All'attacco, Bambini!

di Giorgio Gagliardi

domenica 9 aprile 2017

Il Mar Mediterraneo e le città siriane si stanno trasformando in cimiteri; intanto si discute ancora. I politici e nemmeno l'ONU sanno intervenire decisamente e i migranti muoiono nell'attesa del domani/The Mediterranean Sea and Towns Such as Those in Syria Are Turning into Cemeteries, While Discussions Continue. Neither Politicians nor the UNO Know how to Intervene Effectively and the Migrants Die as They Await Tomorrow


1) Nelle guerre attuali chi è il vero nemico che si traveste, ma spara sempre.
«Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio: 

Hanno detto che era stata sancita la pace in Siria, ma ad Aleppo e Mosul si continua a bombardare: Assad e compagni. Anche a Ginevra si combinerà qualcosa, sebbene chi partecipa è molto dubbioso, per non accennare ai gas che sono sempre stati usati, ma che cercano sempre i depositi che si spostano come le cavallette.

I kamikaze continuano a farsi saltare in aria e muoiono loro e chi sta loro vicino. I media riportano i casi più importanti perché ormai sono troppi e cercano le notizie meno pesanti e meno nere per poter dire che si sta facendo qualcosa. Vero! Ma è vero anche il contrario e i negoziati ad Astana sono stati accompagnati da un bombardamento Russia-Usa che è subito è stato smentito dai singoli rappresentanti: le bombe però sono cadute dal cielo e hanno colpito città con relativi morti, feriti e distruzione e un ulteriore peggioramento delle condizioni di  vita.

Intanto i pappagallini verdi sono ancora in circolazione per colpire i bambini che li raccolgono e restano senza mani, ciechi e futuri invalidi disperati, perché avranno una vita da paura, ma poca gente conosce la storia dei pappagallini gialli che, mi sembra c'erano anche nell'ultima grande guerra...

E intanto si continua a bombardare quello che è rimasto ad Aleppo e dintorni, anche se la gente che non può muoversi circola per quanto è possibile lungo le macerie della città stando attenta ai cecchini che ci sono ancora, nonostante le riunioni internazionali che lasciano tutto come prima. Quando c'è una notizia certa di un attacco da chissà chi che si conosce bene, subito intervengono i soliti doppiogiochisti a imbrogliare le carte e a suggerire altri giochi occulti o meno, ma ricordiamoci che chi tira le fila sono sempre quelli che hanno solo interesse alle loro tasche attraverso infinite vie che non si trovano più, ma che conoscono bene loro e da un gran pezzo. Non illudiamoci: sono sempre quelli dal 1700/1800 e che non sono poi così nascosti; il fatto è che stanno uniti e serrati, ma attraverso altre figure di spicco sfuggono alla gran parte di chi sta lottando con armi che provengono da loro attraverso giri sempre meno conosciuti e si ritrovano le stesse armi in chi combattono perché anche questi sono foraggiati da loro.

Oggi siamo allo sbando più nero e coloro che pagano sono quelli coinvolti in guerre che non vorrebbero, ma sono costretti a subire. Sono decimati lo stesso, ma a loro indicano un nemico da perseguire, un  nemico che è in realtà difeso da nazioni che hanno contro altre nazioni ed il gioco diventa sempre più difficile da capire. Qualche politica si è espressa dicendo che tutto si ferma con la politica: bene “ipse dixit”, ha detto la sua e tutto per lei è a posto, ma non dormono tranquilli quelli che quando vanno a letto senza sapere cosa succederà di notte e se si sveglieranno il mattino dopo, vittime, volontari, infiltrati.

La seconda guerra mondiale durò all' incirca quattro anni; la guerra in Siria e le sistematiche rivolte in Libia, Centro Africa, Iran, Afganistan sono ancora in corso: sei anni non sono sufficienti a smaltire le armi che vengono sempre acquistate e giustificate con le sceneggiate tragiche dei morti che realmente spariscono dalla faccia della terra e che non volevano quella fine, in cui quasi nessuno sa riconoscere i propri familiari. Sembrerebbe che anche grandi associazioni subiscano pressioni non indifferenti: voce di popolo, di infiltrati o verità seminascoste. Muoiono anche i volontari che credono ancora nella razza umana e l'aiutano a costo della propria vita.

Ricordatevi che c'è sempre un Dio superiore a quei figuri e che sta aspettando qualcosa  e Quello ha una memoria di acciaio e il “redde rationes” é per tutti, a cominciare da coloro che sono accodati al “piccolo corno dell’Apocalisse”.

Care vittime e figli di vittime e volontari di ogni tipo, vi accompagniamo come possiamo.


Fonti:


- Siria, al via i negoziati di Astana. Usa-Russia, primo bombardamento congiunto su Isis ma Usa smentisce - 23 gennaio 2017 (http://www.repubblica.it/esteri/2017/01/23/news/siria_negoziati_astana-156676139/).
- Non basta il trattato che le ha messe al bando. Mine antiuomo: la vergogna che uccide ancora (https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/mine-antiuomo-lipoteca-che-pesa-sui-futuri-di-pace-).

I risultati sono sorprendenti, cioè a sorpresa: si parla di pace in Siria e intanto continuano i bombardamenti e gli altri soprusi dei militari sulle vittime civili. Lo veniamo a sapere dai civili e da chi parla per loro, ma vive in quelle zone e ha tempo di scrivere quello che succede. I viaggi della sfortuna sono ancora in atto: a Palermo ne sono arrivati mille, ma i morti annegati nel cimitero del Mediterraneo nel 2017 sono già attorno ai 400.

C'è veramente qualcosa che non quadra. Lo stato sta attrezzando degli edifici per loro e loro non sono contenti per come li trattano e soprattutto per la paura di ritornare in quei luoghi dove possono ucciderli.

Allora perché tante conferenze su di loro? Cosa risolvono per i bambini che muoiono alla svelta una volta che sono feriti o hanno qualche malattia, perché sono pochi i medici meravigliosi che non badano alla propria vita, ma solo a salvarli… E molte volte è impossibile senza medicine, senza attrezzature e con ospedali distrutti.

La pulizia etnica che sta mettendo in atto l'ONU  è piuttosto imbarazzante: chiede aiuto per sostenere le guerre in atto perché non sa più come fare.

Bombardare ancora diventa un tiro al piccione: quasi tutto è distrutto, ma continua il bisogno di far paura coalizzandosi e bloccando gli aiuti.

Volontari che vi sacrificate, vi esorto a continuare ad aiutare: il vostro nome non sarà scritto su qualche lista che non conta nulla, ma la storia vera vi ha già riservato uno spazio enorme. Bravi! Anche se noi siamo alla finestra e vi aiutiamo come possiamo, Qualcuno ha già segnato il nome dei vostri persecutori e quel Qualcuno sa come intervenire; anche se i tempi sembrano lunghi, Lui è sempre presente e consola a modo Suo chi  soffre per la verità e non per la ricchezza di cui molti purtroppo approfittano anche in queste tragiche occasioni.

2) Siria, Unicef: “L’acqua sta lentamente tornando ad Aleppo”


ROMA – Secondo l’Unicef l’approvvigionamento d’acqua sta lentamente tornando a funzionare pienamente. Per circa un mese, 1,8 milioni di persone sono state tagliate fuori dai servizi pubblici di approvvigionamento idrico: nello specifico, il problema ha riguardato 1,3 milioni nella città (di cui 517.000 bambini) e 500.000 ad Aleppo rurale est (di cui 217.000 bambini). L’ultima interruzione di erogazione di acqua ad Aleppo è avvenuta il 14 gennaio quando la stazione per il pompaggio idrico di Al-Khafse ad Aleppo Orientale ha smesso di funzionare. Grazie alle operazioni di ripristino del sistema municipale, l’erogazione di acqua sta ritornando lentamente a funzionare. Ci vorranno almeno 10 giorni prima che l’acqua possa arrivare regolarmente in tutti i quartieri.

I bambini sono stati quelli maggiormente colpiti, perché sono i più vulnerabili alle malattie legate all’acqua; spesso proprio i bambini avevano il compito di raccoglierla. Attualmente ad Aleppo, i bambini sono costretti a lunghe file presso i pozzi e i punti di distribuzione mentre la città continua a subire bombardamenti. Tutto questo ha conseguenze negative sulla loro salute, esponendoli a rischi e sottraendo loro tempo che avrebbero potuto utilizzare per giocare o andare a scuola. Gli ordigni di guerra inesplosi continuano ad essere una minaccia per le vite dei bambini in interi quartieri, soprattutto nella parte orientale di Aleppo. In circa 6 anni, tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria hanno utilizzato la fornitura di acqua come arma di guerra: contaminando le fonti di acqua, danneggiando le infrastrutture e le stazioni di pompaggio o sottraendo carburante alle stazioni di pompaggio. L’Unicef e i suoi partner – compresi il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Mezza Luna Rossa Araba Siriana – continueranno a garantire acqua sicura ad 1 milione di persone ogni giorno, fino a quando i servizi pubblici per l’acqua ad Aleppo non saranno tornati a funzionare normalmente.

