmeno i suoi genitori, da cui con probabilità è stato violentemente staccato per precipitare nel fango a faccia in giù, senza respiro, hanno potuto proteggerlo. Invano deve aver cercato di rialzare la testa, che le circostanze hanno tenuto giù nel fango, invano avrà cercato di rialzarsi come dimostrano le mani impantanate nel fango stesso che è stato l'unica cosa con cui ha avuto un abbraccio mortale.

Vergogna! Umanità  inqualificabile, che anche nella disgrazia comune non si accorge dei più deboli e li schiaccia tragicamente. Spero che questa immagine impietosa tolga a tanti qualche minuto di sonno per rivedere i vostri nipoti o figli alle prese col fango come Mohamed, di 16 mesi, Rohingya che però è stato preso da qualche angelo e portato con fango in bocca davanti a Chi ha pietà dei deboli e dà loro un'eterna felicità. Che quel Dio ti accompagni dopo la violenta voglia di respirare nel fango che te lo impediva.

Uomini, siamo dei vigliacchi tutti assieme, se questo succede… e non solo a Mohamed, ma a tutti quei bambini morti bruciati vivi, annegati, decapitati o lasciati morire di fame e di sete, con o senza l'ultimo abbraccio della mamma o del papà, abbraccio disperato ed inconcludente.

Non so quando si abbatterà sull'umanità la mano della vera Giustizia, ma non illudiamoci di schivarla: arriverà quando meno ce l'aspettiamo e darà giustizia a quanti criminalmente fanno soffrire i più deboli come la fila degli Aylan, Mohamed e tanti, troppi altri bimbi. La vostra foto è nel mio computer e rappresenta la mia voglia di aiutarvi come posso: anch'io appartengo a quella umanità schifosa da cui voglio staccarmi. Che quel Dio aiuti i volenterosi che fanno quadrato attorno a chi possono aiutare e li ricompensi per tanto squallore inutile, vigliaccamente orchestrato dal nemico dell'uomo.

Per l’Onu 65mila Rohingya sono scappati dalla Birmania - Martedì, 10 Gennaio 2017 (Internazionale) 
http://www.intopic.it/notizia/11024937/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha

Forse la Malesia ed i Rohingya sono passati in second’ordine, ma le notizie ci sono ancora e quel bambino di 16 mesi annegato con la faccia sprofondata nel fango non sarà certo l'ultimo a morire in quel modo atroce. Svegliamoci ed urliamo anche noi nelle manifestazioni di piazza a favore di questi disperati che muoiono in continuazione perché vengono respinti dai paesi vicini e devono continuamente restare in mare con tutte le conseguenze per malati, bambini, ma anche adulti che non vivono da esseri umani. Intanto, come al solito i volontari scoprono fosse comuni il cui numero aumenta sempre più e che testimoniano il genocidio in corso per distruggere anche questa popolazione che cerca una terra su cui vivere senza violenze continue.

- Nigeria - Quattro attacchi suicidi provocano almeno due morti e quindici feriti nel nordest della Nigeria -  Venerdì, 13 Gennaio 2017 (Internazionale) http://www.intopic.it/notizia/11040809/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha

4) Yemen, Unicef: Da marzo 2015 i bambini uccisi sono 1.400

ROMA – “È stato confermato che un bambino è stato ucciso e altri quattro feriti in due attacchi vicino alla scuola al-Falah, nel distretto di Nihm, che si trova fuori dalla capitale Sana’a”. È quanto dichiara Meritxell Relaño, rappresentante Unicef in Yemen, su attacchi vicino a scuola

“Gli attacchi alle aree civili- prosegue la nota- continuano a uccidere e ferire sempre più bambini in Yemen. Invece di studiare, questi bambini stanno assistendo a morte, guerra e distruzione. Con l’intensificarsi del conflitto, da marzo 2015, le Nazioni Unite hanno verificato che circa 1.400 bambini sono stati uccisi e oltre 2.140 sono stati feriti. Probabilmente i numeri reali sono molto più elevati. Circa 2.000 scuole in Yemen non possono più essere utilizzate perché distrutte, danneggiate, utilizzate come rifugi per famiglie sfollate o per scopi militari”.

Le scuole devono essere luoghi di pace sempre- sottolinea Relaño- un santuario in cui i bambini possano imparare, crescere, giocare ed essere al sicuro. I bambini non dovrebbero mai rischiare le loro vite solo per andare a scuola. L’Unicef rinnova il suo invito a tutte le parti in conflitto in Yemen e a coloro che hanno influenza, a proteggere i bambini e fermare gli attacchi sulle infrastrutture civili, comprese le scuole e le strutture per l’istruzione, secondo il diritto Internazionale Umanitario”.

11 gennaio 2017


Le precedenti denunce e gli appelli sulla pericolosità dei migranti che lasciano il loro paese, sui kamikaze (soprattutto donne e bambine continuano a farsi saltare in aria provocando morti a non finire in Siria, Afganistan e Centro Africa), sugli imprevisti dei migranti i naufragi non si fermano ed il numero dei morti non si riesce con esattezza a sapere.

Poi è cominciato l'inverno molto rigido con neve, ghiaccio, nebbia ed ha mandato in crisi i migranti che sommano, oltre ai rischi precedenti, il freddo per loro ed i loro figli che non riescono ad avere un ambiente vivibile: questo non è certo un successo per tutti anche se i media scrivono di qualche caso isolato da rendere noto; i più vagano sperduti e non raggiungono per tanti motivi anche burocratici i Paesi che vorrebbero raggiungere per riunirsi magari a qualche parente o ad amici.

È davvero una tragedia questo intenso freddo che manda in tilt tutti, ma specialmente i bambini che affrontano un viaggio a piedi attraverso Paesi che non li vedono di buon occhio. D'altronde anche certe reazioni di stress manifestano quello che hanno subito e che subiscono ancora, nonostante il fatto che in tutti gli stati ci siano volontari che si sacrificano per aiutare questa gente allo stremo e non lo fanno come qualche comunità che ha improvvisato un business sulla pelle dei migranti e della popolazione dove arrivano creando situazioni tutt'altro che encomiabili.

5) Migranti, aumenta il numero di minori soli. Appello del Papa: “Vanno protetti e integrati”

Secondo Telefono Azzurro "circa 10 mila sono scomparsi dopo poche ore dalla registrazione, e solo una minima parte è stata in seguito ritrovata. In Italia, 5200 minori stranieri non accompagnati sono scomparsi nei primi sei mesi del 2016". Alcuni minori hanno scritto al Pontefice, che ha voluto che la Giornata del Migrante e del Rifugiato fosse dedicata a loro.
ITALIA POLITICA 15 GENNAIO 2017  18:28 di Claudia Torrisi

Oltre 89mila migranti minorenni sono arrivati nel corso del 2015. Ogni due minuti, uno di loro è sparito nel nulla. Nella Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Telefono Azzurro denuncia ancora una volta la situazione dei minori stranieri non accompagnati in Europa, il cui numero è in costante crescita. Secondo Missing Children Europe che cita i dati Europol, nel 2015, "circa 10 mila sono scomparsi dopo poche ore dalla registrazione, e solo una minima parte è stata in seguito ritrovata. In Italia, 5200 minori stranieri non accompagnati sono scomparsi nei primi sei mesi del 2016". I dati raccolti dalla linea di ascolto 116.000, il numero unico europeo dedicato ai minori scomparsi e gestito in Italia da Telefono Azzurro, rivelano che i minori stranieri non accompagnati sono esposti a un elevato rischio di diventare vittime di tratta, della criminalità organizzata, del lavoro nero e dello sfruttamento sessuale. Nel 2016 i minori stranieri non accompagnati sbarcati in Italia sono stati 25.846. Il numero è in aumento: basti pensare che nel 2015 erano stati 12.360 i minori approdati senza genitori o parenti sulle nostre coste e, nel 2014, 13.026.