Il supporto dell’Unicef comprende: la riparazione delle fonti per l’approvvigionamento idrico e la fornitura quotidiana di emergenza di 10 milioni di litri d’acqua per le famiglie e i bambini più vulnerabili – compresi tutti coloro che vivono in rifugi, le famiglie che ospitano le persone sfollate e 144 scuole, così che i bambini possano continuare ad apprendere. L’Unicef sta anche garantendo forniture e carburante per purificare l’acqua e per le stazioni di pompaggio. L’acqua è un diritto umano fondamentale e tutti i bambini dovrebbero avere accesso ad acqua sicura. Grazie al supporto dell’Unicef 34 scuole sono state riaperte ad Aleppo Orientale e circa 15.500 bambini hanno avuto accesso all’istruzione; all’inizio di febbraio sono state riaperte 23 scuole per 6.500 bambini. La situazione della sicurezza ad Aleppo, anche se migliorata rispetto ad un anno fa, rappresenta ancora un problema. Molti bambini raccolgono acqua, mentre dovrebbero essere a casa o a scuola. Per quanto riguarda gli ordigni inesplosi, a dicembre 6 bambini ad Aleppo Orientale sono morti mentre giocavano con un ordigno inesploso e molti altri sono rimasti feriti. In tutti i quartieri, moli edifici sono stati distrutti e gli ordigni inesplosi sotto gli edifici distrutti costituiscono ancora un rischio per le vite dei bambini e delle persone che continuano a tornare alle proprie case. Da novembre, l’Unicef ha raggiunto 80.000 bambini con informazioni sui rischi delle mine ad Aleppo.


Oltre agli ordigni inesplosi ci sono anche le trappole per i civili sotto forma di penne stilografiche che esplodono e di altri giochini inventati proprio per i civili e i bambini, che resteranno sfregiati a vita. Questo è un bombardamento più sottile di quello delle bombe che esplodono o che contengano materiale chimico da intossicare come minimo: la guerra non troverà qualche altro modo per distruggere o invalidare i civili ed i bambini?

3) Iraq. Onu sospende aiuti a Mosul est per bombardamenti Isis (Blitz)
IRAQ, BAGHDAD – L’ufficio delle Nazioni Unite a Baghdad ha annunciato mercoledi la sospensione della distribuzione degli aiuti umanitari nella parte orientale di Mosul, recentemente strappata all’Isis dalle forze lealiste, a causa dei bombardamenti di mortaio a cui lo Stato islamico continua a sottoporre questi quartieri a partire dalla parte ad ovest del fiume Tigri, che rimane nelle sue mani.
La coordinatrice dell’Onu per gli aiuti umanitari in Iraq, Lise Grande, ha sottolineato che “la distribuzione di cibo e altri generi di prima necessità ai residenti di Mosul est è sospesa fino a quando la situazione della sicurezza non migliorerà”. Le operazioni, ha aggiunto la funzionaria delle Nazioni Unite, sono rese difficili “dai continui bombardamenti di mortaio sull’area”.
Mercoledì, 15 Febbraio 2017 Blitz

- Sette attacchi suicidi contro un campo profughi nel nord della Nigeria. (Internazionale)
Venerdì, 17 Febbraio 2017 Internazionale

Le esplosioni sono avvenute nei pressi di un campo profughi nella periferia di Maiduguri, la città più popolosa del nordest del paese. L’area è al centro dell’iniziativa militare del governo contro il gruppo jihadista Boko haram. Secondo l’agenzia di gestione delle emergenze nello stato del Borno, otto membri della milizia locale Joint Task Force sono stati feriti negli attacchi.


- Iraq | La pulizia etnico-religiosa di Isis


L’azione di Isis nella provincia di Mosul sta determinando l’esodo di migliaia di cittadini iracheni di religione cristiana. Si tratta di una vera e propria strategia di pulizia etnico-religiosa in quello che – nei piani di Isis – è un processo di formazione di uno nuovo Stato Islamico fra Iraq e Siria. Joseph Thomas, arcivescovo di Kirkuk e Sulaymaniyah, ha riferito al quotidiano online kitabat.com che si tratta di “un disastro”, che la situazione è tragica:
«decine di migliaia di residenti terrorizzati sono fuggiti, e nel momento in cui stiamo parlando, la situazione non può nemmeno essere descritta” , ha detto Thomas, “Le città di Qaraqosh e Bartella e Karamles sono state abbandonate definitivamente dalla popolazione dei cristiani, anche a piedi, o con dei veicoli, per raggiungere il checkpoint in Erbil ed entrarvi […] Abbiamo avuto quattro morti, una donna e due bambini e una guardia di sicurezza sono stati uccisi in un bombardamento mortaio». (kitabat.com).

Intanto, in serata, le agenzie hanno ribattuto l’indiscrezione secondo la quale Obama starebbe pensando ad un intervento militare. In alcuni casi si parla di un ‘airdrop’ umanitario, non bombe ma viveri e vestiario […]

Su twitter circolano immagini di esecuzioni di massa, che non rilancio, stante anche alla loro non verificabilità. Ma l’area nord del paese, sino al confine con il Kurdistan, è nelle mani di Isis. Il gruppo ha detto via Twitter che i suoi combattenti hanno presero la città e la diga di Mosul sul fiume Tigri, base strategica e militare in costante attacco fin dallo scorso fine settimana. I funzionari kurdi dicono che le loro forze sono ancora in controllo della diga. Ma testimoni hanno riferito a Reuters per telefono che i combattenti dello Stato Islamico hanno sollevato la bandiera nera dell’organizzazione sopra la diga, fatto che può consentire loro di allagare le grandi città o tagliare loro acqua ed elettricità. Dalla sconfitta delle truppe curde avvenuta la scorsa settimana, migliaia di bambini della comunità Yazidi sono stati costretti a fuggire dalla città di Sinjar sulle montagne circostanti. Il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari ha detto che molti dei ragazzi rifugiatisi sulla montagna soffrono l’assenza di acqua. Ci sarebbero almeno 40 morti.

Questa era la situazione riportata nel 2014 da https://yespolitical.com/2014/08/07/iraq-la-pulizia-etnico-religiosa-di-Isis/.

4) Strage dell’Isis in una moschea del Pakistan: oltre 80 morti tra cui 40 bambini

Si tratta del peggior attentato dal 2014. Nel mirino la comunità islamica sufi considerata eretica dall’Isis. Il governo pakistano ha annunciato raid in tutto il Paese contro gli estremisti.
ASIA 17 FEBBRAIO 2017  13:16 di Antonio Palma

È di oltre ottanta morti, tra cui 40 bambini, e centinaia di feriti il bilancio di un terribile attentato terroristico avvenuto nelle scorse ore in una moschea sufi nel sud del Pakistan. Un bilancio che purtroppo è destinato ad aumentare tragicamente nel prossime ore visto che negli ospedali della zona ci sono decine di persone in fin di vita o comunque ferite in maniera gravissima. L'attacco suicida, che rappresenta  il peggior attentato messo a segno in Pakistan dal 2014, è stato rivendicato da gruppi jihadisti affiliati al sedicente Stato islamico attraverso l'agenzia di stampa dell'Isis, Amaq.

Come hanno spiegato le autorità pakistane, gli attentatori volevano fare una carneficina per questo si sono confusi tra i fedeli in preghiera nel tempio Lal Shahbaz Qalandar, a Shewan, a circa 200 chilometri da Karachi nella provincia meridionale di Sindh, facendosi saltare in aria nell'ora di punta per la preghiera. Si tratta infatti di un attacco kamikaze messo a segno quando nel tempio si trovavano almeno 500 fedeli intenti a celebrare il Dhamal, un antico rituale del sufismo, corrente religiosa considerata eretica dall’Isis così come dai talebani e da al Qaida.

Un attentatore avrebbe lanciato granate per diffondere il panico, poco dopo si è fatto saltare in aria. Un portavoce dell'associazione caritatevole Edhi ha ipotizzato che gli attentatori abbiano preso di mira l'ala del tempio dedicata alle donne perché solo così si spiegherebbe  la morte di decine di bambini che si trovavano con le loro madri. Di questa circostanza però non ci sono conferme ufficiali.

L'attacco sanguinario ha scatenato la violenta reazione delle autorità pakistane, Secondo quanto riferito in una nota di Islamabad, infatti, almeno 39 sospetti terroristi sono stati uccisi dall'esercito pachistano in diversi raid in tutto il paese scattati a seguito dell'attentato al tempio sufi. Le operazioni di rappresaglia hanno riguardato in particolare  la turbolenta provincia settentrionale di Khyber Pakhtunkhwa dove sono state sequestrate anche ingenti quantità di armi e granate. Le autorità pakistane inoltre hanno anche deciso di chiudere il confine con l’Afghanistan fino a nuovo ordine pretendendo da Kabul  la consegna di 76 sospetti che si troverebbero in Afghanistan, territorio da cui sarebbero partiti numerosi attacchi terroristici contro il Paese.

Coloro che pagano sono soprattutto le donne ed i bambini; non c'è nessuna scusante se non che chi fa da kamikaze è imbottito di Flakka, metamfetamina, captadon, crocodril ed altro, nuovo o vecchio, stimolante, ma sempre presente. Le anfetamine le usavano già ai tempi della seconda guerra mondiale e ora sono anche smerciate alla grande nella terza guerra,  che non sembra, ma è una guerra contro l'umanità.

Apriamo tutti gli occhi ed aiutiamo anche le vittime di questa guerra all'umanità che forse sta avviandosi verso una brutta fine. Anche chi avrebbe il superpotere è già segnalato: a Lui nessuno sfugge né tantomeno chi attenta alle sue creature che vuole per LUI.

5) Siria: autobomba a est Aleppo, 60 morti - ANSA.it – Mondo - Medio Oriente

24 febbraio 2017

Nei pressi di al Bab, roccaforte Isis conquistata ieri

È di 60 uccisi e decine di feriti il bilancio provvisorio di un attentato dinamitardo targato Isis avvenuto stamani a est di Aleppo, nel nord della Siria, in un'area conquistata all'Isis dalle forze locali filo-turche. Lo riferisce la tv panaraba al Jazira che cita fonti sul terreno.

Nella cittadina di al Bab, conquistata ieri, una bomba piazzata sul ciglio della strada è esplosa al passaggio di un mezzo: due i militari turchi uccisi, altri tre sono rimasti feriti.



- Siria, serie di attacchi kamikaze a Homs: oltre 40 morti
Il Messaggero > Primo Piano > Esteri

È salito a 42 morti il bilancio delle vittime di una serie di attacchi mirati contro i servizi di sicurezza del governo di Damasco nella città siriana di Homs. Lo riferisce un gruppo di monitoraggio.

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, tra le vittime c'è il comandante del servizio di intelligence della città. Gli aggressori hanno preso di mira una base militare e la sede dei servizi di sicurezza in città. Gli assalti, che si ritiene siano stati effettuati da almeno 6 attentatori suicidi, hanno lasciato un numero imprecisato di feriti. Finora l'attacco non è stato rivendicato.

Sabato 25 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 26-02-2017 09:52


(http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/siria_kamikaze_morti-2281562.html).

- La Russia nella trappola siriana (Internazionale) – 24.02.1017
Bernard Guetta, France Inter, Francia

I miracoli non si possono mai escludere, ma al momento pare molto difficile che si arrivi a una soluzione. Il 23 febbraio a Ginevra è partito un nuovo ciclo di negoziati sulla Siria sotto l’egida dell’Onu. Stavolta i rappresentanti del regime siriano e dell’opposizione siedono faccia a faccia, e questo è il lato positivo. Ma ci sono anche diversi problemi.

Il primo è che il cessate il fuoco istituito il 30 dicembre 2016, dopo la caduta di Aleppo, è talmente fragile che i combattimenti continuano in diverse province siriane nonostante la Russia avesse chiesto la fine dei bombardamenti da parte dell’aviazione del regime per tutta la durata del negoziato.

Il secondo problema è che Bashar al Assad ha riconquistato un vantaggio sul terreno grazie all’appoggio dell’aviazione russa e delle truppe inviate dall’Iran, dunque è meno che mai disposto a farsi da parte o a fare concessioni politiche. Certo, Assad potrebbe inserire alcuni esponenti dell’opposizione a sua scelta nel governo, incaricandoli di occuparsi dei lavori pubblici o dell’istruzione, ma che fine hanno fatto il governo di unità nazionale, le elezioni libere e la nuova costituzione promessi dalla Russia?

Interessi divergenti

I tempi non sembrano maturi per ottenere questi risultati, tanto che gli iraniani già spingono Assad verso una posizione intransigente e, diversamente dai russi, fanno valere la loro presenza sul campo.

Iraniani e russi non condividono più la stessa posizione. Insieme sono riusciti a salvare il regime, ma ora non sono d’accordo sul futuro della Siria perché i loro interessi sono divergenti.

Gli iraniani vogliono un controllo totale sulla Siria per renderla, attraverso l’Iraq a maggioranza sciita, un ponte verso il Libano e consolidare l’asse sciita che hanno costruito in territorio arabo. In Siria, l’Iran sciita vuole affermarsi come potenza regionale appoggiandosi al ramo alauita dello sciismo a cui appartiene la famiglia Assad.
La Russia, invece, non vuole impantanarsi in questa guerra di religione, che in fondo non è altro che una battaglia d’influenza tra l’antica Persia e l’Arabia Saudita.

Mosca deve affrontare anche lo scontro tra gli alleati iraniani e turchi

In Siria, Mosca vorrebbe limitarsi a favorire un compromesso tra il regime e l’opposizione per uscire da questa avventura come artefice della pace e rimettere piede nella regione, approfittando del ritiro degli statunitensi e mantenendo un buon rapporto con tutti gli attori coinvolti, dagli iraniani ai sauditi passando per i turchi. L’opposizione ne è perfettamente consapevole, tanto che oggi si appoggia su Mosca per cercare di contrastare Teheran e strappare concessioni ad Assad.

Ma la ruota gira velocemente, così velocemente che i russi devono affrontare un altro problema, ovvero lo scontro tra gli alleati iraniani e turchi. La Turchia sunnita, infatti, non vuole permettere all’Iran sciita di controllare la Siria. Per non parlare dell’equazione curda. La Russia si ritrova sommersa dalle complicazioni tipiche del Medio Oriente, le stesse che hanno spinto gli Stati Uniti a ritirarsi dalla regione concentrando i loro sforzi contro il gruppo Stato islamico, con un certo successo visto che i jihadisti perdono terreno su tutti i fronti.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

(http://www.intopic.it/notizia/11205267/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha  - http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2017/02/24/la-russia-nella-trappola-siriana).

Le notizie circolano alla velocità giornaliera, poi si dissolvono per lasciar posto ad altre altrettanto tragiche. Ci sono sempre persone che si fanno esplodere e morti a decine, ma è sempre un vivere giorno per giorno, ora per ora, e per questo si tenta ancora di fuggire nelle nazioni vicine se vengono accolti anche in campi di detenzione imprevedibili.

La mente dei siriani è messa a dura prova e quella dei bambini peggio ancora, visto che si possono trovare senza genitori, con la famiglia decimata e da soli tenteranno quello che possono ed andranno ad ingrossare le file dei migranti non accompagnati e soggetti alle più tristi conseguenze che segneranno il loro fisico ed il loro spirito. Le campane delle grandi associazioni serie internazionali suonano a lutto: continuano mancanza d’acqua, di cibo, paure a camminare per la strada, paure ad ogni rumore sospetto, vivere sempre più a ridosso di macerie che danno l'apparente difesa a quelli che restano della famiglia. È un vivere tutto questo ? 

6) Bangladesh, inviato Onu a Dacca per crisi Rohingya – 20.02.2017

DACCA – Nella capitale bengalese c’è grande attesa per l’arrivo di Yanghee Lee, Special Rapporteur Onu per i diritti umani in Myanmar. La visita, come riferisce il quotidiano bengalese ‘The News Today’, durerà quattro giorni e si focalizzerà sulla crisi dei Rohingya, la minoranza etnica del Myanmar che da decenni subisce discriminazioni e violenze, e che per questa ragione vede migliaia di suoi membri fuggire ogni anno verso i paesi vicini. Un gran numero si concentra attualmente in varie zone di Cox’s Bazar, distretto sud-orientale del Bangladesh, frutto dei ripetuti assalti compiuti dai militari birmani contro i villaggi rohingya a ottobre 2016. Yanghee Lee compirà un sopralluogo anche in questi campi profughi, sia per monitorare le condizioni in cui queste persone vivono, sia per approfondire le motivazioni che negli ultimi 4-5 mesi le hanno spinte a varcare il confine.

“Accogliamo con favore l’annuncio della fine delle operazioni militari di sicurezza nello stato del Rakhine, tuttavia non possiamo ignorare le numerose denunce da parte degli osservatori Onu circa il sospetto di gravi violazioni contro i diritti umani“. Il team fa parte dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani (Ohchr), inviato il mese scorso a Cox’s Bazar, e ha raccolto circa 200 testimonianze da parte degli sfollati. A ottobre 2016 l’esercito birmano ha lanciato un assalto alla popolazione di questa minoranza: centinaia di persone sono state uccise, altre hanno subito torture e violenze sessuali. Molti villaggi sono stati dati alle fiamme, così come hanno confermato anche le immagini satellitari diffuse da Amnesty International.

dalla nostra inviata Alessandra Fabbretti, giornalista


SE la Siria piange, i Rohinga non ridono: piangono anche loro, respinti dalla Malesia e da altre nazioni vicine: o si adattano a fare gli schiavi o scelgono la via del mare su carrette che non sanno più dove fermarsi perché vengono respinte dopo un breve rifornimento di carburante e cibo. E intanto le fosse comuni si riempiono a dispetto dei vari rappresentanti dell'Onu che arrivano e cercano prove di violenze e mandano messaggi da paura a chi li ha mandati in quei posti, anche grazie all'aiuto delle testimonianze satellitari che registrano le violenze dell'esercito birmano. Ma i Rohingya sono lontani e arrivano solo notizie che poi spariscono alla svelta, per essere sostituite da articoli sul calcio e su altri passatempi che intontiscono la gente che pensa e discute solo di questo trascurando la mattanza che ci circonda.