"Abbiamo la speranza che le cose possono ancora cambiare" hanno scritto alcuni minori stranieri non accompagnati che si trovano presso strutture di prima accoglienza a Lampedusa e a Siracusa, o frequentano i Centri diurni CivicoZero a Roma, Milano e Torino, in una lettera indirizzata a Papa Francesco. Proprio il pontefice ha voluto che la Giornata del Migrante e del Rifugiato fosse dedicata ai minori: "Questi nostri piccoli fratelli, specialmente se non accompagnati sono esposti a tanti pericoli. E vi dico, eh, ne sono tanti. È necessario adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti la protezione e la difesa, come anche la loro integrazione", ha detto durante l'Angelus.

"I messaggi dei ragazzi sono pieni di timore, ma anche di speranza per il futuro, in cerca di integrazione e di pace. Sono ragazzi che provengono da paesi diversi, con storie differenti, ma che dopo aver conosciuto, nei giorni scorsi, le parole che il Papa ha rivolto loro nel suo messaggio per la Giornata, hanno voluto fargli arrivare la loro voce", si legge in una nota di Save the Children, che ha diffuso la lettera. Secondo la Ong spesso i piccoli migranti finiscono nelle mani dei trafficanti per attraversare le frontiere, correndo gravi rischi di violenza e sfruttamento. Save the Children quindi ritiene sia indispensabile assicurare loro una strada legale e protetta per il trasferimento verso altri paesi dell'Unione Europea.

Ai minori migranti è stato dedicato anche il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Si tratta di una realtà che interroga le coscienze di ciascuno e l'intera società. In discussione sono, infatti, valori fondanti della civiltà perché nei diritti e nelle opportunità dei più giovani si specchia il grado di umanità, di libertà, di coesione dell'intera comunità". Il capo dello Stato ha dichiarato che "viviamo un tempo di grandi cambiamenti e di epocali movimenti di persone, la crescita dei flussi migratori, sospinti da guerre, da violenze, da squilibri ambientali e sociali, da ingiustizie, suscita ammirevoli espressioni di fraternità e solidarietà, ma anche reazioni di paura, e talvolta di chiusura". È quindi "necessario affrontare alla radice i problemi che questi fenomeni pongono con intelligenza e lungimiranza, senza rinunciare ai principi di rispetto della vita e della dignità dell'uomo, che sono parte della identità europea e sui quali poggia la speranza stessa di un futuro migliore". Secondo la presidente della Camera Laura Boldrini, nessuno può più "dire di non sapere": "Le informazioni che ci investono a getto continuo mostrano che la guerra e la povertà, la violenza, le persecuzioni che costringono milioni di persone alla fuga distruggono le famiglie. Ci fanno conoscere quei bambini cresciuti troppo in fretta, diventati adulti nell'istante in cui hanno visto morire il padre e la madre o si sono ritrovati da soli a compiere il pericoloso viaggio verso l'Europa".



6) Jet militare colpisce per errore campo profughi: 100 morti in Nigeria
Il caccia aveva come obiettivo i miliziani islamisti di Boko Haram ma ha bombardato un campo profughi di gente che scappava dalla violenza dei jihadisti. Centinaia di feriti, coinvolti anche volontari di Medici Senza Frontiere e della Croce Rossa
AFRICA 17 GENNAIO 2017  19:31 di Antonio Palma

Una drammatica notizia arriva dalla Nigeria dove durante un'operazione militare dell'aviazione governativa un caccia ha bombardato per errore un campo profughi facendo una strage tra i civili. L'episodio è stato confermato da diverse fonti locali e dallo stesso esercito nigeriano. Secondo le prime notizie diffuse dalle agenzie internazionali, il raid aereo è avvenuto martedì mattina in un campo profughi nei pressi della città di Rann, nell'area di  Kala/Balge, nello stato del Borno, zona da tempo teatro di scontri armati, anche violenti, tra l'esercito nigeriano e i miliziani islamisti di Boko Haram.

Il bombardamento sembra fosse diretto proprio contro i gruppo jihadista  presenti nel nord est del Paese africano, al confine con il Camerun, ma qualcosa è andato storto ed è stato colpito il campo profughi che ospita proprio persone che scappano dalla violenza dei jihadisti. Secondo fonti di Medici Senza Frontiere, che opera sul posto, ci sono almeno 50 morti e oltre un centinaio di feriti, altre fonti invece parlano di oltre cento vittime.  Tra le vittime ci sarebbero anche diversi volontari della Ong medica e del Comitato internazionale della Croce Rossa.

"Nel raid alcuni civili sono stati uccisi. Stiamo ancora accertando il numero delle vittime" si è limitato a ha dichiarare invece  alla Reuters il generale nigeriano Lucky Irabor, responsabile delle forze anti terrorismo dell'esercito nigeriano e delle operazioni contro Boko Haram. il militare ha sottolineato di aver dato il via libera alla missione sulla base di informazioni che parlavano di un raggruppamento di Boko Haram proprio nell'area. Il generale ha anche spiegato che è presto per sapere di che tipo di errore si è trattato assicurando però che l'aereo non ha volutamente preso di mira i civili e che sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta.

(Continua su: http://www.fanpage.it/jet-militare-colpisce-per-errore-campo-profughi-100-morti-in-nigeria/ - http://www.fanpage.it/)

Come se non bastasse, anche il fuoco amico colpisce un campo profughi e sono rimasti uccisi 90 ospiti oltre ai feriti, quanto bambini sono morti, ma non è detto, perchè?

Fonti:

- Mosul: Onu, 750.000 ancora ostaggio Isis. Nonostante avanzata delle truppe irachene e alleati. (ANSA) - BAGHDAD, 24 GEN 2017
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/01/24/mosul-onu-750.000-ancora-ostaggio-ISIS_e8714c76-18fd-4e81-b4c3-f32b91cbacd1.html.
- Mosul, l'esercito in città. L'Onu: "Il dramma dei civili, uccisi o in ostaggio". Sei quartieri della città liberati dall'esercito iracheno. La resistenza da parte delle forze Isis in ritirata, che lasciando alcune aree potrebbero aver compiuto una strage - La Repubblica.it  - 04 novembre 2016
http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/04/news/mosul_ostaggi_iraq-ISIS-151295701/.
- Siria, al via i colloqui ad Astana, Kazakhstan. Presenti delegati del presidente Assad e opposizioni - Lunedì, 23 Gennaio 2017 (RaiNews24) http://www.intopic.it/notizia/11079013/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medi um=email&utm_campaign=alpha
- Siria: in vigore la tregua mediata da Russia e Turchia - Radio Vaticana – Mondo/Medio Oriente – 30.12.2016
http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/30/siria_in_vigore_la_tregua_mediata_da_russia_e_turchia/1282504
- 26.000 bombe per asciugare le lacrime di Obama. -Lunedì, 23 Gennaio 2017 Informare per Resistere - DI GIAMPAOLO ROSSI
http://www.intopic.it/notizia/11078641/?r=roaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_c%20ampaign=alpha
- Due autobombe nei pressi di un hotel a Mogadiscio, almeno sette morti.
Mercoledì, 25 Gennaio 2017 Internazionale http://www.intopic.it/notizia/11086760/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- La scure di Trump: stop ai rifugiati, al via il muro con il Messico - Mercoledì, 25 Gennaio 2017 Dire
http://www.intopic.it/notizia/11088748/r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- Siria: attivismo diplomatico russo mentre l'Onu sta a guardare
Venerdì, 27 Gennaio 2017 euronews
http://www.intopic.it/notizia/11096608/ 27/01/2017?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha

7) Queste ultime notizie per la Siria e zone vicine dicono che sono in corso trattative per una pace nella regione, notizie smentite dal fatto che sono ripresi i combattimenti, ci sono civili ancora in mano all'ISIS e perciò, come sempre, bisogna prendere le notizie con un certo distacco, pur considerando che la presenza delle varie opposizioni in Siria dovrebbe essere abbastanza positiva per raggiungere uno scopo di tregua/pace che si spera per i civili che ancora sono in mano all'ISIS. Che fine faranno? Le varie associazioni, quali Medici Senza Frontiere, Amnesty International, Huncr ed altre continuano a chiedere aiuti di ogni genere e quindi la situazione è ancora da paura per la vita e la sopravvivenza; se poi si parla di giogo dell'ISIS riappare il concetto che l'ISIS non vuole lasciare uscire i superstiti di Aleppo o Mosul. Intanto i kamikaze continuano la loro opera demolitrice, che terrorizza i cittadini che cercano di vivere o di sfuggire alla morte così programmata.

Si fa sentire anche il nuovo presidente degli USA, che vuole fermare l'afflusso di migranti e vuole dare il via al muro che separa gli USA dal Messico, facendo pagare il muro al Messico.

Nessun commento, ma questi atteggiamenti sono alquanto fuorvianti per una pace tra nazioni: eppure le circostanze sono queste.

Intanto il diplomatico russo presente alla convenzione per la Siria si attiva perché l'ONU si sbrighi ad agire e non a lasciar fare, come ha fatto fino ad ora con il Medio Oriente.

8) Disastro Siria, allarme Onu e Oms: 300mila bimbi intrappolati nelle città assediate

Le Nazioni Unite denunciano che in Siria ci sono ancora quindici aree sotto assedio dove vivono oltre 700.000 persone, tra cui almeno 300.000 bambini. Nonostante la tregua in corso, da mesi sono senza nessun tipo di aiuto umanitario.
MEDIO ORIENTE 16 GENNAIO 2017  15:56 di Mirko Bellis

"Non dobbiamo permettere che nel 2017 si ripetano in Siria le tragedie del 2016", si legge nel comunicato congiunto  firmato dal Programma alimentare mondiale (Pam), dall'Unicef, dall'Organizzazione per la Sanità (Oms) e da Filippo Grandi, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Le organizzazioni umanitarie dell'Onu lanciano un appello affinché sia garantito l’accesso immediato, incondizionato e sicuro per poter raggiungere i bambini e le famiglie che sono ancora tagliati fuori dagli aiuti umanitari nel Paese mediorientale. La dichiarazione è stata rilasciata nella cittadina svizzera di Davos, in vista del Foro Economico Mondiale che inizierà domani con la partecipazione dei principali leader politici ed economici del pianeta.

Bambini a rischio malnutrizione e malattie infettive

Al momento – secondo le agenzie Onu – circa cinque milioni di persone, vivono in aree estremamente difficili da raggiungere con l’assistenza umanitaria a causa degli scontri, dell'insicurezza e dell'accesso ristretto. Tra i siriani senza nessun tipo di aiuto ci sono due milioni di bambini e adolescenti, a rischio sempre maggiore di malnutrizione, disidratazione, malattie infettive e ferite. “Tragicamente – prosegue il comunicato – molti bambini hanno conosciuto solo la guerra nelle loro giovani vite”. Per questo, oltre al cibo e alle medicine, i bambini siriani hanno urgente bisogno di trattamento psicologico per superare i traumi della guerra.

La tregua non ha interrotto gli assedi

In tutta la Siria – l’allarme lanciato dall'Onu – le persone continuano a soffrire a causa della mancanza dei più fondamentali mezzi di sostentamento e per il continuo rischio di violenza. Dopo due settimane dall'inizio del cessate il fuoco mediato da Russia e Turchia il 30 dicembre scorso, la maggior parte delle aree assediate non ha ancora ricevuto alcun aiuto umanitario e le rigide temperature invernali rendono ancora più disperata la situazione dei siriani isolati dal resto del mondo. “Noi, e con ‘noi' intendiamo il mondo, non possiamo tacere mentre le parti in conflitto continuano a usare il diniego di cibo, acqua, medicinali e altre forme di aiuto come armi di guerra", aggiungono le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite. Nel 2016, solo il dieci per cento delle richieste di accesso alle aree assediate è stato autorizzato nonostante il diritto internazionale umanitario – come ricorda l’Onu – proibisca espressamente l’assedio dei civili come tattica di guerra.

Madaya e le altre città assediate

Se l’assedio della parte orientale di Aleppo è finito con la riconquista della città da parte dell’esercito siriano, esistono ancora altre aree completamente isolate, tra cui Madaya, Douma (alla periferia est di Damasco) e Deir-ez-Zor, capoluogo dell'omonima provincia nella parte orientale del Paese. Oltre all'assenza di cibo e medicine, le zone sotto assedio patiscono anche altri gravi disagi, come la totale mancanza di elettricità o l’accesso all'istruzione. Save the Children ha denunciato che, nonostante la tregua, nemmeno a malati e feriti viene permesso abbandonare le città assediate. A Malaya – dove l’esercito fedele a Bashar al Assad e le milizie libanesi di Hezbollah impediscono l’arrivo di cibo, medicinali ed altri generi di prima necessità – ad un ragazzo di 10 anni rimasto gravemente ferito da un bombardamento più di un mese fa è stato impedito di lasciare la città. I genitori – secondo la Ong – temono che, senza le adeguate cure mediche, il ragazzo possa perdere la vista.  Solo Moadamiya – una città di quasi 45mila abitanti alla periferia di Damasco assediata dalle truppe di Assad – ha ricevuto aiuti umanitari il 7 gennaio, dopo oltre due mesi di totale isolamento.

Senza riscaldamento e con la paura dei cecchini

I residenti a Madaya patiscono il freddo a causa dell’assenza di combustibile per il riscaldamento e della presenza di cecchini che impediscono di raccogliere legna da ardere. "La situazione è veramente brutta”, ha detto a Save the Children un insegnante di Madaya. “Siamo stanchi ed esausti, temiamo sempre di essere colpiti dalle bombe o di essere uccisi dai cecchini. Siamo esausti e stiamo gelando per il freddo”, ha concluso. Anche Save the Children esorta le parti in conflitto a consentire l’accesso immediato dei convogli con gli aiuti umanitari alle zone assediate. "Gli orrori dell'assedio dei distretti est di Aleppo è scomparso dalla consapevolezza pubblica – concludono le organizzazioni dell'Onu ­– ma non dobbiamo far sì che i bisogni e il futuro della popolazione siriana escano dalla coscienza del mondo".

Tra i profughi che hanno abbandonato la Siria per cercare scampo in altri Paesi del Medio Oriente quasi metà (47,6%) sono bambini e adolescenti sotto i 18 anni.

(Continua su: http://www.fanpage.it/disastro-siria-allarme-onu-e-oms-300mila-bimbi-intrappolati-nelle-citta-assediate/ -http://www.fanpage.it/).

Fonti:

- Iprite e missili russi in deposito a Mosul. Ufficiale iracheno: Isis stava effettuando esperimenti – Mondo 28 gennaio 2017
http://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2017/01/28/iprite-e-missili-russi-in-deposito-a-mosul_32180cb0-a829-4704-948d-9d03de10c08c.html
- L'Unhcr: 20mila i rifugiati colpiti dall'ordinanza di Trump - Martedì, 31 Gennaio 2017 (Tgcom) http://www.intopic.it/notizia/11110144/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=e mail&utm_campaign=alpha
- In Yemen primo raid dell'era Trump, ucciso soldato Usa – MSN.com - Colpita al Qaida ma e' strage di civili. Per il presidente è un successo – 28.01.2017
http://www.msn.com/it-it/salute/health/in-yemen-primo-raid-dellera-trump-ucciso-soldato-usa/vp-AAmoSTK

Continuano le segnalazioni di bambini che rischiano di tutto, adulti che anche loro cercano di fuggire o di ripararsi alla meglio, ma tutto diventa difficilissimo. I cecchini impediscono ogni movimento a chi si muove nelle città, le milizie libanesi impediscono l'arrivo di aiuti umanitari. Siamo sempre daccapo: anche ai bambini feriti si impedisce di raggiungere un luogo dove possano essere curati. Ma che mondo crudele e perfido: a parole c'è la tregua, di fatto la gente è allo stremo per la mancanza di tutto. Assad è ancora il sinistro dittatore ed il suo esercito è la sua mano forte per reprimere ogni iniziativa di chi ancora è nelle città che a parole sono state liberate, benché i fatti siano differenti. Le grandi associazioni mondiali parlano di grave carestia che sta aumentando nelle città “liberate”.

Nella cittadina svizzera di Davos, il Foro Economico Mondiale aperto il 17 gennaio di quest’anno, con la partecipazione dei principali leader politici ed economici, ha raccolto un accenno di speranza per la Siria da parte del Ministro degli esteri iraniano, Mohammad Jafad Zarif, ma non è stata un’occasione per prendere decisioni a favore degli oppressi.

Aiutiamoli come possiamo anche se c'è corruzione infame, che blocca o ruba gli approvvigionamenti che sono il minimo che il mondo può fare, e che pure sono fermi alle frontiere: che schifo e che vergogna per tutti.

Passando così veloce il tempo non si riescono a cogliere tutte le notizie affidabili che interessano i bambini in special modo e così di nuovo si continua a leggere di bombardamenti che non ci dovrebbe essere, ma che in Siria ci sono ancora. Ma allora che tregua è stata decisa e cosa ci raccontano per poi smentire tutto? Perché questa ennesima presa in giro? Le nazioni, si vede, fanno quello che vogliono e ogni tanto l'ONU dice che si faranno inchieste, ma la realtà vera è rappresentata dai morti bombardati o uccisi da sostanze chimiche, come la vecchia iprite della prima guerra mondiale.

Poi intervengono nuovi presidenti che dettano leggi per vietare l'ingresso nei loro Paesi a cittadini provenienti da 7 nazioni mussulmane e la cosiddetta pace diventa sempre più lontana, i congressi si fanno sempre, le promesse politiche fioccano proprio come la neve che dopo un po' sparisce.

La passerella dei politici fra le notizie diramate dai media continua. Ma si gioca sempre allo stesso gioco, mentre i deboli, gli indifesi, i bambini terrorizzati soffrono di tutto, anche del freddo intenso e dei muri.

Si ringraziano però sempre quei volontari che accorrono per aiutare chi ha bisogno e muoiono spesso nel soccorrere coloro che chiedono aiuto, come è successo questo mese all'elicottero italiano caduto e con 6 morti nel soccorrere uno sciatore infortunato.

Dopo ogni tragica notizia, tutto torna presto a tacere ed i processi per mettere in luce delle verità scottanti si trascinano nel tempo per i cavilli e il menefreghismo internazionale.

Cerchiamo sempre di aiutare al meglio chi si trova in difficoltà anche geologica: B. Pascal dice che si sarà ricompensati o che almeno avremo agito bene, da umanità cosciente e che vuol progredire e non regredire.


sabato 24 dicembre 2016

Il terrificante genocidio nascosto è diffuso in tutto il mondo, ma i media trasmettono auguri, tranne che alle vittime: ci sono le cosiddette “feste” e, anche se TUTTO é come prima, anzi peggio di prima, sulla strage cala il SILENZIO/The Concealed Horrifying Genocide Continues Throughout the World, but the Media are Busy Exchanging Season Greetings, Save for the Victims: the So-called “Holidays” Are around the Corner, even though NOTHING Has Changed and Things Are in fact Getting Worse


1) Nigeria, gli attentati di Boko Haram che nessuno racconta
12 dicembre 2016 di: Antonella Napoli

Nessun media importante ne ha dato notizia e chi ne ha parlato ha preferito porre l’enfasi sul ‘ritorno’ di Boko Haram e sul ruolo delle due donne che venerdì scorso si sono fatte esplodere nel nord-est della Nigeria. Giusto un cenno alle vittime, il bilancio finale è stato di 60 morti e 43 feriti.

Eppure la centralità di questi attacchi sono proprio loro. E non da venerdì.

Quanto accaduto a Madagali, all’interno di un mercato, è solo l’ennesimo atto di aggressione a una popolazione allo stremo.

Gli jihadisti africani affiliati a Isis ogni giorno attaccano villaggi, rapiscono donne e bambini e spargono sangue in tutto il Paese. E gli ‘strumenti’ con cui compiono i loro orrori sono quasi sempre inconsapevoli e loro stessi vittime di un’azione di terrore senza fine.
In tutti noi ancora è nitida l’immagine rubata da una telecamera della municipalità locale delle quattro bambine impaurite che qualche mese fa sono state usate come bombe in una moschea a Maiduguri. Veri e propri ordigni umani, non baby kamikaze, come qualcuno si ostina a chiamarle.

Non c’è, quindi, termine più inappropriato, inadeguatamente sbagliato, per definire queste vittime del terrorismo di stampo islamico.

Il resoconto della Bbc è stato impietoso. Ci ha raccontato che l’attacco di cui sono state incolpevoli artefici ha causato 40 feriti e 16 morti. Ci ha mostrato le loro sagome con passo incerto. Poi la prima deflagrazione.

Gli attentati sono avvenuti nello spazio antistante la più grande moschea della cittadina nigeriana, poco prima della preghiera del venerdì, quando la zona era molto affollata.
La più piccola aveva solo 9 anni, la maggiore non ne aveva ancora compiuti 13.
Alla più giovane del gruppo è stato ordinato di mettersi seduta nei pressi del luogo di culto. Le altre quattro sono state posizionate poco lontane, vicino alla residenza di un capo vigilantes.

Si guardavano negli occhi, senza sapere cosa fare. Per un attimo, forse, avranno pensato di scappare… Poi quattro esplosioni all’unisono, innescate a distanza, hanno chiuso la partita straziando i loro acerbi corpi. Una fine veloce, indolore… ma non per tutte.
Una quinta bambina non è stata così ‘fortunata’. La sua cintura esplosiva si è inceppata. Ha alzato le mani al cielo, ha cercato di salvarsi… ma le forze di sicurezza non hanno avuto pietà, o scelta, e hanno esploso più colpi per ‘neutralizzarla’.