7) Egitto: Sinai, ’giovane bruciato vivo dall'Isis'
Accusato di essere collaboratore. Centinaia di copti in fuga - 27 FEBBRAIO, 11:32
Centinaia di cristiani copti in fuga dall'Isis nel Sinai
IL CAIRO - Un giovane musulmano è stato "bruciato vivo" da jihadisti dell'Isis "a Rafah", nel Sinai nord-orientale: lo riferiscono diverse fonti locali presentandosi come testimoni oculari. Le fonti, almeno quattro, hanno detto all'ANSA che al giovane inoltre "sono stati cavati gli occhi". La vittima si chiamava Ahmad Hamed e, secondo i testimoni, è stato ucciso con l'accusa di essere un collaboratore.

Già in passato egiziani che collaboravano con le autorità nella lotta contro l'Isis nella zona al confine con la Striscia di Gaza sono stati colpiti per rappresaglia e per scoraggiare altri dal farlo: vi erano stati anche diversi casi di sgozzamenti e decapitazione (una ventina solo tra il 2013 e il 2014 secondo il computo di un sito egiziano).
Nel Sinai nord-orientale la branca egiziana dell'Isis (gli ex-"Ansar Beit el-Maqdes") da tre anni e mezzo conduce una sanguinosa guerriglia contro l'esercito. Il portavoce militare, con un comunicato sulla propria pagina Facebook, ha annunciato che sei "takfiri" (termine usato per indicare i jihadisti dello Stato islamico) sono stati uccisi e 18 "sospetti" sono stati arrestati. Il portavoce, annunciando fra l'altro anche la distruzione di due "depositi di esplosivo", non ha precisato il lasso di tempo in cui vi sono state le uccisioni (che comunque sono definibili frequenti: circa 500 solo tra settembre e l'inizio del mese scorso secondo fonti ufficiali). Fonti dal Sinai hanno riferito di "un morto fra le reclute e tre altri feriti".

(http://www6.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2017/02/27/egitto-sinai-giovane-bruciato-vivo-dallisis_97e7aab3-1f2a-4481-a2d2-8f2e1779108f.html?idPhoto=1)

Riportiamo un ennesimo crimine compiuto dall'Isis: un giovane bruciato vivo! Ora non si uccide più con una pallottola, ma si deve torturare chi non la pensa come loro scegliendo modalità da carnefici raffinati: bruciare vive le persone, come quel pilota qualche anno fa e chissà quanti altri di cui non sappiamo. Ma ci stanno abituando a tutto e non meravigliamoci perciò di quanto accade di criminale e ultravergognoso. «Nulla deve essere criminale», ci stanno dicendo tra le righe i media portavoce dei politici mondiali, che vogliono schiavizzarci tutti e pianificare le nostre coscienze.

Ricordo ancora dell'ennesimo schiaffo all'umanità intera di chiamare i figli  “NATI” per ossequio ad alcune nuove tendenze che premono per affermarsi. Ma chi non si adegua ha la spada di Damocle sulla testa. Attenzione, però, che è sempre una spada e che forse chi vuole schiavizzarci non valuta bene. Cosa diranno ora i politici nel constatare che l'Isis è un’organizzazione criminale? Faranno le solite rimostranze in aula e poi presto nel dimenticatoio, tanto non è uno di loro da riverire. Bambini bruciati vivi anche loro, torturati, crocefissi, ma chi se li ricorda? Qualche sorella, qualche mamma disperata (se ci sono ancora) e poi via nel dimenticatoio, perché ci sono cose che i media scrivono e orchestrano per giorni interi per sviare l'attenzione, ripetendosi all'infinito con il loro copione, mentre i crimini contro l'umanità sono all'ordine del giorno, anche se geograficamente lontani da noi.   


Ormai se uno è bruciato vivo non ci si fa più caso: ci hanno fatto trangugiare di tutto, vero o introdotto ad arte per peggiorare quanto già avviene; ci vogliono abituare a tutto senza possibilità di scelta; uccisioni sopra uccisioni con ogni oggetto trasformato in potenziale arma, come se i fenomeni meteorologici e naturali che mettono in ginocchio intere nazioni non fossero già sufficienti a farci riflettere sul nostro domani e a invitarci ad aiutare un po' tutti nelle nostre possibilità, stando attenti agli sparvieri che giocano, ma uccidono i più deboli ed esposti.    

Continua/To be continued                                                                                                  

mercoledì 1 marzo 2017

Vittime in Siria e nel resto del mondo. Continua la tragedia della cosiddetta pace e non-violenza su migranti e residenti /Victims in Syria and Worldwide. The Tragedy of So-called Peace and Non-Violence on Migrants and Residents Continues


1) Il Center for the Study of Global Christianity stima in oltre 100mila i cristiani uccisi ogni anno
Questa cifra non si limita ai soli cristiani uccisi in odio alla fede, ma comprende anche fedeli assassinati in conflitti di natura etnica. Cassandra prevedeva solo la fine di una città, ma ora le pulizie etniche sono all'ordine del giorno: anche se le chiamano in diversi modi, il succo non cambia. Sembra di essere tornati ai tempi dei comuni, dove ogni paese o conglomerato decideva quale vicino sterminare, poi dietro a ogni sterminatore c'era sempre qualche regnante interessato.
Le notizie poi non ci dicono più nulla perché moltissime sono secretate, come dicono politici e istituzioni, cioè non bisogna dire tutto ai cittadini: beata ignoranza che fa solo brontolare, se non suicidare, i più deboli. Tutti i politici lo dicono col solito sorriso che non fa minimamente cambiare il contenuto dei loro discorsi, salvo essere osteggiati in altri modi e questo in tutto il mondo.
In Italia, i deboli e i disabili acquisiranno nella scuola solo un pezzo di carta che dichiara che hanno frequentato il corso di studi anche se si sono impegnati a raggiungere una meta che per loro vale molto, ma che per lo stato non vale più nulla, anche ai fini di un lavoro che forse non avranno mai.
Cosa hanno fatto quei disabili per ottenere questo e a cosa sono serviti i sacrifici delle loro famiglie? Silenzio! Oppure le solite scuse e lungaggini … Il paravento è una legge che arriva come le altre più o meno declamata, ma che legge è? Curiosamente si lascia che qualche dittatore continui nei suoi disegni, che però fanno tremare anche se non si conoscono bene le effettive conseguenze.
Andando con un certo ordine, dopo l'elezione di Trump, si assiste a una rivolta contro la legge che vieta ai migranti che arrivano dal Medio Oriente di entrare negli Usa. È una cosiddetta levata di scudi mondiale che dilaga a macchia d'olio. Trump diventa inviso a tutti, ma nessuno ha provato ad interrogarsi su cosa c'è dietro l'esplosione del fenomeno migranti da tutto il mondo. C'è forse il genocidio dei cristiani che spariscono in numeri di circa 100.000 all'anno da molte nazioni e che alla meno peggio qualcuno ha intravvisto? Ma allora c'è qualcosa anche se Quel presidente non ha usato mezzi termini e provocato quello che ha provocato. E il cristianesimo non è l'unica religione che cerca di distruggere: se ne affiancano altre moderate e che predicano la tolleranza, la convivenza…
Aspettiamo e restiamo a vedere cosa succede? Beh, se ci trattano con i soliti ritornelli sulla povertà nel mondo da soccorrere, che c'è sempre stata ed è sempre stata trattata a qualche maniera, è ben l'ora di svegliarci! Le proposte per cambiare ora sono delle proposte di legge che si stanno avviando, come il diritto di ogni italiano ad avere un reddito minimo, ma sufficiente, nella speranza che queste leggi non blocchino quelli che non riescono a raggiungere punteggi (SIA, o Sostegno per l’Inclusione Attiva, misura di contrasto alla povertà che prevede l'erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata) stabiliti e che restano ancora più poveri dei poveri che raggiungono il 45 stabilito, perché mancanti di punteggio.
Se osserviamo i titoli di articoli che reputiamo attendibili c'è poca da stare allegri. Aerei russi che bombardano ancora la Siria, le fosse comuni dei Rohingya e via via Paesi come la Somalia ed altri che parlano di carestia nera e conseguenti creazioni di file di persone che, se non muoiono nel deserto per il clima o i criminali della tratta umana, qualora riescano ad attraversare un mare diventato obitorio e raggiungano Paesi dove l'accoglienza è diventata un problema molto serio, hanno la concreta prospettiva di essere rimandati da dove sono fuggiti.
Intanto volontari seri e silenziosi vanno avanti a fare il loro lavoro senza medaglie o premi: è un vanto per tutta l'umanità, anche se quel poco che possono fare è davvero tanto per chi viene assistito da loro e costituisce la speranza del futuro per l'umanità, come uno dei tanti ultimi citati dai giornali:
A processo Herrou, l'agricoltore che aiuta i migranti a passare in Francia”  (http://www.ilgiornale.it/news/mondo/processo-herrou-lagricoltore-che-aiuta-i-migranti-passare-1348989.html) che si è preso 3000 euro di multa per aver aiutato gratuitamente i migranti a passare in Francia.
Oppure come i medici che in tutto il mondo curano malati che non possono permettersi di curarsi, le cui associazioni compaiono su giornali del settore e raramente sui quotidiani (cartacei o digitali che siano), ma che operano lo stesso in silenzio e fanno quello che possono in condizioni molto spesso da paura. I mattatoi continuano ad esistere anche ora nascosti, anche se le fosse comuni continuano ad affiorare scoperte dai satelliti, amici dell'uomo e non complici. Oltre al resto bambini siriani continuano ad essere uccisi. Gli impiccati dal regime di Assad sono attorno ai 13.000, impiccagioni segrete nelle varie carceri e via… avanti, che c'è ancora posto.
I volontari che aiutano le vittime ci sono ancora e vengono multati se non imprigionati, le religioni sono perseguitate e i politici o i rappresentanti mondiali, come a Ginevra, non offrono alcuna soluzione fattibile. Si va avanti così, e i morti annegati aumentano (74 in occasione dell'ultimo annegamento nel Mediterraneo).
In Italia si litiga per uno stadio a Roma e non per attenuare la povertà, ma per spendere un po' di più dopo aver lasciato in stato di degrado lo stadio precedente. Bene! Le riprese video ci mostrano politici imbronciati per le scissioni interne che si verificano. Si litiga anche per le prossime votazioni, si gioca al toto-votazioni e le leggi che vengono promulgate o aspettano i soliti rimandi parlamento/senato arriveranno ad un fine. Molte altre sono nel dimenticatoio, che è pienissimo, come quella sul numero dei parlamentari, il loro stipendio e non aumento condiviso da tutti.
Finalmente si inizia a licenziare chi gioca col cartellino delle presenze sul lavoro pubblico. Già! Perché nel privato non si sgarra. Invece lo stato deve fare sopralluoghi e sorveglianze in continuo. Ma è così anche all’estero o è un nostro vizio che si prende negli anni passati come una ricca Bengodi?
Intanto in Siria, nonostante la pace perché si è conquistata una fetta di una città, i morti ammazzati ci sono sempre; arriva l'acqua (e non si sa come è), ma ai confini sono fermi o stentano a passare gli aiuti destinati alle popolazioni che stanno scomparendo poco a poco. Senza contare le altre grane, come quelle che riguardano Usa/Messico, i Rohingya e il Centro Africa. Emergono i soliti dati da paura, come gli impiccati nelle carceri di Assad, ma è acqua passata… Piangono (se ci sono ancora) figli e mogli che ormai vivono di stenti alla grande. L’ONU e i suoi rappresentanti discutono… Di bene in meglio!
Fonti
- Jet russi scaricano bombe sulla Siria Mondo – ANSA.it – www.ansa.it › Video › Mondo Ministero Difesa Mosca: bombardati obiettivi Isis a Deir ez-Zor, 30 gennaio 2017, 21:03
(http://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2017/01/30/jet-russi-scaricano-bombe-sulla-siria_8fa526e6-020f-45db-ba30-347a4fd51e9e.html).
- L'ONU denuncia la pulizia etnica contro i Rohingya del Myanmar (euronews), 4 febbraio 2017 (http://it.euronews.com/2017/02/04/l-onu-denuncia-la-puliza-etnica-contro-i-rohingya-del-myanmar).
- Amnesty: migliaia di prigionieri impiccati nelle carceri di Assad. Il rapporto: torture e processi sommari a 30 chilometri di Damasco, detenuti lasciati morire di fame – 7 febbraio 2017 (http://www.lastampa.it/2017/02/07/esteri/amnesty-migliaia-di-prigionieri-impiccati-nelle-carceri-di-assad-p3wZiJF28pORPD962M7TPO/pagina.html).
- Amnesty: migliaia di prigionieri impiccati nelle carceri di Assad (http://247.libero.it/focus/40458492/9/amnesty-migliaia-di-prigionieri-impiccati-nelle-carceri-di-assad/)
- Saydnaya, mattatoio siriano dove il regime assad ha impiccato 13.000 persone - Euronews, HOME >NOTIZIE >MONDO  (http://it.euronews.com/2017/02/07/saydnaya-mattatoio-siriano-dove-il-regime-assad-ha-impiccato-13000-persone).
- Pulizia etnica contro minoranza Rohingya in Birmania, Onu: “Oltre mille morti”. Nuova pesante accusa contro la Birmania dopo le operazioni dell'esercito contro la minoranza Rohingya. Per l'Onu sarebbe in atto una vera e propria "pulizia etnica" con oltre mille morti, villaggi distrutti, stupri e violenze. ASIA 9 FEBBRAIO 2017  10:32 di Antonio Palma