Due settimane prima, in attacchi analoghi, erano morte altre 115 persone.

Né l’ultimo, né il precedente attentato sono stati rivendicati ma le autorità nigeriane li attribuiscono ai fondamentalisti di Boko Haram.

Da quando è stato preso d’assedio lo Stato di Borno, oltre sette anni fa, è stato un crescendo.

I terroristi hanno dato il via alla loro guerra sanguinaria per l’instaurazione della Sharia (la legge islamica), con un bilancio di oltre 20mila morti.

Le violenze sono aumentate da quando, nel maggio dello scorso anno, è stato eletto il nuovo presidente della Nigeria, il musulmano Muhammadu Buhari.

Da subito Buhari si è distinto per la lotta contro gli integralisti, ottenendo importanti successi e catturando molti esponenti del gruppo affiliato allo Stato islamico.
Anche per questo Boko Haram ha decisamente puntato sull’utilizzo di bambine e adolescenti per compiere i terribili atti di terrorismo degli ultimi mesi.

E tornando su questo punto, deve essere chiaro che gran parte delle giovanissime vittime dei fondamentalisti si ritrovano ad agire senza essere consapevoli di quanto loro stia accadendo, quando ciò non avviene contro la loro volontà.

(http://www.articolo21.org/2016/12/nigeria-gli-attentati-di-boko-haram-che-nessuno-racconta/)

Certo che, ormai così è vicini alle feste, molti si danno da fare per dimenticare mangiando e saltando, perché così c'è scritto nel calendario: si parla di cenone, di prenotazioni per l'inferno, scusate… intendevo per gli spettacoli, anche se non è sbagliato parlare di inferno, che però spiritualmente è vicino, ma fisicamente è lontano.

L'inferno per esempio è ad Aleppo, città tristemente rappresentativa per il genocidio che dura da 5 anni,  non ancora conquistata (dicono) a suon di assassini contro civili, donne (stuprate) e bambini (cui ne fanno di tutti i colori): e tutti questi sono affamati, hanno mangiato erba e foglie, bevuto acqua inquinata, sono stanchi ma non dormono, perché gli scoppi non li fanno più riposare, ma solo arrabbiare e distruggere psicologicamente. Queste sono le feste vissute dagli abitanti di Mossul, Nigeria, Messico e Birmania. Ma che importa? Sono lontani e le notizie sono magistralmente ed abilmente ritoccate da direttori di media che non vogliono guastare le feste che ormai sono rese marce da delinquenti, corrotti, bugiardi, affaristi sporchi e crudeli, politici che non sanno quello che dicono, ma continuano a parlare e declamare idiozie da paura.

Intanto l'ISIS perfeziona i suoi kamikaze. Ora tocca alle bambine, magari a due o sei alla volta, che vanno dove viene loro ordinato di andare e, una volta arrivate, come ai mercati o assembramenti vari, qualcuno poco lontano schiaccia un tasto e si scatena l'inferno. I media ora tacciono, qualche rara giornalista che va in quei luoghi descrive scene inimmaginabili, ma non è cambiato nulla: continuano ad aumentare le statistiche dei morti per la guerra, la fame, l'acqua, il freddo e la mente che non accetta più il logorio continuo degli spari, dei bombardamenti, delle paure ormai di tutto. Ormai gli auguri ed i regali riciclati cercano di cancellare la logorante descrizione delle torture, degli eccidi vari, delle fosse comuni e della scomparsa progressiva di parenti, figli, madri, padri e volontari che resistono ancora in quei posti infami.

2) Aleppo, Mosca annuncia la fine della battaglia (o strage criminale?)

Aleppo, ripresi i bombardamenti. Condanne dall’Europa dopo l’ultimo assedio

Poche ore prima delle notizie sull'accordo, l'Onu aveva lanciato l'allarme per le atroci violenze ad Aleppo, dove l'esercito di Damasco e le milizie alleate combattevano per riprendere il controllo della zona est.
MEDIO ORIENTE 14 DICEMBRE 2016 08:13 di Susanna Picone

Ad Aleppo i combattimenti, secondo un annuncio arrivato nelle ultime ore, dovevano finire: l'esercito di Damasco controlla la città e ha messo fine alle sue operazioni militari contro i ribelli nella parte orientale, ha fatto sapere l'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, poco dopo che è stata diffusa la notizia di un accordo per l'evacuazione della parte di Aleppo in precedenza in mano ai ribelli. Una fonte militare siriana ha confermato che un accordo per il cessate il fuoco è stato raggiunto, parlando di un'evacuazione dei combattenti ribelli dalle 4 italiane di mercoledì.  La nuova intesa per riprendere l'evacuazione di civili e combattenti armati è stata confermata anche dalle fazioni dei ribelli citate dai media arabi. "Nelle prossime ore l'intesa verrà' implementata", e in cambio, afferma un responsabile citato da Al Arabiya, i combattenti anti-governativi consentiranno "una simile evacuazione da due villaggi fedeli a Damasco sotto assedio nella regione di Idlib", le locatila' di Foua and Kefraya

In città però si attende ancora: secondo l'Osservatorio siriano sui diritti umani non si hanno ancora notizie dell'avvio delle operazioni. Numerosi autobus, secondo l'Osservatorio, si trovano ancora nei quartieri devastati dalla guerra mentre i civili attendono per lasciare la città. Non si conoscono per il momento i motivi del ritardo. Dopo che è stato annunciato il ritardo nell'evacuazione da Aleppo est di civili e ribelli, prevista nell'accordo di tregua, è arrivata anche un’altra notizia da parte di attivisti dell'opposizione citati dall'agenzia Ap: nonostante il cessate il fuoco annunciato ieri sera, stamani sono ripresi i bombardamenti governativi. Mosca spera che la situazione ad Aleppo est possa essere risolta “in 2 o 3 giorni”, ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov aggiungendo che le richieste di tregua puntano “solo a dare respiro ai militanti”.

Le atroci violenze compiute nelle ultime ore – Intanto, però, la vittoria dell’esercito siriano porta con sé anche la notizia della morte di oltre 80 civili nelle ultime ore. Rupert Colville, portavoce delle Nazioni Unite, ha detto che secondo i rapporti ricevuti le morti sono avvenute mentre le forze filo-governative setacciavano le zone roccaforte dei ribelli. Tra le vittime di Aleppo ci sarebbero anche undici donne e tredici bambini. L’Unicef ha detto che un centinaio di bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie sono rimasti intrappolati in un edificio sotto attacco per diverso tempo. Dopo l’ultimo assedio la Commissione Internazionale della Croce Rossa ha lanciato l'ennesimo appello secondo cui centinaia di persone che non hanno mai preso parte alla guerra non hanno nessun posto dove scappare. Dall’Italia la Farnesina ha chiesto che venga garantito pieno accesso alle agenzie umanitarie dell'Onu ed all'Icrc in tutta Aleppo est, affinché si possa assicurare assistenza e protezione alla popolazione. Amnesty International ha rivolto un appello urgente a tutte le parti in conflitto affinché la popolazione civile sia protetta.

Allarme internazionale dopo l'ultimo assedio – La gravità della situazione ha spinto Francia e Gran Bretagna a chiedere una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, presieduta dal segretario generale dell’Onu Ban Ki moon. Il presidente francese Hollande ha detto che ci sono 120.000 ostaggi sotto le bombe ad Aleppo, una situazione “inaccettabile”, che “fa male al cuore a tutti”, ha poi detto la cancelliera  tedesca Merkel. “Non lasceremo nulla di intentato presso il regime siriano, ma anche Russia e Iran”, hanno aggiunto i leader di Germania e Francia, perché “la popolazione civile venga protetta e il sostegno umanitario possa essere assicurato”.