2) Violenza di ordinaria amministrazione
2a) Schiaffi a bimbi, sospesa maestra Venti4ore
(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 1 FEB - Una maestra elementare di 66 anni è stata sospesa per un anno dall'attività perché accusata di maltrattamenti aggravati nei confronti dei bambini di 6-7 anni che le erano affidati. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Reggio Calabria al termine di indagini condotte dalla squadra mobile e coordinate dal procuratore Federico Cafiero de Raho e dall'aggiunto Gerardo Dominijanni.
L'insegnante, secondo l'accusa, era solita minacciare i piccoli - anche con un bastone battuto sulla cattedra - per farli stare tranquilli e, quando non ci riusciva, li colpiva con scappellotti e schiaffi. In un caso ha anche preso un bambino per i capelli trascinandolo per l'aula. A far scattare le indagini, è stata la denuncia dei genitori di un bambino preoccupati perché loro figlio aveva più volte manifestato insofferenza a frequentare le lezioni per paura di quanto lui e i suoi amichetti subivano da parte dell'insegnante. Gli investigatori hanno pertanto nascosto telecamere nell'aula.
Ansa 01.02.2017
(Continua su: http://venti4ore.com/schiaffi-a-bimbi-sospesa-maestra/).

2b) “Vi faccio camminare sulla sedie a rotelle”, schiaffi e minacce ai bimbi: sospesa maestra
La donna di 66 anni indagata dalla Procura di Reggio Calabria per maltrattamenti aggravati sui bambini di 6-7 anni che le erano affidati. La donna ripresa con telecamere nascoste mentre minaccia e picchia i piccoli.
CRONACA ITALIANA 1 FEBBRAIO 2017  14:55 di Antonio Palma
Avrebbe tenuto i piccoli alunni sotto costante minaccia di ritorsioni fisiche per farli stare tranquilli in classe e, quando non ci riusciva, li avrebbe colpiti con sonori schiaffoni e tirate di capelli. Per questo un'insegnante di una scuola elementare calabrese di 66 anni è stata sospesa per un anno dall'attività didattica e ora deve rispondere delle accuse di maltrattamenti aggravati nei confronti dei bambini di 6-7 anni che le erano affidati. Il provvedimento restrittivo è stato emesso oggi dal giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura del Repubblica che ha condotto le indagini sul caso.
L'inchiesta  a carico della donna, coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho e dall'aggiunto Gerardo Dominijanni, era stata avviata a seguito della denuncia dei genitori di un bambino preoccupati perché il piccolo aveva più volte manifestato insofferenza a frequentare le lezioni per paura di quanto poteva subire da parte dell'insegnante. Gi accertamenti si sono avvalsi di telecamere nascoste dalla polizia nell'aula che hanno filmato i comportamenti della maestra durante le lezioni.
In particolare le immagini, secondo gli inquirenti, hanno portato alla luce i mezzi didattici fuori luogo utilizzati dall'insegnante. Secondo l'accusa, infatti, la maestra usava abitualmente un fischietto per stabilire l'ordine e un bastone che impugnava e sbatteva sulla cattedra per richiamare l'attenzione oltre a minacciare tra le altre cose di far saltare il cervello e spezzare le gambe se i bimbi non avessero seguito le sue direttive. Quando questi strumenti non erano sufficienti l'insegnante passava alle vie di fatto con schiaffi e tirate di capelli, anche nel caso in cui facevano male i compiti. Nelle immagini diffuse dalla Procura si vede in particolare la maestra mentre trascina da una parte all'altra dell'aula, tirandolo per i capelli un bambino colpevole di aver abbracciato un amichetto per gioco o tirare schiaffi ai piccoli che sbagliavano a fare i compiti.

2c) Schiaffi e minacce a bimbi, sospese due maestre. Violenze in scuola elementare del reggino riprese da carabinieri
Redazione ANSA, 08 marzo 2017, 18:16
Schiaffi e minacce a bambini della quinta classe di una scuola elementare di Oppido Mamertina, nel reggino. E' questa l'accusa rivolta a due insegnanti, M.C. e B.S. di 49 anni, alle quali i carabinieri hanno notificato un'ordinanza di sospensione dall'attività, emessa dal gip del Tribunale di Palmi. Le indagini, avviate nel novembre 2016 dopo la denuncia di alcuni genitori, si sono avvalse delle riprese video delle telecamere installate nella scuola dagli investigatori.
I genitori si erano rivolti ai carabinieri dopo aver notato sui propri figli diverse lesioni sul corpo e, in modo particolare, al volto. I militari dell'Arma della Stazione di Oppido Mamertina, in coordinamento con la Procura della Repubblicadi Palmi retta da Ottavio Sferlazza, per accertare la veridicità della segnalazione hanno quindi deciso di installare delle telecamere di videosorveglianza all'interno dell'istituto scolastico per monitorare eventuali maltrattamenti perpetrati ai danni degli alunni da parte delle docenti.
Dai filmati, hanno riferito gli investigatori, è successivamente emerso che, in diverse occasioni, le due insegnanti indagate, ignare di essere monitorate, nel corso delle lezioni avrebbero maltrattato in modo violento i propri alunni rivolgendo nei loro confronti gravi minacce e ripetute ingiurie. In alcuni episodi si nota come le due maestre, infastidite dal comportamento degli alunni, si rivolgano a loro urlando e costringendoli ad assumere posizioni "composte" prima di colpirli con schiaffi al volto. In un altro episodio gli alunni vengono spinti all'esterno dell'aula per essere subito dopo costretti a rientrare in fila indiana sotto la minaccia di ulteriori maltrattamenti.
Garante Calabria,visite psicologiche docenti - "I bambini sono il bene più prezioso e più fragile dell'umanità e chi ha a che fare con loro quotidianamente non può permettersi il lusso di scaricare le proprie frustrazioni maltrattandoli. Chi lo fa deve cambiare mestiere, anzi bisogna farglielo cambiare". E' quanto afferma il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria Antonio Marziale in merito alla vicenda di Oppido Mamertina. "Finalmente - prosegue - la mia decennale proposta di sottoporre i docenti a visite psicologiche periodiche ha trovato la giusta attenzione nei giorni scorsi al ministero dell'Istruzione ed entro domani mattina provvederò ad inviare le linee guida dettagliate, perché è tempo di porre fine ad un fenomeno raggelante e consolidato, conosciuto in minima parte perché, purtroppo, la maggioranza delle volte non denunciato. Ma, quanto appreso dalle cronache basta e avanza per farci parlare di emergenza. I docenti svolgono un ruolo usurante, che mette a dura prova le emozioni ma ciò non giustifica l'accanimento su creature deboli. Stanare coloro i quali hanno problemi di tenuta emotiva significa prevenire e mettere in sicurezza i bambini. Al diavolo chi intravede nella proposta l'intento di criminalizzare una categoria, anche perché i docenti con i quali mi trovo ad agire nel quotidiano si dicono all'unisono d'accordo. Ogni genitore ha il diritto di sapere che gli adulti ai quali affida i propri figli siano rispettosi di essi. A nessuno è dato di compromettere lo sviluppo emotivo dei piccolini, che negli adulti di riferimento devono trovare guide non aguzzini". "Domani - conclude Marziale - renderò note le linee che ho inviato al ministro Fedeli e comunico che l'idea delle telecamere sta trovando opposizione in quasi tutte le sedi istituzionali da me esplorate. Ma sulle visite periodiche psicologiche non cedo".
(http://www.ansa.it/calabria/notizie/2017/03/08/schiaffi-e-minacce-a-bimbi-sospese-due-maestre_7396e6a6-cee5-4475-b369-eee190578348.html)
Quello che si cerca di evitare emerge ancora e proprio dove l'umanità viene educata da maestri/e che farebbero bene a seguire quello che dice Gesù Cristo in proposito. Ma è possibile che la legge che voleva far mettere le videosorveglianze negli asili nido e nelle scuole materne non si riesce ad ottenere? La legge c'è, ma perché nelle comunità dove arrivano i bambini più piccoli che devono essere assistiti ed educati, ci sono ancora insegnanti indegne di quel nome e che non sono allontanate prima che distruggano i cervelli dei bambini in affido e li faranno diventare adulti precocemente e con la rabbia e paura in corpo? Perché le direzioni non controllano prima e ci vogliono i carabinieri a dare prove inconfutabili dei crimini che commettono? I test psicologici anche biennali per accertare i primi sintomi di una qualsiasi intolleranza a quel tipo di professione sono spariti. Ma questa tendenza malefica non la sentono quelle persone? Non si interrogano alla sera se hanno fatto l'interesse dei bambini loro affidati e non il loro sporco e paranoico interesse finalizzato alla soddisfazione di un bisogno di comando su creature che chiedono amore?

2d) In Russia picchiare moglie e figli non sarà più un reato
Via libera della Duma alla depenalizzazione delle violenze domestiche, Declassate a illecito amministrativo, solo 3 voti contrari
La Duma ha approvato in terza e ultima lettura un progetto di legge per depenalizzare i "maltrattamenti in famiglia" declassandoli a illecito amministrativo, Il disegno di legge deve ora essere presentato al Senato e quindi al presidente Vladimir Putin, Oggi 380 deputati russi si sono espressi a favore della proposta di legge e solo tre hanno votato contro.
La proposta aspramente criticata dagli attivisti per la difesa dei diritti umani prevede che le violenze costituiscano reato solo se chi le ha commesse sia già stato condannato per lo stesso motivo, in caso contrario potranno essere punite con una multa.
Il disegno di legge è stato avanzato dopo che una sentenza della Corte suprema ha depenalizzato le percosse che non infliggono danni fisici ma non ha toccato il carattere penale delle percosse contro i propri familiari facendo insorgere i conservatori come la senatrice (ed ex deputata della Duma) Ielena Mizulina, secondo cui il reato di "maltrattamento in famiglia" è "anti-familiare", Secondo il presidente della Duma, Viaceslav Volodin, la depenalizzazione dei maltrattamenti in famiglia è una "condizione per creare famiglie forti", Stando a un sondaggio dell'istituto Vtsiom (controllato dallo Stato russo), il 59% dei russi è a favore del disegno di legge, mentre il 33% è contrario, Comunque, il 79% dei russi ha un atteggiamento negativo verso qualunque violenza in famiglia.
www.ansa.it › Mondo › Europa 26/01/2017
(Continua su: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/01/27/in-russia-picchiare-moglie-e-figli-non-sara-piu-un-reato_7cb76224-007f-4e03-b58d-d31a98cb050d. html).

3) Risorgono le scuole: bene impariamo in fretta per difendere i nostri diritti. Avanti, avanti!
Siria, Unicef: “Le scuole risorgono dalle macerie” (1 febbraio 2017)
ROMA – Nelle scorse settimane, l’Unicef ha contribuito alla riapertura di 23 scuole primarie nelle parti orientali della città di Aleppo, permettendo a circa 6.500 bambini di ritornare a scuola. L’Unicef ha fornito materiale scolastico, sviluppato un programma di apprendimento rapido e formato insegnanti per aiutare i bambini sfollati a recuperare i mesi e gli anni di istruzione persi. Inoltre, ha allestito dieci aule prefabbricate.
È stato presentato un programma di sensibilizzazione per informare i bambini e le famiglie sui pericoli degli ordigni inesplosi. Fino ad ora, il programma ha raggiunto 50.000 bambini. Sono state organizzate attività di supporto psicosociale per 35.000 bambini in rifugi e in altri siti, per aiutarli a riprendersi dagli orrori attraverso i quali sono passati. L’Unicef ha fornito i kit “scuole in una scatola” e kit ricreativi a 90.000 bambini a Idlib e nella zona rurale di Aleppo ovest. 280 insegnanti hanno inoltre beneficiato dei corsi di sviluppo professionale supportati dall’Unicef.
“Riportare i bambini a scuola è una delle nostre maggiori priorità,” ha dichiarato Hanaa Singer, Rappresentante dell’Unicef in Siria. “La scuola offre un senso di routine, che è estremamente necessario, e inoltre un luogo per apprendere, giocare, guarire e recuperare la propria infanzia“. C’è ancora molto lavoro da fare. Si stima che attualmente in Siria 1,7 milioni i bambini non frequentino la scuola.
Finalmente qualche buona notizia in Siria alla riapertura delle scuole, che per i bambini e i giovani è importantissima per far loro conoscere il mondo degli adulti, per il loro futuro e per fare scudo a tutte queste false tendenze all’appiattimento del mondo futuro a beneficio di un branco di sotto-dotati che obbediscono ciecamente a qualche papavero sostenuto da altri papaveri.
Grazie a tutti coloro che hanno fatto il possibile e anche di più per far aprire scuole che ora sono poche, ma che speriamo possano presto aumentare. Gli insegnanti sono persone che ne devono aver viste di tutti i colori e saranno senz'altro all'altezza dei loro compiti! Ci auguriamo che non vengano spinte ad integrarsi con coloro che hanno provocato il genocidio e che non accolgano fra loro altri servitori del dittatore.