Tour Eiffel spenta per solidarietà Aleppo – La Tour Eiffel resterà spenta questa sera in segno di solidarietà con la popolazione di Aleppolo ha deciso da Anne Hidalgo, la sindaca di Parigi.



Siria, Unicef: “Strage di bambini peggiore di Bosnia e Ruanda” (http://www.dire.it/14-12-2016/96012-siria-unicef-strage-di-bambini-peggiore-di-bosnia-e-ruanda/  riportato da http://www.intopic.it/notizia/10935525/)

3) Orrore a Damasco: una bimba di 8 anni usata come kamikaze per un attentato

Una bambina di otto anni sarebbe stata usata come kamikaze in un attentato in un commissariato di polizia a Damasco. Lo riferiscono fonti siriane filogovernative. La piccola è morta, mentre almeno un agente è rimasto ferito.

16 DICEMBRE 2016 19:10 di Susanna Picone

L'esplosione che oggi ha scosso una stazione di polizia a Damasco, capitale della Siria, sarebbe stata provocata da una bambina di appena otto anni. Una bambina che è stata fatta saltare in aria con indosso una carica esplosiva. A riportare la notizia è l’agenzia governativa siriana Sana, che comunica anche che i terroristi avrebbero fatto entrare la piccola kamikaze in una stazione di polizia nel quartiere di Midan e a quel punto avrebbero azionato l’ordigno a distanza. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha confermato la notizia dell’esplosione ma non l’età del kamikaze. Una fonte della polizia ha detto ad Al-Watan che la bambina sembrava persa e che avrebbe chiesto di usare il bagno quando l'esplosivo è stato fatto detonare. La piccola è morta nell’esplosione mentre almeno un agente di polizia è rimasto leggermente ferito. Secondo altre fonti, oltre alla bambina sarebbero rimaste uccise anche altre tre persone.

Il dramma dei bambini in Siria –  Intanto ad Aleppo il regime siriano ha  sospeso l'evacuazione dei civili e dei combattenti dell'opposizione dalle ultime zone ancora in mano ai ribelli lasciando così migliaia di persone intrappolate. E dall’Unicef arrivano dati drammatici riguardo i bambini della città. Secondo Anthony Lake, direttore generale Unicef, nelle ultime ventiquattro oltre 2700 bambini sono stati evacuati da Aleppo orientale, alcuni dei quali malati, feriti o senza i genitori. “Tuttavia – ha spiegato – centinaia di altri bambini vulnerabili sono ancora intrappolati in questa parte della città e rischiano di morire se non saranno evacuati in breve tempo”. “L'Unicef e i suoi partner sono in attesa, pronti a evacuare questi bambini. Imploriamo tutte le parti coinvolte nel conflitto di permetterci di portarli in salvo”, ha aggiunto il direttore Unicef.


Altre fonti:
- Bimba usata come kamikaze a Damasco
L’esplosione ha colpito un edificio della polizia nel quartiere al-Midan, nel centro città.
(http://www.lastampa.it/2016/12/16/esteri/bimbakamikaze-fatta-saltare-in-aria-a-damasco-vj6Xs9sGaxW1ORb2HLES2J/pagina.html).
- Attentato a Damasco: usata bimba di 8 anni come kamikaze
Attacco kamikaze nella capitale siriana: l'attentatore era però una bimba di 8 anni. A Damasco il primo attacco suicida compiuto da minorenni in Siria (di Anastasia Latini)
- Siria, Unicef: “Strage di bambini peggiore di Bosnia e Ruanda”
Mercoledì, 14 Dicembre 2016 Dire
 (http://www.intopic.it/notizia/10935525/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

4) Ancora fiamme ad Aleppo: i ribelli bruciano i bus destinati all’evacuazione
Ancora fiamme ad Aleppo: i ribelli bruciano i bus destinati all’evacuazione
Sono almeno 5 i pullman dati alle fiamme che avrebbero dovuto liberare parte della popolazione che vive nella zona ad Est della città siriana. Intanto, è atteso per il prossime ore il voto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla risoluzione che chiede l'accesso immediato degli osservatori internazionali per garantire gli aiuti umanitari.
MEDIO ORIENTE 18 DICEMBRE 2016  16:51 di Ida Artiaco

Non c'è pace per Aleppo. I ribelli antigovernativi siriani hanno attaccato e bruciato diversi pullman, almeno cinque, che per fortuna erano ancora vuoti e che avrebbero dovuto essere usati per l'evacuazione dei villaggi sciiti nella provincia di Idlib. Lo ha riferito la Bbc. Proprio l'evacuazione graduale di questi centri faceva parte dell'accordo per la liberazione della popolazione civile che vive nella parte orientale della città, ancora sotto il controllo delle forze d'opposizione. Le operazioni sono condotte sotto la supervisione della Croce rossa internazionale e la Mezzaluna rossa siriana, e sono riprese normalmente, anche se a rilento anche a causa degli ultimi scontri e dopo la momentanea sospensione dei giorni scorsi.

La tv di Stato siriana accusa "terroristi armati", termine usato per tutti i ribelli anti-Assad, mentre a loro volta i ribelli additano forze pro-governative. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, il gruppo Jabhat Fatah al-Sham — ovvero i qaedisti di Al Nusra — avrebbe tentato di impedire ai bus l’accesso ai due villaggi sciiti. La preoccupazione della comunità internazionale sulla situazione in cui continuano a vivere i residenti, tra cui molte donne, bambini e ammalati, cresce ora dopo ora. Sarebbero centinaia di migliaia le persone intrappolate nelle zone assediate di Aleppo. In mattinata erano stati assegnati alle famiglie i numeri degli autobus, alcuni dei quali sono stati però bruciati.

Intanto, è atteso per le prossime ore il verdetto del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che voterà su una risoluzione che chiede l'accesso immediato e incondizionato a osservatori internazionali nelle zone assediate di Aleppo e in tutta la Siria al fine di garantire la distribuzione degli aiuti umanitari. La Francia ha avanzato una proposta nella quale si chiede al segretario generale Ban Ki Moon di ridispiegare questi soggetti già sul posto per "effettuare un controllo diretto e neutro e riferire in merito alle evacuazioni". La risoluzione sottolinea inoltre che l'evacuazione dei civili "deve essere volontaria e per destinazioni di loro scelta". L'ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha detto che la Russia esaminerà la risoluzione, ma si è detto scettico sull'invio immediato di osservatori.


Fonti:

- Onu, sulla Siria la Russia pone il veto e rilancia con una contro proposta
Domenica, 18 Dicembre 2016 Il Giornale
(http://www.intopic.it/notizia/10951394/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

5) Migranti, naufragio nell’Egeo: almeno 5 morti, anche 4 bimbi
La tragedia al largo delle coste occidentali della Turchia, in slavo altre otto persone recuperate dai soccorsi
EUROPA 20 DICEMBRE 2016 - 12:39 di Antonio Palma

Nuova tragedia dell'immigrazione al largo delle coste occidentali della Turchia. Una piccola imbarcazione con circa una quindicina di persone a bordo, che probabilmente tentavano di raggiungere la Grecia, infatti è naufragata nelle scorse ore  nelle acque del Mare Egeo trascinando in fondo al mare almeno 5 persone. Ne danno notizia i media locali citando il governatore della città costiera di Ayvalik, Namik Kemal Nazli, dove i cadaveri sono stati portati dopo essere stai recuperati insieme ai superstiti dell'affondamento.