Ma intanto, c’è chi non esita ad approfittare anche delle donazioni destinate a queste terre maroriate!
- Football Leaks, Beckham nell'occhio del ciclone: «Ossessionato dai soldi»© REUTERS - 02/02/2017
L'ex Manchester United e Real Madrid avrebbe fatto di tutto nel corso della carriera per arricchirsi, addirittura a discapito dell'Unicef
VENERDÌ 3 FEBBRAIO 2017 20:05
ROMA - Dopo la bufera scatenata lo scorso dicembre, l'inchiesta Football Leaks torna a "colpire". A farne le spese questa volta potrebbe essere David Beckham: l'ex Manchester United e Real Madrid è infatti protagonista degli ultimi documenti pubblicati nell'ambito dell'inchiesta coordinata da numerose testate giornalistiche europee. Secondo quanto emerso, l'ex campione inglese avrebbe infatti una ossessione per il denaro, e avrebbe fatto di tutto nel corso della sua carriera per arricchirsi, addirittura a discapito dell'Unicef, organizzazione della quale è per di più ambasciatore.
CONTRO L'UNICEF - «Non ho voglia di versare i miei soldi per questa causa». Queste le parole che avrebbe scritto all'amico Simon Oliveira (direttore generale della Doyen), il quale gli avrebbe quindi consigliato di partecipare ad una cena di beneficenza in Congo, versando la somma che avrebbe guadagnato all'Unicef (un milione di euro circa). A questa proposta però lo Spice Boy avrebbe replicato addirittura: «Versare quel milione sul fondo sarebbe come versare soldi miei, perché se non ci fosse stato, quei fott**i soldi sarebbero stati miei». Per di più Beckham avrebbe chiesto un rimborso di 8.000€ per una missione Unicef in Cambogia: peccato che il viaggio in jet gli fosse stato offerto dagli sponsor.

4) Abbandonato in strada perché ritenuto stregone, il piccolo Hope ora è pronto per la scuola

Il bimbo trovato per strada in Nigeria condizioni disperate ora si è completamente ristabilito grazie alla volontaria di un'organizzazione no profit danese e ora è pronto ad andare a scuola.
3 FEBBRAIO 2017  14:11 di A. P.  
A causa  di credenze arcaiche aveva dovuto subire un triste destino, essere abbandonato in una polverosa strada nigeriana dalla sua famiglia ad appena due anni di vita per andare in contro a morte certa. E sicuramente sarebbe morto in maniera atroce di fame e sete se non avesse incontrato per caso sulla sua strada una volontaria di un'organizzazione no profit danese, Anja Loven, impegnata in alcuni progetti in Africa. La donna lo ha curato e assistito con i suoi colleghi fino a che il piccolo ribattezzato Hope, speranza, non è tornato in salute. Ora ad un anno di distanza da quell'incontro il bambino è in perfetta  forma e ha affrontato per la prima volta una uova sfida che lo impegnerà per i prossimi anni: la scuola.
A raccontarci dello straordinario percorso di ripresa del piccolo è stata la stessa Anja attraverso alcune foto pubblicate sul suo profilo facebook. "Il 30 gennaio 2016 sono andata in una missione di salvataggio con David Emmanuel Umem, Nsidibe Orok e la nostra squadra nigeriana. Una missione di salvataggio che è diventata virale ed oggi, a un anno di distanza da quando il mondo è venuto a conoscenza di un piccolo chiamato Hope, lui è pronto a iniziare la scuola" ha scritto la donna postando una nuova foto del piccolo che richiama quella divenuta famosa mentre lei gli dà dell'acqua e che dimostra quanto il bimbo si sia ormai ristabilito del tutto.

Un altro vergognoso esempio per noi adulti che stiamo alla finestra più o meno per volontà nostra, mentre volontari seriamente aiutano coloro che, non conosciuti, vivono allo stremo per i voleri imperanti.
Hope era stato buttato fuori da casa dalla famiglia perché considerato uno stregone, buttato fuori all'età di due o tre anni per cercarsi da vivere da solo, Lo ha intravvisto per caso, morente, una volontaria dell' Europa del nord che passava di lì, gli ha dato da bere e poi lo ha accolto nella sua comunità di bambini scacciati da casa. L'ha aiutato a ridiventare un essere umano e ora andrà a scuola.
A nome di quanti sono attenti a queste notizie, cara Anija, ti ringraziamo di quello che hai fatto e che stai facendo, avendo rinunciato alla tua vita per loro. Grazie ancora! Ti ricorderemo sempre e ci vergogniamo di quello che non sappiamo fare per questi bambini. Grazie ancora a te e alla tua squadra. Quando ti senti giù di morale, ricordati che c'è Qualcuno che scrive tutto e poi ti ricompenserà. Grazie, Anija. Quando ho letto di Hope Versione Due mi sono commosso: ti auguro ogni bene, a te ed ai tuoi, che ti aiutano in questo compito tanto prezioso.

5) Mutilazione genitale, Unicef: “Barbarie subita da 200 milioni di bambine nel mondo”
Si celebra la Giornata Mondiale contro l'infibulazione e le altre analoghe pratiche sulle donne che - secondo l'obiettivo fissato dall'Onu - dovrebbero essere totalmente bandite entro il 2030. Un drammatico fenomeno che purtroppo è presente anche in Italia.
AFRICA 6 FEBBRAIO 2017  17:16 di Biagio Chiariello
Nel mondo sono più di 200 milioni le donne mutilate, vittime dell’infibulazione (il cui acronimo è ‘mgf’) e di altre pratiche che vanno dall'incisione all'asportazione, parziale o totale, dei genitali femminili esterni. Ciò avviene specialmente in Africa e Medio Oriente, ma nei tempi recenti questa barbara pratica si è diffusa anche in Europa e in America del Nord a causa delle migrazioni. A sottolinearlo sono l’Unicef e l’Unfpa in occasione della Giornata Internazionale per la Tolleranza Zero sulle Mutilazioni Genitali Femminili [che ricorre oggi per la sua edizione del 2017, N.d.A.].


6) Ancora violenza domestica
6a) Bimbo di 5 anni trovato morto: i genitori l’avevano punito per aver fatto la pipì a letto
I genitori del piccolo sono stati arrestati: le indagini chiariranno se sono stati loro a uccidere il figlio.
EUROPA 7 FEBBRAIO 2017  17:41 di Davide Falcioni
Un uomo di 30 anni e la sua compagna di 22 sono stati arrestati dalla polizia francese in relazione alla morte di Yanis, un bambino di 5 anni, trovato senza vita a poche centinaia di metri dalla casa dove viveva, a Aire-Sur-La-Lys, nel nord del paese. Il decesso del piccolo è stato definito "sospetto" da Patrick Leleu, procuratore di Saint-Omer, che di conseguenza ha ordinato l'immediato fermo dei genitori.
Il bambino trovato morto a 200 metri dal capanno dove viveva il padre
Le cause della morte del bambino non sono ancora chiare: in un primo momento si riteneva che fosse dovuta ad un arresto cardiaco ma gli inquirenti avrebbero trovato evidenti segni di percosse e lesioni, in particolare la frattura del naso e un violento trauma cranico. Stando a quanto riportano i media locali, il padre viveva in una capanno di legno e lamiere costruito a 200 metri di distanza dal luogo in cui è stato trovato il corpo del piccolo. La madre, invece, risiedeva in città ma sovente trascorreva le notti un quel luogo di piena campagna, distante chilometri dal primo centro abitato. Nessun vicino di casa e pochi conoscenti per la coppia, che comunque è stata descritta come tranquilla: "Non li ho mai visti litigare, non ho mai pensato che avessero un atteggiamento strano", ha dichiarato al quotidiano Le Voix du Nord un conoscente.
Cosa sia accaduto è dunque tutto da appurare. Interrogati dalla polizia, i genitori avrebbero ammesso di aver punito il bimbo per aver fatto la pipì a letto, negano tuttavia i maltrattamenti. I due sono comunque stati sottoposti a fermo, dal momento che altre indagini potrebbero mettere in diretta relazione le lesioni sul corpo del bambino provocate dalle percosse dei genitori e la sua morte.

6b) Ruba un pezzo di torta dalla tavola: picchiato e ucciso dalla madre e dal patrigno
Jack Garcia, 9 anni, è stato massacrato di botte dalla madre e dal compagno di lei per aver mangiato un pezzo di torta senza chiedere il permesso.
SOCIAL NEWS 10 FEBBRAIO 2017  14:50 di D. F.
Jack Garcia, un bambino del Marylan – Stati Uniti – di appena nove anni, è stato picchiato a morte per aver mangiato un pezzo di torta di nascosto da sua madre. Il piccolo, preso a calci e pugni in testa con una violenza incredibile, è morto in ospedale: a sferrare i colpi fatali sarebbe stato Robert Wilson, compagno della madre del bambino, già in passato condannato a trent'anni di carcere per omicidio.
Il bambino legato alla sedia e picchiato
La vicenda risale al 30 giugno scorso, ma solo in questi giorni – mentre si sta celebrando il processo – sono emersi gli inquietanti dettagli della vicenda: Jack era stato invitato alla festa di compleanno della figlia di Wilson insieme alla madre. Approfittando di un momento di distrazione il bambino ha mangiato un pezzo di torta, scatenando un vero e proprio putiferio. Quando gli adulti hanno scoperto il ‘furto'  Oriana Garcia, ventisei anni e mamma del bimbo, ha furiosamente rimproverato il figlio, arrivando a legarlo a una sedia. È in quel momento che è arrivato Robert Wilson, che ha cominciato a picchiare il bimbo così violentemente da fargli perdere i sensi.
Il bambino è arrivato in ospedale in condizioni disperate. I medici l'hanno ricoverato e per una settimana intera hanno tentato di salvargli la vita, ma il 6 luglio Jack è morto: troppo gravi le lesioni causate dalle botte. La madre del bimbo  ha ammesso di aver permesso il pestaggio perché voleva insegnare al figlio che non bisogna rubare: la donna rischia 20 anni di carcere. Il compagno, Robert Wilson, invece potrebbe finire i suoi giorni dietro le sbarre: per lui infatti si profila una condanna all'ergastolo.
Due storie, quelle appena descritte, inumane, ma vere: mamme e papà, che non sono più tali per mille motivi, uccidono i loro figli perché questi hanno fatto ciò che è del tutto normale per un bambino. Queste innocenti creature non sono state allevate in una famiglia, ma in un lager dove credevano di essere sicuri dei propri genitori, che invece li hanno vigliaccamente uccisi in nome della loro mente corrotta e distrutta dalla droga o da altro.
Proviamo ad immaginare un papà che fa correre di notte un bambino fino a farlo morire di botte e di stanchezza e una mamma che non sa sacrificarsi per un figlio che le prende un pezzo di torta e lo uccide, freddamente come se fosse un pezzo di carta igienica da gettare nel water. Lei non si è gettata nel water come avrebbe potuto (e come consiglia Qualcuno), se pensava a quello che stava facendo: l'ha fatto, punto e basta! Pentimento? Se ci sarà, è troppo comodo pentirsi dopo e non prima, ma la dirittura di una certa umanità è questa: uccidere i figli.
Ma, come spesso dico, c’è Qualcuno che scrive tutto, e anche chi ha aiutato quei genitori a diventare tali ne risponderà. Troppo comodo istruire male la gente e non avere la giusta paga.

7) Pulizia etnica contro minoranza Rohingya in Birmania, Onu: “Oltre mille morti”
Nuova pesante accusa contro la Birmania dopo le operazioni dell'esercito contro la minoranza Rohingya. Per l'Onu sarebbe in atto una vera e propria "pulizia etnica" con oltre mille morti, villaggi distrutti, stupri e violenze.
ASIA 9 FEBBRAIO 2017  10:32 di Antonio Palma
Nuovo pesante atto di accusa contro la Birmania per il caso del popolo dei Rohingya, la minoranza etnica e religiosa da tempo nel mirino delle autorità locali che l'accusano di terrorismo. Secondo due alti funzionari delle Nazioni unite che si occupano della minoranza in fuga dalle violenze, infatti, l'esercito birmano sarebbe responsabile della morte di oltre mille persone di etnia Rohingya, tutte uccise durante l'offensiva dei militari lungo il confine , partita nell'autunno scorso con la giustificazione di voler porre fine alle azioni di guerriglia dei gruppi locali.
I due funzionari delle Nazioni Unite, citati da Reuters ma sotto anonimato, ribadiscano quanto già sostenuto da molti nella comunità internazionale e da diverse Ong additando come "pulizia etnica" quello che sta avvenendo in Birmania sulla base di denunce di cittadini del posto. Secondo le stesse fonti, infatti, dall'inizio delle operazioni militari contro i Rohingya, oltre 70mila persone sarebbero state costrette a fuggire dai loro villaggi, nel nord dello stato occidentale di Rakhine, in quella che sembra un vera e propria deportazione a scopo di segregazione.
Secondo i funzionari Onu citati dall'agenzia di stampa, le cifre ufficiali delle vittime dell'operazione militare fatte dal governo sono nettamente sottostimate. Il portavoce presidenziale birmano Zaw Htay, interpellato dalla Reuters, ha confermato però che sulla base dei rapporti dei comandanti militari che operano nella zona, le vittime sarebbero non più di 100, uccise in un'operazione di contrasto alla guerriglia che attaccava posti di polizia sul confine.
Come mostrano diversi video diffusi online, le violenze contro il popolo Rohingya, già definito dall'Onu tra le popolazioni più perseguitate al mondo, ormai nell'area sono all'ordine del giorno.  Le Nazioni Unite hanno identificato le operazioni militari come una "repressione generalizzata e sistematica" che si è trasformata in una "pulizia etnica" e "molto probabilmente" in crimini contro l'umanità. In un rapporto dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti umani si racconta di distruzione di villaggi con il fuoco, spostamento coatto della popolazione, uccisioni di civili compresi bambini, sparizioni e stupri da parte dell'esercito nell'impotenza  del debole governo birmano.
(Continua su: http://www.fanpage.it/pulizia-etnica-contro-minoranza-rohingya-in-birmania-onu-oltre-mille-morti/ - http://www.fanpage.it/).

- Birmania, fonti Onu: oltre mille Rohingya uccisi da inizio offensiva - 9 febbraio 2017
Oltre mille persone della minoranza musulmana dei Rohingya sono stati uccisi in Birmania da quando, alcuni mesi fa, è iniziata un'operazione militare contro di loro che ha costretto almeno 70mila persone a fuggire dai loro villaggi. Lo scrive il sito dell'agenzia Reuters, citando due diverse fonti Onu di alto livello, che hanno chiesto l'anonimato. Queste dicono che finora il numero delle vittime è stato nettamente "sottostimato".
(http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/birmania-fonti-onu-oltre-mille-rohingya-uccisi-da-inizio-offensiva_3055904-201702a.shtml). 
8) L’Onu fatica a punire i suoi dipendenti colpevoli di abusi sessuali (Internazionale) – 22 febbraio 2017
(http://www.internazionale.it/reportage/delphine-bauer/2017/02/22/onu-abusi-sessuali).
È certamente un altro non ritorno il citare sempre la macellazione di popolazioni intere che scompaiono nelle fosse comuni a causa di nazioni che le schiacciano; ma i fatti ora sono sempre più documentati, nonostante ci siano nazioni che “fabbricano” prove e le fanno girare sui social network per confondere sempre più la gente che, così aggirata, non sa più a chi credere e si chiude sempre più nel proprio guscio familiare, o peggio in se stessa.
Anche i vari appelli al mondo intero per proteggere chi sta morendo di fame, di sete, di malattia, di sforzo, di violenze, nella fuga in cerca di un angolo migliore, vedono sforzi genuini perdersi fra interessi di tutt’altro genere. Chi arriva dopo un lungo viaggio spesso si ribella per paura, rabbia e altro a chi l'accoglie più o meno favorevolmente, sospettando che spesso dietro i sorrisi ci siano altre modalità mirate a farli ritornare da dove sono partiti: e allora ecco altre fonti di diffidenza e odio, odio che aumenta verso tutti, anche se questo, ci dicono, che è già scontato.
I politici cosa fanno per migliorare le situazioni così deludenti per questi immigranti ?
Leggiamo fuori dalle righe e nelle conferenze che fanno i religiosi che ritornano nella cosiddetta patria e raccontano episodi allucinanti e ripetitive: fame, sete, malattie, torture, sparizioni, uccisioni pubbliche, esplosioni di kamikaze e numeri di morti che fanno lievitare sempre più le statistiche.
In tutto questo terribile andare avanti dell'umanità non vediamo la soddisfazione che gli odiosi criminali impegnati nella vendite di armi, droghe, ecc. continuano imperterriti a trarre, corrompendo chi è al comando e che chiude tutti e due gli occhi, perché anche lui guadagna sulla pelle degli altri.
Fino a quando questo continuerà? Cosa aspettiamo? Forse qualche asteroide in grado di semidistruggere la terra o qualche vulcano che i continui terremoti stanno risvegliando con le conseguenze di cui tutti si accorgeranno, inclusi i politici che si sono fatti scavare rifugi muniti di tutto punto, ma che non proteggeranno nessuno, perché l'imprevedibile è dietro l'angolo ed ha il volto coperto?
Chi legge queste parole e poi aiuta a modo suo è da ringraziare e, attraverso queste pagine, si desidera esprimere gratitudine verso chi fa silenziosamente del bene all'umanità che sta sparendo poco a poco, soprattutto le vittime non aiutate, ma perseguitate!
L'esempio che si legge di qualche bambino che compie atti da adulto è da ammirare. Speriamo che questi bambini sorgono a difesa anche di noi adulti che restiamo impotenti alla finestra.
Ogni tanto veniamo a sapere di qualche cosiddetta “maestra” che perseguita i bambini. Ricordiamoci che tanti di questi “educatori” rimangono nascosti sotto il manto del silenzio omertoso e colpevole.
Altre maestre ed educatrici, invece, spendono la loro vita non per lo stipendio, che serve appena per vivere indecentemente, ma per dare il meglio di se stesse anche se in questo modo rinunciano a poter accudire a una propria famiglia.
Leggiamo con piacere del destino di Hope, stregone all'età di tre anni e buttato fuori casa a vivere come poteva alla sua età. Grazie ancora  ad Anjia, sconosciuta volontaria che ora conosciamo: un bacio ed un abbraccio anche a lei, come a tanti altri che non conosciamo, ma che sono là dove c'è da aiutare in modo pazzesco, proprio come è stato salvato e aiutato Hope, che ora va a scuola. Certo che non dimenticherà quanto ha sofferto per una famiglia indegna e superstiziosa e spinta da una vita di stenti, ma qualcuno gli insegnerà anche il perdono, se lo meriterà quella famiglia.
Anche chi è alla finestra e legge queste notizie, cattive e buone, può aiutare invocando Chi ha fatto questo mondo per la Sua giustizia, che arriverà al momento giusto.
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