Tra le vittime purtroppo figurano anche quattro bambini, il restante cadavere recuperato dai soccorsi apparterrebbe invece ad una donna. Secondo le stesse fonti, i soccorsi giunti sul luogo del naufragio sarebbero riusciti a trarre in salvo altre otto persone che si trovavano sullo stesso natante, tra cui un bimbo di 3 anni, ora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale della zona. Non è escluso che le vittime, tutti cittadini afghani, appartenessero alla stessa famiglia che cercava di raggiungere come tante altri gruppi familiari le coste dell'isola greca di Lesbo.


6) Siria. Nessuno è in grado di dire quanti siano i morti. Mercoledì un’iniziativa in Fnsi
Africa del Nord e Medi oriente, Articoli, Esteri, 20 dicembre 2016 di: Riccardo Cristiano

Una settimana dopo la caduta di Aleppo est per mano delle milizie khomeiniste, dell’aviazione russa e di quel che resta dell’esercito siriano, l’Onu, come fu nel caso di Sarajevo, è rimasto fuori dalla storia, non riuscendo neanche a votare l’invio di osservatori e la garanzia di incolumità per chi decidesse di lasciare la città. Aleppo cosí appare da giorni in balia degli eventi e di plausibili razzie. Molti testimoni raccontano di atrocità indicibili, ipotizzando una gigantesca deportazione di massa, al fine di rimodellare la realtà demografica del Paese, probabilmente già in atto.

Il termine genocidio per la Siria ormai è usato frequentemente. Nessuno è in grado di dire quanti siano i morti. Davanti a questa tragedia epocale l’Europa è distratta, esitante.
La Fedierazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione dei Giornalisti Amici di padre Dall’Oglio e Articolo 21 ritengono proprio dovere impedire che tutto questo venga ridotto all’attesa di una sbandierata e mai effettuata “evacuazione” che, oltre a non esserci, costituirebbe, se imposta, la fine del diritto.

Mercoledì 21 dicembre  alle 16,30 alla Fnsi (Roma, Corso Vittorio Emanuele II n 349) ne parleremo con monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, la professoressa  Anna Foa e l’imam di Trieste Nader Akkad. Apre l’incontro Raffaele Lorusso, segretario Fnsi.

(http://www.articolo21.org/2016/12/siria-nessuno-e-in-grado-di-dire-quanti-siano-i-morti-mercoledi-uniniziativa-in-fnsi/).

7) Aleppo, l’allarme dell’Unicef: “4 mila bambini rischiano di morire, sono rimasti soli”

Ennesimo appello dell'associazione umanitaria nel giorno dell'#AleppoDay. Molti bambini sono orfani e hanno bisogno di cure mediche. All’Unicef fa eco Save The Children: "Centinaia di bimbi in condizioni di estrema vulnerabilità anche per il freddo ed il gelo".
MEDIO ORIENTE 22 DICEMBRE 2016 - 12:23 di Biagio Chiariello

Almeno 4 mila bambini sono intrappolati ad Aleppo Est e rischiano di morire nell’inferno della guerra che in questi giorni infuria nella città siriana. E' l'allarme lanciato dal portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini nel giorno dell'#AleppoDay. Sono in quel che resta della città, molti sono orfani e senza famiglia, hanno bisogno di aiuto immediato o rischiano la morte". Mentre l'evacuazione continua, "notizie non confermate riportano anche di bambini e civili morti sui bus a causa del sovraffollamento: un fatto orribile. Occorre vigilare perché certi fatti, se confermati, non si verifichino, sarebbe paradossale, disumano".  I bambini di Aleppo – prosegue il portavoce di Unicef Italia – hanno vissuto esperienze devastanti durante l'assedio ora sono esposti al trauma ulteriore della continua incertezza d'evacuazione o meno da Aleppo est ed hanno bisogno di assistenza medica immediata". "Bisogna fare in fretta – aggiunge Iacomini – perché ad Aleppo est sono finiti medicine, acqua e riscaldamento, case ed ospedali sono ridotti in macerie. E' una corsa contro il tempo. Molti dei bambini evacuati non sono vaccinati. Prima dell'assedio la copertura vaccinale era appena del 30%, copertura che ora è crollata ulteriormente fino alla fine dell'assedio”.

All’Unicef fa eco Save The Children, che evidenzia come tra le circa 26.000 persone arrivate nelle aree rurali di Aleppo e Idlib negli ultimi giorni, ci siano tantissimi bambini e neonati, “in condizioni di estrema vulnerabilità anche per il freddo ed il gelo, spesso malnutriti, dopo mesi sotto assedio senza cibo adeguato”. Secondo quanto accertato dagli operatori umanitari dell’associazione, in centinaia sarebbero i bambini rimasti soli, spesso separati dai genitori nella confusione che si crea dopo la discesa dai bus con i quali le popolazioni sono state evacuate da Aleppo est. "I loro volti e le loro mani sono completamente neri e ricoperti di polvere di carbone, visto che negli ultimi giorni hanno bruciato mobili e qualsiasi altra cosa pur di riscaldarsi in qualche modo", spiega Muslem Essa, un operatore umanitario impegnato con l'organizzazione locale Violet a Idlib. A peggiore il tutto c’è poi la tempesta di neve che si sta abbattendo sulla Siria. “Queste famiglie continuano a dormire in strada o in edifici bombardati, privi di cure mediche, cibo e carburante”, prosegue Save the Children che sta fornendo aiuti alimentari, sovvenzioni in denaro, coperte e kit di emergenza a migliaia di famiglie sfollate.


Fonti:
- “I media di tutto il mondo mentono sulla Siria”. Il video (pieno di bugie) diventa virale
Mercoledì, 21 Dicembre 2016 (Fanpage)
(http://www.intopic.it/notizia/10961669/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

- Siria, Onu approva creazione di gruppo lavoro su crimini di guerra
Giovedì, 22 Dicembre 2016 (Tgcom)
(http://www.intopic.it/notizia/10965157/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

- Quelle guerre dimenticate
Sabato, 24 Dicembre 2016 Gli occhi della guerra
(http://www.intopic.it/notizia/10972663/?
r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).

8) Il disperato appello degli orfani di Aleppo: “Fateci uscire da qui”
I bambini dell'orfanotrofio di Aleppo est hanno lanciato un drammatico grido d'aiuto al mondo. La piccola Yasmeen di soli dieci anni chiede a tutte le persone che hanno a cuore i diritti dei bambini di salvare lei e i suoi "fratelli" dai bombardamenti. Sono affamati e impauriti e l'unica cosa che vogliono è abbandonare la città al più presto.
MEDIO ORIENTE 15 DICEMBRE 2016  18:29 di Mirko Bellis

Con indosso un cappello di lana rossa, la piccola Yasmeen Qanouz, una bambina siriana di 10 anni ha lanciato un disperato appello al mondo intero. E’ rimasta intrappolata nell'inferno di Aleppo assieme ad altri 47 bambini nell'orfanotrofio Moumayazoun nella parte orientale della città.

Il video di un minuto è stato rilasciato dalla Syrian American Medical Society, un'organizzazione no profit negli Stati Uniti formata da centinaio di medici siriani e americani.

Nel filmato Yasmeen è circondata dagli altri bambini dell’orfanotrofio, alcuni poco più che neonati. Nel suo straziante grido d’aiuto rivolto “a tutte le persone che hanno a cuore i diritti dei bambini”, la piccola afferma di vivere nella struttura da due anni, da quando ha perso i genitori. Nonostante la sua giovane età, Yasmeen è cosciente del pericolo che sta vivendo e dice: “Questo potrebbe essere l'ultima volta che mi vedete o sentite la mia voce".

Nella stanza poco illuminata, gli altri bambini rimangono silenziosi e pallidi in volto ad ascoltare le parole della loro compagna. Sperano di riuscire ad abbandonare Aleppo e di poter alimentarsi ma hanno paura dei raid aerei e per questo non osano lasciare l’orfanotrofio. "Mi appello alle organizzazioni per i diritti umani e le organizzazioni per i diritti dei bambini in tutto il mondo: aiutateci ad uscire da Aleppo”. Il loro desiderio più grande è quello di vivere in pace “come qualsiasi altro bambino del mondo”.

In questo orfanotrofio sono rimasti solo dieci adulti ad occuparsi dei piccoli. Gli altri, secondo quanto ha affermato al Daily Mail, Muhammad Azraq, il direttore del centro, hanno deciso di abbandonare la struttura dopo l’intensificarsi dei bombardamenti. “I bambini mi hanno chiesto di fare il video e di inviare le loro parole per mostrare al mondo ciò che sta accadendo ad Aleppo”, ha dichiarato Azraq. La situazione dei piccoli è disperata. “Molti di loro soffrono malnutrizione – ha aggiunto il direttore –  e alcuni stanno letteralmente morendo di fame”. Il bambino più piccolo ha solo 10 mesi ed è stato estratto dalle macerie solo il mese scorso. Lui ce l’ha fatta ma tutta la sua famiglia è rimasta uccisa da un bombardamento. “Resterò a proteggere i bambini. Sono come i miei fratelli, i miei figli”, ha concluso Azraq.

Per questi bambini, come per gli altri civili dei quartieri appena riconquistati dall'esercito regolare siriano, l’evacuazione non sarà semplice. Questa mattina un convoglio è stato attaccato da una milizia sciita filo-Assad e il bilancio è di quattro persone uccise e altre quattro ferite. Gli autobus e le ambulanze dovranno portare, lungo un corridoio lungo 21 chilometri, 5.000 miliziani con i membri delle loro famiglie e tutti i civili che intendo abbandonare la città.

Da quando è iniziato la guerra civile in Siria, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono morti quasi 16.000 bambini.


Pazzesco l'uso di espressioni indicanti la fine della battaglia di Aleppo da parte di diversi media quando tutti sanno che è stata una strage cruenta, una pulizia etnica di persone inermi senza alcun sussidio a causa della distruzione di ospedali, affamati, disidratati, psicologicamente stressati, ai limiti della sopravvivenza e che tentavano di fuggire da bombardamenti continui ed uccisioni casuali: i militari entravano nelle case e uccidevano torturando, mentre altri civili inermi che tentavano di fuggire dal massacro che arrivava da ogni parte spesso erano uccisi, non importa se bambini, donne, anziani, feriti. Cadaveri umani di ogni età lungo la strada dove passava la gente che tentava di fuggire coi bambini e pochissimi bagagli, freddo, cecchini ancora pronti a far fuoco su tutto quello che vedevano muoversi… e questa la chiamano battaglia.

Le nazioni interessate lanciano rimandi tra loro sulle responsabilità, altre, forse le più interessate, tacciono, promettono soluzioni che sono subito sconfessate. Ambulanze e camion pieni di generi di base per sopravvivere fermi alla frontiera in attesa che qualcuno rilasci un via libera per soccorrere chi, ormai sempre meno, urla per il dolore fisico e psicologico.

Le statistiche cambiano di giorno in giorno e in base alla fonte da cui provengono. Certo che non è una soluzione anche il cessare il fuoco che dopo un giorno o due riprende e non si sa con quali intenti, ma facilmente intuibili. Si dice che chi avrebbe sopraffatto gli altri lascerà passare chi depone le armi, ma poi sarà veramente così? Se entrano nelle case e uccidono tutto quanto si muove come ci si può fidare? E le nazioni stanno a guardare, fanno grandi riunioni, ma le vittime che raggiungono qualche nazione ospitante parlano di ben altro e invocano aiuto per chi è ancora nei seminterrati, perché ormai non ci si fida più di nessuno. Tutti piangono qualcuno che non li ha abbandonati, ma è stato ucciso dopo tortura o altro; gridano le vittime che si sono salvate anche se portano i segni sul corpo della loro fuga e implorano pietà per chi è ancora là ad aspettare, aspetta non sa che cosa e pensa, extrema ratio, alla fuga che non conosce.

Ed intanto leggiamo che i bimbi sono usati come proiettili a lungo raggio, facendoli esplodere con il telecomando, uno, due o sei alla volta... Li fanno esplodere perché le bimbe non sono veramente sicure di quello che succede, né lo sapranno mai perché a un tratto le fanno esplodere e loro sono sventrate da quelle bombe perché qualcuno, non esposto, preme l'interruttore d'accensione dell'esplosivo. Bravi! Proprio bravi quei massacratori, vigliacchi fino alla fine, perché non si sa cosa promettono a quei bimbi che indubbiamente rimbambiscono, anche a causa della somministrazione di captadon, flakka o altro per togliergli il senso critico che ricorderebbe loro che hanno una vita da vivere, agendo così come automi per poi morire squartati dalle bombe che indossano.

Da ultimo assistiamo ad una perversa e ormai consueta sostituzione di nomi per confondere chi legge, nomi che non cambiano nulla, ma servono ad imbrogliare la gente che legge queste allucinanti modalità espressive inventate sempre più per confondere, da menti abituate a generare confusione. Adesso i migranti sono stati suddivisi in due classi: quelli che provengono da guerre e quelli che fuggono dalla miseria e da altre calamità provocate dall'uomo, che si chiamano “migranti economici”. Ci si chiederebbe il perché, ma è inutile tentare di penetrare nella mente di coloro che devono fare i giochetti ad uso e consumo dei politici. I migranti dalla guerre sono accolti secondo le leggi traballanti che ci sono ora, gli altri quelli “economici” possono essere ricacciati nei posti da dove provengono, non importa se al loro paese non c'è più nulla e se possono essere uccisi da pallottole vaganti: sono rimandati indietro dopo tutti gli sforzi ed i borseggiamenti che hanno subito. Anche se il loro numero non è più quello di partenza non ha importanza: i pensatori di questi imbrogli sono sempre i soliti e riempiono gli uffici governativi pronti solo a sostituire nomi e a rendere difficile ciò che dovrebbe essere espresso in maniera facile e comprensibile.

Alcune volte, se si riesce a leggere, si rinuncia a capirci, ma intanto quel guazzabuglio di nomi passa per legge o applicazione di normative, anche se la grammatica e la logica irripetibile nasconde una profonda parentopoli al servizio di chi vuole imbrogliare la gente spesso proveniente da studi accelerati grazie a modalità occulte, ma reali.


Perciò i migranti “economici” andrebbero avvisati di cosa si cela dopo il faticoso e pazzesco viaggio compiuto per trovare da vivere un pochino meglio, ammesso che lo sia. Aspettiamo altri cambiamenti, declamati come soluzioni attuali che sono pronte ad essere sostituite da altre di comodo da parte di chi comanda, mentre parecchi politici si alternano a presentare le soluzioni scritte da altri.